videogiochi 2026-06-11

Recensione MindsEye (2025): thriller psicotecnologico

La recensione di MindsEye, il nuovo gioco di Build A Rocket Boy. Un action adventure thriller tra memoria, tecnologia e complotti in una città futuristica.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione MindsEye (2025)

Dopo l'uscita da Rockstar Games, Leslie Benzies ha fondato Build A Rocket Boy con l'intenzione di creare esperienze che mescolano narrazione, tecnologia e libertà di movimento. MindsEye è il primo frutto di questa visione, e si vede. Non è un Grand Theft Auto, ma qualcosa di più personale e sperimentale.

Siamo in una città futuristica chiamata Redrock, un incrocio tra Los Angeles e Shanghai, dominata da una corporation che ha sviluppato una tecnologia chiamata MindsEye: un impianto neurale che permette di registrare e rivivere ricordi. Il protagonista, Jacob Diaz, è un ex soldato con un impianto difettoso che gli causa flashback di un passato che non ricorda. La sua ricerca della verità lo porterà a scontrarsi con la corporation e a scoprire una cospirazione che coinvolge la memoria collettiva della città.

Gameplay

MindsEye è un action adventure in terza persona con forti componenti stealth e investigative. Il gameplay si divide tra esplorazione urbana, fasi di combattimento e sequenze di manipolazione dei ricordi.

Le sezioni città permettono di muoversi liberamente per Redrock, interagire con i PNG, accettare missioni secondarie e scoprire segreti. Non è un open world sterminato, ma una mappa densa di contenuti e percorsi verticali. Jacob può arrampicarsi, scivolare sotto ostacoli e usare un rampino per raggiungere tetti e balconi.

I combattimenti sono volutamente sporchi. Jacob non è un eroe d'azione perfetto: le armi da fuoco sono imprecise, il corpo a corpo è goffo. Il gioco vi spinge a evitare gli scontri diretti e a usare l'ambiente e l'ingegno. Potete distrarre i nemici, creare diversivi, spegnere le luci e muovervi nell'ombra.

La meccanica dei ricordi è il vero elemento distintivo. Attraverso l'impianto MindsEye, Jacob può entrare nei ricordi di altre persone e modificarli. In pratica, ogni ricordo è un livello chiuso dove dovete trovare un modo per alterare un evento passato. Spostate un oggetto, cambiate una conversazione, rimuovete un elemento: piccole modifiche che hanno ripercussioni sul presente.

Queste sequenze sono raccontate in modo non lineare, con i ricordi che si frammentano e ricompongono man mano che progredite. È un espediente narrativo affascinante, anche se alcune soluzioni sono un po' astruse e richiedono tentativi ed errori.

Le missioni secondarie a Redrock sono varie e spesso più interessanti di quelle principali. Una riguarda un vecchio che ha perso i ricordi del figlio e vi chiede di recuperarli nei cassonetti della memoria della città. Un'altra vi vede investigare su una serie di suicidi collegati a un impianto MindsEye difettoso. Il gioco affronta temi maturi come il lutto, l'identità e la manipolazione della memoria senza mai essere didascalico, e questo è forse il suo risultato più alto.

Tecnica

Il gioco gira su Unreal Engine 5 e sfrutta la maggior parte delle sue feature di punta. L'illuminazione globale è di altissimo livello, con riflessi ray traced che rendono Redrock una città viva e riflettente. Le texture degli ambienti sono ricche di dettagli, con graffiti, manifesti pubblicitari e schermi olografici che animano gli edifici.

Le performance su PC sono solide se avete una scheda video recente. Su PS5 e Series X il gioco offre due modalità: qualità a 30 fps con RT attivo, e performance a 60 fps. In entrambi i casi la resa è buona, con rari cali nelle zone più trafficate.

La colonna sonora è elettronica e atmosferica, con melodie che ricordano Blade Runner e Tron. I dialoghi sono ben recitati in inglese, con un protagonista doppiato da un attore di talento. I testi italiani sono curati, ma la traduzione perde qualche sfumatura dei dialoghi originali. Per gli amanti della lore, la versione originale è consigliata.

Le performance su PC sono buone, ma su Steam Deck richiedono qualche compromesso. Il preset medio con FSR attivo regala un'esperienza giocabile a 30 fps, con cali nelle zone più illuminate di Redrock. Su console portatili come ROG Ally si ottengono risultati migliori con impostazioni simili.

Arte

Redrock è una città che sembra viva di giorno e spettrale di notte. Cartelloni pubblicitari enormi vendono impianti neurali come fossero smartphone. Le strade sono piene di gente, taxi volanti, schermi ovunque. È una distopia elegante, non degradata, e forse è proprio questo a renderla inquietante.

