Recensione Ghostwire Tokyo (2022): folklore e azione in una Tokyo deserta
Ghostwire Tokyo di Tango Gameworks è un action adventure soprannaturale in una Shibuya deserta. Combat con le mani, folklore giapponese e missioni secondarie toccanti.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Ghostwire Tokyo (2022): folklore e azione in una Tokyo deserta
Un'intera città svuotata in un istante. Le persone spariscono, i negozi restano aperti, i telefonini suonano senza risposta. Ghostwire Tokyo parte da questa immagine e costruisce su di essa uno dei mondi più riconoscibili degli ultimi anni. Sviluppato da Tango Gameworks, lo studio fondato da Shinji Mikami, il regista del primo Resident Evil, e pubblicato da Bethesda Softworks il 25 marzo 2022 su PS5 e PC, il gioco cambia registro rispetto a The Evil Within. Niente survival horror, ma un action adventure soprannaturale in prima persona, ambientato in una Shibuya deserta ricostruita con una precisione quasi documentaristica. Il risultato è un gioco affascinante e imperfetto, con un combat system originale e una delle rappresentazioni più belle della capitale giapponese mai viste in un videogioco.
La trama, tra spirito e posseduto
Il protagonista è Akito, un ragazzo ferito mortalmente in un incidente d'auto. Al suo corpo si aggancia uno spirito di nome KK, un investigatore morto da poco che era sul punto di fermare un occultista noto come Hannya. L'alleanza è forzata e funziona bene. Akito resta al comando del corpo tranne che della mano destra, dove vive KK, e i due litigano, collaborano e si raccontano mentre la città si svuota intorno a loro.
L'antagonista è Hannya, un uomo mascherato che ha sigillato gli spiriti dei civili in gabbie sparse per Shibuya e vuole aprire la barriera tra i vivi e i morti per riportare in vita la moglie e la figlia. Il motivo è più umano di quanto sembri, e la trama lo rivela a pezzi attraverso i ricordi dei protagonisti. La sorella di Akito, Mari, in coma all'ospedale, è il bersaglio del rituale, e il rapporto tra fratello e sorella è il cuore emotivo della storia.
Il finale è il punto più discusso del gioco. Alcune svolte funzionano, altre appaiono affrettate, e chi si aspetta una conclusione all'altezza della costruzione del mondo può restare deluso. La narrazione resta comunque più curata della media del genere, e i personaggi secondari hanno uno spessore che sorprende.
Una Shibuya deserta e stupefacente
La ricostruzione di Shibuya è il punto più forte del gioco. Ogni vicolo, ogni insegna al neon, ogni incrocio è fedele alla realtà. Chi conosce Tokyo si orienta senza mappa, e i punti di riferimento sono riprodotti con una precisione che va oltre la cura tipica dei giochi open world. Il centro commerciale, le strade laterali, i piccoli templi nascosti tra i grattacieli.
La sensazione di camminare in una città completamente vuota è inquietante e stranamente poetica. I negozi restano aperti, la merce è in esposizione, i ristoranti hanno ancora le posate sul tavolo. La nebbia soprannaturale che avvolge le strade aggiunge un'atmosfera unica, e i Visitatori, gli spiriti che vagano per la città, rendono ogni strada un potenziale incontro.
L'attenzione ai dettagli culturali è tale che il gioco è stato elogiato anche da chi vive a Tokyo. I talismani sugli incroci, i riti shintoisti nei templi, le offerte ai piccoli santuari. Il folklore non è decorazione, è materiale di gioco, e le missioni secondarie lo esplorano con rispetto.
Combattimento con le mani
Il combat system è originale. Akito combatte in prima persona con poteri elementali che lancia con gesti delle mani, in uno stile che il direttore del combattimento ha descritto come karate meets magic. I gesti si ispirano ai kuji-kiri, i mudra rituali delle tradizioni esoteriche giapponesi, e ogni elemento ha una funzione diversa. Il vento è il colpo bilanciato a media distanza, il fuoco è l'esplosione pesante, l'acqua è il getto ravvicinato.
