Recensione LG M5 Wireless OLED (2026): la TV senza cavi definitiva
Analisi completa del LG OLED evo M5: Zero Connect Box per la trasmissione wireless 4K 144 Hz, processore α11, webOS 25 e la qualità d'immagine OLED di riferimento. Prezzi, limiti e confronto con la serie G5.
Alessandro Riva
Editorial Columnist
Recensione LG M5 Wireless OLED (2026): la TV senza cavi definitiva
Dopo la prima generazione nel 2023 (M3) e l'affinamento del 2024 (M4), LG ha portato la serie M alla terza iterazione: l'OLED evo M5, presentato al CES 2025, è la TV "True Wireless" più matura mai realizzata. Il concetto resta identico — nessun cavo video verso il pannello, tutto passa dalla Zero Connect Box — ma la tecnologia di trasmissione, il processore α11 e il pannello OLED evo di ultima generazione rendono il compromesso wireless, per la prima volta, praticamente invisibile. È una TV di lusso con un caso d'uso preciso: chi vuole il pannello appeso alla parete come un quadro, senza nessun cavo visibile. Per quel pubblico, nel 2026, non c'è concorrente.
Il concetto Zero Connect: come funziona davvero
L'idea è semplice da descrivere e complessa da realizzare: tutte le sorgenti — console, decoder, soundbar, PC — si collegano alla Zero Connect Box, un dispositivo esterno che si può posizionare fino a 10 metri dal pannello (nello stesso ambiente). La box trasmette video 4K e audio in wireless a 60 GHz verso il ricevitore integrato nel pannello, con compressione "visually lossless" e latenza dichiarata impercettibile.
La terza generazione del sistema ha risolto i problemi delle iterazioni precedenti: la banda di trasmissione ora regge il 4K a 144 Hz (non solo 120), il riallineamento del segnale dopo un'interruzione è quasi istantaneo, e la gestione delle interferenze è più robusta. La box ha 4 porte HDMI 2.1 complete, USB, Ethernet e pass-through audio eARC verso soundbar o receiver: tutto ciò che si collegherebbe normalmente al pannello vive nella box.
Il punto pratico che ogni acquirente deve capire: la Zero Connect Box ha bisogno di un percorso radio decente verso il pannello. Ostacoli massivi — pareti in cemento armato, camerette piene di scaffali metallici — possono degradare il segnale. Nell'installazione tipica (box nel mobile sotto la parete, o nell'armadio adiacente) funziona senza intoppi; in installazioni creative va testata con la funzione di verifica del segnale che LG ha finalmente reso prominente.
Qualità d'immagine: OLED evo con il processore α11
Il pannello OLED evo del M5 condivide l'hardware di punta della gamma LG 2025: neri perfetti per natura OLED, contrasto infinito, angoli di visione immuni ai compromessi LCD e una luminosità che nel 2025 ha fatto un altro balzo — i picchi HDR toccano valori che fino a poco fa erano prerogativa dei flagship, con l'elaborazione dell'α11 che gestisce highlight e micro-contrast con maturità.
L'α11 AI Processor è il secondo pilastro: upscaling delle sorgenti di bassa risoluzione tra i migliori sul mercato, gestione del motion pulita nelle trasmissioni sportive, e le funzioni AI picture che — tollerate con scetticismo dalla critica — nel 2025 funzionano davvero nelle modalità corrette (si lasciano attive l'upscaling e la riduzione rumore, si disattivano le esagerazioni di saturazione).
Il supporto HDR è completo: Dolby Vision (con Dolby Vision IQ), HDR10, HDR10+ — aggiunto nel 2025, chiudendo il divario storico con Samsung — e HLG. La modalità Filmmaker Mode, ormai standard LG, rispetta l'intento creativo meglio di quasi tutti i concorrenti. Il comparto audio — 60W con Dolby Atmos — è sufficiente per un salotto, con la virtual surround dell'α11 sorprendentemente convincente per essere un pannello da 4,5 cm.
Gaming: 4K 144 Hz senza fili
Per chi gioca, il M5 è argomento di dibattito: la latenza wireless, per quanto minima, è superiore a una connessione HDMI diretta di qualche millisecondo. I numeri misurati dalla critica specializzata parlano di una latenza totale che resta eccellente per TV (nell'ordine dei 10-14 ms in game optimizer), con l'aggiunta wireless di 2-4 ms: percepibile solo con strumentazione, non in gioco.
Le funzioni gaming sono al top della gamma: 4K 144 Hz, VRR, ALLM, supporto G-Sync e FreeSync, e le due applicazioni specifiche — la barra Game Optimizer e il Game Dashboard — che rendono le regolazioni rapide. Le console current-gen sfruttano il 120 Hz; i PC da gioco il 144 completo. Per chi gioca in salotto con console, la differenza rispetto a una C5 cablata è, onestamente, difficile da percepire: il vantaggio del M5 resta l'estetica, non la latenza.
Limiti reali: il prezzo e le installazioni
Il primo limite è economico: il M5 si posiziona sopra la G5 nel listino LG, con listini che partono da circa 4000 euro per i 65 pollici e salgono rapidamente nei formati maggiori (77, 83 e 97 pollici, quest'ultimo come soluzione quasi da home cinema dedicato). Il secondo limite è strutturale: il pannello non ha alcuna porta — se la Zero Connect Box si guasta, la TV non si usa — e le installazioni su parete in nicchie chiuse o muri portanti senza percorso radio verso la box non sono fattibili.
