Recensione Sony BRAVIA 9 (2024): il Mini LED secondo Sony
Analisi della Sony BRAVIA 9, il Mini LEDXR della linea 2024: Backlight Master Drive, processore XR, 2200 nits, HDMI 2.1 per PS5. La Mini LED da affiancare agli OLED.
Alessandro Riva
Editorial Columnist
Recensione Sony BRAVIA 9 (2024): il Mini LED secondo Sony
Per un decennio Sony ha costruito la propria reputazione televisiva sugli OLED, lasciando il territorio Mini LED ai rivali coreani. Con la linea 2024 e la BRAVIA 9, presentata a gennaio durante il CES di Las Vegas e in commercio dalla primavera, la casa giapponese ha cambiato strategia: ha portato nel mondo Mini LED la tecnologia di gestione della retroilluminazione più raffinata che abbia mai prodotto, il Backlight Master Drive, e l'ha abbinata al processore XR di ultima generazione. Il risultato è una delle TV più luminose mai misurate in laboratorio, pensata per chi guarda molto contenuto HDR in stanze illuminate e per i possessori di PS5, per la quale Sony ha sviluppato funzioni esclusive. L'abbiamo vissuta per alcune settimane per capire se il salto di categoria rispetto alla BRAVIA 7 del 2023 giustifichi il posizionamento di prezzo da flagship.
Design e costruzione
La BRAVIA 9 non punta all'estremo sottile degli OLED: il pannello Mini LED con il suo sistema di retroilluminazione a zone ha bisogno di spessore, e Sony lo gestisce con una schiena più profonda ma mai arrabbiata, distribuita su tutta la superficie. La cornice sottile e uniforme avvolge il pannello senza interruzioni, e i due piedini distanziati agli estremi — una novità rispetto ai supporti centrali del passato — danno stabilità anche nelle diagonali grandi, con la possibilità di alzarli su due livelli per far spazio a una soundbar. La gestione dei cavi scorre dentro il supporto, e il complessivo comunica solidità: le plastiche sono assemblate senza cedimenti e il pannello non flette.
Le diagonali vanno dai 55 agli 85 pollici, e la scelta è sensata per un pannello che vive di luminosità: la 65X95L equivalente europea parte da dimensioni dove il Mini LED ha senso economico rispetto agli OLED della stessa casa.
Backlight Master Drive: il cuore tecnologico
La differenza tra la BRAVIA 9 e le Mini LED generiche si nasconde nella retroilluminazione. Il Backlight Master Drive nasce dalla sperimentazione di Sony sui LED Z9D del 2016, ma qui arriva alla maturità: migliaia di LED miniaturizzati controllati individualmente da un driver dedicato che gestisce zone di oscuramento con precisione tale da confinare il blooming in casi estremi. Nelle scene con sottotitoli bianchi su fondo nero o con una luna in un cielo notturno, la fuoriuscita di luce è tra le più contenute mai viste su un pannello non a emissione diretta: in condizioni normali di visione risulta irrilevante.
La luminosità di picco tocca i 2200 nits su porzioni di immagine, con full-field intorno ai 2000: numeri che spingono gli highlights HDR oltre quanto ogni OLED possa fare, e che rendono la BRAVIA 9 la scelta naturale per stanze con grandi finestre o lampade accese. Il trattamento antiriflesso aiuta, anche se non raggiunge l'efficacia dei filtri OLED top di gamma.
Il pannello VA garantisce profondità di neri eccellente per la categoria, con contrasto nativo altissimo; gli angoli di visione migliorano grazie al trattamento X-Wide Angle, ma restano il compromesso fisiologico del VA: da posizione laterale spinta colori e contrasto calano più che su un OLED.
Processore XR e qualità dell'immagine
Il processore XR Cognitive di Sony gestisce l'upscaling con la competenza abituale della casa: sorgenti HD e Full HD diventano 4K credibili, con denoising intelligente e ricostruzione dei bordi che non invade il quadro naturale. Il motion handling è eccellente nella modalità personalizzata, con interpolazione da ridurre manualmente per i gusti: a 60Hz nativi più l'aggiunta di frame, il cinema resta fluido senza l'effetto soap opera se regolato con criterio.
Il colore copre praticamente tutto il DCI-P3 e buona parte del Rec.2020 grazie al filtro Triluminos Pro: i toni della pelle sono l'area dove Sony continua a distinguersi, con una resa naturale che la concorrenza insegue con le AI di color mapping. L'accuratezza fuori scatola è buona, e con poche regolazioni in modalità Custom la BRAVIA 9 si avvicina al riferimento senza strumenti di calibrazione.
Gaming: la TV che voleva la PS5
Sony ha progettato la linea 2024 intorno alla console di casa, e la BRAVIA 9 lo dimostra: due porte HDMI 2.1 con le altre due a 2.0, 4K a 120Hz, VRR, ALLM e un Auto HDR Tone Mapping che riconosce la PS5 e calibra l'HDR per la console in modo automatico. La latenza scende sotto i 10ms in modalità gioco, invisibile nella pratica. Con Xbox Series X tutto funziona analogamente, con la sola assenza di Dolby Vision gaming che qui non è una perdita: Sony resta fedele a HDR10 e al proprio mapping.