La meccanica più soddisfacente è l'estrazione del nucleo. Quando un nemico perde gran parte della salute, il suo nucleo si espone e si può strappare con un gesto della mano, con un'animazione che visualmente rende ogni takedown spettacolare. Gli archi e i talismani aggiungono varietà tattica, e le abilità di supporto come il teletrasporto e la percezione amplificata si sbloccano nell'albero delle abilità con i punti esperienza guadagnati in combattimento.
Il limite è la profondità. Il combat system è divertente ma ripetitivo, con un roster di nemici che si riutilizza in modo visibile nelle fasi centrali. I boss rompono il ritmo con meccaniche dedicate, ma tra un boss e l'altro gli scontri standard si somigliano, e chi arriva al terzo capitolo ha già visto quasi tutto il combat system ha da offrire.
Folklore, yokai e missioni secondarie
Ghostwire Tokyo è un tesoro di folklore giapponese. Gli yokai, gli spiriti e le leggende urbane sono rappresentati con rispetto e accuratezza. I tengu sui tetti, i kappa vicino all'acqua, la kuchisake-onna nei vicoli. Ogni spirito ha una piccola storia autonoma, e le missioni secondarie sono sorprendentemente ben scritte.
I tanuki nascosti in giro per la città sono la side quest più amata del gioco. Statue travestite da insegne, bidoni, alberi e oggetti quotidiani, da individuare con pazienza in ogni angolo della mappa. Trovarne tutti richiede decine di ore, e la caccia è diventata un mini-gioco a sé che molti giocatori hanno completato solo per curiosità.
Le missioni dei fantasmi in pena sono l'altra sorpresa. Aiutare uno spirito a trovare pace è spesso un racconto breve e malinconico, che esplora il dramma umano dietro la sparizione di massa. Queste storie minori sono più toccanti della trama principale, e danno alla Shibuya deserta un peso emotivo che la sola estetica non riuscirebbe a dare.
Contenuti e durata
La campagna principale dura una quindicina di ore, e il completamento con missioni secondarie, collezionabili e aggiornamento dell'inventario va ben oltre il doppio. La mappa è piena di collezionabili, e la progressione delle abilità si alimenta con gli spiriti raccolti nella città.
| Caratteristica | Ghostwire Tokyo | The Evil Within 2 | Hi-Fi Rush |
|---|---|---|---|
| Genere | Action avventura | Survival horror | Ritmico azione |
| Prospettiva | Prima persona | Terza persona | Terza persona |
| Combattimento | Gesti e poteri | Armi da fuoco | A ritmo |
| Mappa | Aperta | Semilineare | Lineare |
| Atmosfera | Soprannaturale cupa | Horror | Colorata |
| Uscita | 2022 | 2017 | 2023 |
Il confronto con gli altri Tango dice molto. Hi-Fi Rush, uscito dopo con un tono opposto, ha dimostrato la versatilità dello studio. Ghostwire resta l'esperimento più ambizioso in termini di ambientazione, e il più imperfetto in termini di ritmo.
Comparto tecnico e performance
Il gioco gira su Unreal Engine 4 e il comparto tecnico è il punto dolente all'uscita. Su PC le performance sono state irregolari, con stuttering nei primi giorni e patch successive che hanno migliorato la situazione. Su PS5 il gioco regge bene i 60 fps in modalità performance, e la modalità qualità punta a una risoluzione più alta con un frame più stabile.
Il ray tracing è supportato per riflessi e illuminazione, e l'illuminazione di Shibuya di notte è uno dei punti visivi più belli del gioco. Le insegne al neon riflesse sull'asfalto bagnato, la pioggia, la nebbia. La direzione artistica fa molto più del motore grafico, e la colonna sonora di Masatoshi Yanagi accompagna l'esplorazione con brani che mescolano elettronica e strumenti tradizionali.