Infine la dipendenza: la box usa un cavo unico lungo proprietario, e il posizionamento va pianificato prima dell'acquisto. È una TV che chiede una riflessione d'arredo, non un acquisto impulsivo.
| Pro | Contro |
|---|---|
| Zero wireless: nessun cavo sul pannello | Prezzo alto sopra ogni altra serie LG |
| Qualità immagine OLED evo di riferimento | Nessuna porta di fallback sul pannello |
| 4K 144 Hz con VRR, G-Sync, FreeSync | Richiede percorso radio libera verso la box |
| HDR10+ finalmente supportato | Latenza wireless di 2-4 ms sopra il cablato |
| α11 e webOS 25 maturi | Solo nel 2026 inizia a trovarsi in sconto |
Tabella tecnica
| Caratteristica | Specifica |
|---|---|
| Pannello | OLED evo, 65/77/83/97 pollici |
| Risoluzione | 4K (3840×2160) |
| Refresh | Fino a 144 Hz |
| Processore | α11 AI Processor 4K |
| HDR | Dolby Vision, HDR10, HDR10+, HLG |
| Gaming | VRR, ALLM, G-Sync, FreeSync, 144 Hz |
| Trasmissione | Zero Connect Box, 60 GHz, fino a 10 m |
| Connettori (sulla box) | 4× HDMI 2.1, USB, LAN, eARC |
| OS | webOS 25 |
webOS 25 e l'ecosistema smart
La piattaforma webOS 25 è tra le più mature del mercato: interfaccia a schede personalizzabili, Magic Remote con cursore, profili utente e l'app ThinQ per il controllo dal telefono. Nel 2025 LG ha finalmente aperto la piattaforma ai principali assistenti in parallelo (Alexa integrata, Google Assistant, e supporto AirPlay2/HomeKit), e la continuità con gli altri dispositivi LG — audio, elettrodomestici, monitor — è la colla dell'ecosistema. La pubblicità sulla home resta il difetto contestato della piattaforma, disattivabile solo in parte: il compromesso del TV smart moderno.
Per il picture purista: tutte le regolazioni avanzate (bilanciamento bianco, gamma, colori CMS) sono presenti nel menu di calibrazione, e il M5 risponde bene a una calibrazione professionale — un dettaglio che il target di prezzo giustifica.
webOS 25 e l'ecosistema smart
La piattaforma webOS 25 è tra le più mature del mercato: interfaccia personalizzabile, Magic Remote con cursore preciso, profili utente e l'app ThinQ per il controllo dal telefono. Nel 2025 LG ha consolidato l'apertura della piattaforma: Alexa integrata, supporto AirPlay2/HomeKit e Google Assistant in parallelo, e la continuità con gli altri dispositivi LG — soundbar, elettrodomestici, monitor — è la colla dell'ecosistema. La pubblicità sulla home resta il difetto contestato della piattaforma, limitabile ma non eliminabile: il compromesso del TV smart moderno.
Per il purista dell'immagine: tutte le regolazioni avanzate (bilanciamento bianco, gamma, CMS completo) sono presenti nel menu di calibrazione, e il pannello risponde eccellentemente a una calibrazione professionale — un dettaglio che la fascia di prezzo giustifica pienamente.
FAQ
La qualità wireless è indistinguibile dall'HDMI cablato? Nella pratica sì: la compressione è "visually lossless" e nessun test alla vista ha mai distinto la trasmissione. In strumentazione esiste un overhead di latenza di pochi ms, irrilevante fuori dai casi competitivi estremi.
Quanto può essere lontana la Zero Connect Box? Fino a 10 metri nello stesso ambiente, con alcuni ostacoli tollerati. La funzione di verifica del segnale nell'app LG mostra la qualità del collegamento prima di fissare il posizionamento.
Cosa succede se la Zero Connect Box si guasta? Il pannello non ha porte: serve sostituire o riparare la box. LG garantisce il sistema come unico prodotto, ma è il rischio strutturale del formato.
Vale la differenza di prezzo rispetto alla G5? Se la parete pulita è l'obiettivo, non c'è alternativa: la G5 non ha la trasmissione wireless. Se i cavi non sono un problema, la G5 offre qualità immagine comparabile a meno.
Conclusione
Il LG M5 Wireless OLED è la maturità di un'idea che LG ha portato avanti per tre generazioni: la TV come oggetto d'arredo assoluto, senza compromessi di qualità immagine e con una latenza wireless che nel 2026 non è più un alibi. Non è una TV per tutti — il prezzo lo dice chiaramente, e il caso d'uso è specifico — ma per chi ha sempre sognato il pannello appeso alla parete come un quadro con le console nascoste in un altro mobile, è finalmente la TV che il sogno richiedeva. La terza generazione toglie l'ultimo aggettivo da "ma": non è più "wireless con compromessi", è wireless, punto.
FAQ aggiuntive
Quali dimensioni sono disponibili? 65, 77, 83 e 97 pollici: la gamma 2025 ha esteso il formato wireless ai formati maggiori, dove la pulizia della parete fa la differenza maggiore.
Funziona con soundbar e receiver esterni? Sì, via eARC dalla Zero Connect Box: audio e video viaggiano insieme nella trasmissione wireless, e la soundbar si collega alla box, non al pannello.
La parete deve essere preparata in modo particolare? Basta un attacco a parete standard — LG include una staffa dedicata — e una presa elettrica dietro il pannello: è l'unico cavo che il M5 richiede.