Il supporto PS5 è l'argomento di vendita più forte: chi possiede la console trova nella BRAVIA 9 una combinazione tanto integrata da sembrare un unico sistema, con switching automatico della modalità Game quando si avvia un titolo e ritorno alle impostazioni di visione al rientro nel dashboard.
Google TV e usabilità
La piattaforma Google TV è fluida e completa, con tutte le principali app di streaming, Chromecast integrato, Assistant vocale e un'interfaccia che organizza i contenuti per titolo più che per servizio. Il nuovo telecomando della linea 2024 aggiunge i pulsanti dedicati e mantiene il microfono per la voce; la retroilluminazione dei tasti manca, un dettaglio fastidioso in una TV da 3000 euro che si usa spesso al buio.
Le funzioni di streaming vivono della robustezza della piattaforma: BRavia Core con i film in qualità prossima al UHD Blu-ray è un extra riservato agli acquirenti Sony, e in un mondo di app compresse rappresenta un piccolo lusso per i cinefili.
Audio
Il sistema a 4.2 canali con 60W totali è tra i migliori implementati su una TV: Acoustic Multi-Audio fa in modo che il suono segua l'azione sullo schermo, e i dialoghi restano chiari anche in scene complesse. Dolby Atmos e DTS:X sono decodificati, e per volumi cinematografici conviene una soundbar: la BRAVIA Theatre Bar 9 è la compagna naturale, ma qualsiasi sistema esterno via eARC migliorerà il limite fisiologico delle TV sottili.
Prezzo e rapporti con la gamma
| Diagonale | Prezzo indicativo al lancio |
|---|---|
| 55 pollici | 2199 euro |
| 65 pollici | 2899 euro |
| 75 pollici | 3999 euro |
| 85 pollici | 5499 euro |
Oggi il listino è scivolato verso il basso, e le offerte rendono la 65 pollici accessibile a prezzo di Mini LED premium di due anni fa. La BRAVIA 9 si colloca sopra la 7 (che resta a listino come modello di accesso) e convive con la BRAVIA 8 OLED, più adatta al buio della sala cinema ma meno capace nelle stanze vive.
Confronto con i rivali
| Elemento | BRAVIA 9 | Samsung S95D OLED | LG G4 OLED |
|---|---|---|---|
| Tecnologia | Mini LED VA | QD-OLED | OLED evo MLA |
| Luminosità di picco | ~2200 nits | ~1900 nits | ~1500 nits |
| Neri | Ottimi (blooming minimo) | Perfetti | Perfetti |
| Angoli di visione | Buoni | Ottimi | Ottimi |
| Punto di forza | Stanze illuminate, PS5 | Cinema e design | Home theater |
La scelta tra Mini LED e OLED resta una questione di ambiente: la BRAVIA 9 domina dove c'è luce, gli OLED dominano dove la contano i neri.
Pro e contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Luminosità di riferimento per la categoria | Angoli di visione da pannello VA |
| Backlight Master Drive: blooming quasi assente | Solo 2 porte HDMI 2.1 |
| Upscaling e motion eccellenti | Telecomando non retroilluminato |
| Integrazione PS5 senza rivali | Prezzo al lancio elevato |
| Audio da TV tra i migliori | Dolby Vision assente |
FAQ
BRAVIA 9 o BRAVIA 8 OLED? Dipende dalla stanza. In ambiente buio l'OLED vince sui neri e sugli angoli; in ambiente luminoso la BRAVIA 9 ha 700 nits di vantaggio e mantiene leggibilità e contrasto che l'OLED non può raggiungere.
Il blooming si vede? Solo in condizioni ostili: sottotitoli bianchi su scena nera o credits di fine film. Nelle condizioni di visione normali il Backlight Master Drive lo rende irrilevante.
Quante porte HDMI 2.1 ci sono? Due, più due HDMI 2.0. Per console + soundbar eARC è sufficiente; con ricevitore AV e due console occorre pianificare o usare uno switch HDMI 2.1.
Supporta Dolby Vision? No. Sony resta fedele a HDR10 e HLG. Il proprio mapping HDR gestisce comunque gli highlights in modo eccellente.
Vale il passaggio da BRAVIA 7? Il salto di luminosità e il perfezionamento del Backlight Master Drive sono tangibili; chi ha una 7 in buone condizioni può aspettare una generazione, chi viene da modelli 2021 o precedenti troverà un aggiornamento profondo.
Quanto dura nel tempo? I Mini LED Sony non mostrano rischi di burn-in tipici degli OLED, e la retroilluminazione è progettata per una vita utile lunga: è una TV da sette-otto anni di servizio tranquillo.
Verdetto
La BRAVIA 9 è la dimostrazione che il Mini LED, fatto con serietà, può competere con gli OLED dove conta davvero per la maggior parte delle persone: luminosità, robustezza in ambiente reale, neri più che rispettabili. Non ha la poesia del QD-OLED di Samsung in una stanza buia, ma chi guarda la TV di giorno, con la luce accesa e le finestre aperte, scoprirà che la BRAVIA 9 offre un'immagine che nessun OLED può eguagliare in queste condizioni. L'integrazione PS5 è il bonus che la rende l'acquisto automatico per l'ecosistema Sony, e il calo di prezzo dopo due anni la trasforma in un affare per chi cerca un flagship a prezzo di gamma media.
Voto: 9/10