L'uscita su Xbox Series X/S è arrivata il 12 aprile 2023, un anno dopo, insieme all'aggiornamento gratuito Spider's Thread che ha aggiunto nuove missioni, nemici, abilità e aree esplorabili. Il gioco è disponibile su Game Pass dal lancio console, e la versione Xbox è la più completa in termini di contenuti.
Limiti reali
Oltre alla ripetitività del combat, i limiti sono chiari. La struttura a missioni tiene in braccio l'esplorazione, e la mappa aperta è più piccola di quanto sembri. L'IA nemica è elementare nelle fasi standard, con i visitatori che si lanciano in linea retta senza grande varietà tattica. L'ottimizzazione PC all'uscita ha dato problemi di stuttering, sistemati in parte con le patch. Il finale, come detto, divide.
Anche il ritmo narrativo pesa. La parte centrale del gioco allunga con collezionabili e missioni standard, e il finale arriva quando l'esperienza ha già mostrato il meglio. Chi lo gioca per la storia può saltare i secondari, chi lo gioca per l'atmosfera farà il contrario, e i due tipi di giocatore ne escono con giudizi opposti.
Pro e Contro
Pro - Ricostruzione di Shibuya sbalorditiva - Atmosfera unica e inquietante - Combat con i gesti originale - Folklore giapponese curato e rispettato - Missioni secondarie sorprendentemente toccanti - I tanuki da cacciare
Contro - Combattimento ripetitivo nelle fasi centrali - Trama principale con un finale affrettato - IA nemica elementare - Ottimizzazione PC irregolare all'uscita
A chi è consigliato
Ghostwire Tokyo è per chi ama l'atmosfera più del gameplay, per chi conosce Tokyo e vuole vagare in una versione deserta, per chi apprezza il folklore giapponese e per chi ha amato The Evil Within ma vuole un registro diverso. Sconsigliato a chi cerca un combat system profondo da padroneggiare in centinaia di ore, e a chi vuole un open world denso di attività.
Domande frequenti (FAQ)
Ghostwire Tokyo è un horror?
Non è un horror puro ma ha elementi soprannaturali e un'atmosfera inquietante. Ci sono momenti di tensione, ma non è spaventoso come The Evil Within.
Quanto dura Ghostwire Tokyo?
La campagna principale dura una quindicina di ore. Completare tutte le missioni secondarie e i collezionabili richiede ben oltre il doppio.
È disponibile su Game Pass?
Sì, il gioco è disponibile su Game Pass dal lancio su Xbox nell'aprile 2023, insieme a una parte della libreria Bethesda.
Ha il supporto ray tracing?
Sì, su PC e console il gioco supporta il ray tracing per riflessi e illuminazione, ed è uno dei punti visivi più belli di Shibuya di notte.
Cosa aggiunge l'aggiornamento Spider's Thread?
Arrivato con la versione Xbox nell'aprile 2023, aggiunge gratuitamente nuove missioni, nemici, abilità, cinematiche e aree di Tokyo esplorabili.
Conclusione
Ghostwire Tokyo è un gioco che vale la pena giocare per la sua ambientazione e atmosfera. La Shibuya deserta è una delle finte città più belle mai costruite, il folklore è trattato con un rispetto che si vede in ogni angolo, e le missioni secondarie raccontano piccole storie più toccanti della trama principale. Il combat non è profondo ma è originale, e la versione attuale, con l'aggiornamento Spider's Thread e le patch che hanno sistemato le performance, è la migliore per approcciare il gioco.
Non raggiunge le vette di Hi-Fi Rush, ma dimostra la versatilità di Tango Gameworks, passato nel 2024 sotto Krafton dopo la chiusura annunciata da Microsoft. Per chi ha la curiosità del folklore e il gusto per le città vuote, è un'esperienza che si dimentica lentamente, e che su Game Pass o in sconto è un acquisto quasi obbligato.