Il design dei ricordi è surreale. Ogni ricordo ha un filtro visivo diverso: colori sbiaditi, contorni sfocati, oggetti che appaiono e scompaiono. È una rappresentazione efficace di come la mente umana archivi e distorca il passato. Il contrasto tra la nitidezza del mondo reale di Redrock e la frammentazione onirica dei ricordi è uno dei punti di forza estetici del gioco.

I modelli dei personaggi sono dettagliati, con un'attenzione particolare agli occhi e alle espressioni facciali. Ogni NPC ha un aspetto distintivo, e i personaggi principali sono memorabili anche solo per il design. L'interfaccia utente è pulita e minimale, con pochi elementi a schermo.

Longevità

La campagna principale dura circa 15-18 ore, con una decina di missioni secondarie che aggiungono contesto alla storia e sbloccano potenziamenti dell'impianto MindsEye. Ogni ricordo modificabile ha soluzioni multiple, il che invita a esplorare approcci diversi.

Non c'è multiplayer, ma il gioco include una modalità sfida dove risolvere scenari di ricordi generati proceduralmente. Una gradita aggiunta che allunga la vita del gioco per chi ama la componente puzzle. Ogni scenario completato assegna un punteggio basato sul tempo e sul numero di modifiche apportate, con classifiche globali per confrontarsi con gli altri giocatori.

L'hub centrale di Redrock è realizzato con cura. Ogni distretto ha una sua identità visiva, con quartieri residenziali, zona commerciale, distretto tecnologico e periferia degradata. I PNG non sono solo comparse: molti hanno dialoghi opzionali che cambiano in base ai progressi nella storia, e alcuni offrono missioni secondarie che vale la pena seguire.

Accessibilità

Ci sono opzioni per ridurre la difficoltà dei combattimenti, assist nella mira, e una guida vocale per i puzzle. I sottotitoli sono presenti e regolabili. Manca però un'opzione per il daltonismo, una lacuna che speriamo venga colmata con una patch.

Limiti

I puzzle nei ricordi sono affascinanti ma a volte frustranti. La soluzione non è sempre logica, e alcuni richiedono di provare combinazioni a caso. Il combat system è volutamente grezzo, ma a tratti sembra più rotto che intenzionale. Le armi hanno una sensazione di impatto troppo leggera.

La storia si dipana lentamente, e per le prime tre ore non è chiaro dove si voglia andare. Chi cerca un ritmo serrato potrebbe perdersi. Il finale, pur soddisfacente, apre a uno spin-off o un sequel in modo forse troppo esplicito.

La mappa di Redrock è funzionale ma manca di profondità verticale. In una città con grattacieli e livelli interrati, sarebbe stato utile un indicatore altimetrico per capire se un obiettivo è sopra o sotto di voi. Invece ci si affida ai segnavia colorati, che non sempre sono intuitivi.

Il sistema economico del gioco è legato ai crediti digitali, che si trovano nei cassonetti o si guadagnano completando missioni. Si possono spendere in potenziamenti, munizioni e informazioni. Niente di complesso, ma funziona.

A chi è consigliato

A chi apprezza i thriller cyberpunk con una componente psicologica. A chi ha amato giochi come Remember Me e Observer. A chi cerca un action adventure che non è solo sparatorie ma anche riflessione. Se invece non amate i puzzle e le storie lente, meglio lasciar perdere.

Pro

  • Meccanica dei ricordi originale
  • Ambientazione cyberpunk curata
  • Storia con cospirazione avvincente
  • Libertà di approccio nelle missioni
  • Comparto tecnico di livello

Contro

  • Combattimento volutamente grezzo e poco soddisfacente
  • Puzzle a volte poco chiari
  • Ritmo narrativo lento all'inizio
  • Assenza opzioni daltonismo
  • Finale che forza un sequel

FAQ

MindsEye è collegato a Everything? Sì, i due giochi condividono lo stesso universo narrativo. Everywhere è l'esperienza online, MindsEye è la campagna single player.

Quanto dura? Circa 15-18 ore per la campagna principale.

Devo giocare prima a Everywhere? No, MindsEye è autoconclusivo. Qualche riferimento incrociato c'è ma non serve saperli per godersi la storia.

Il gioco è open world? Non proprio. È una mappa densa a zone collegate, più simile a Deus Ex che a Grand Theft Auto.

C'è il doppiaggio italiano? Solo testi in italiano. Le voci sono in inglese.

Quante sono le missioni secondarie? Una decina, ben distribuite nelle varie zone di Redrock. Alcune sono tra le migliori missioni dell'intero gioco.

I ricordi generati proceduralmente sono rigiocabili? Sì, la modalità sfida propone scenari casuali ogni giorno, con classifiche e obiettivi dedicati.

Tabella tecnica

Specifica Dettaglio
Motore grafico Unreal Engine 5
Piattaforme PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S
Frame rate target 60 fps (modalità performance)
Risoluzione 4K dinamico / 1440p
Lingua Inglese (testi italiani)
Durata 15-18 ore
Prezzo 59,99 €
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