Recensione The Last of Us Part I (2022): un capolavoro senza tempo
The Last of Us Part I è il remake del capolavoro Naughty Dog per PS5 e PC. Joel ed Ellie tornano in un viaggio attraverso un'America post-apocalittica con una fedelta visiva e tecnica senza precedenti. Analizziamo ogni aspetto del gioco che ha definito un genere.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione The Last of Us Part I (2022): un capolavoro senza tempo
The Last of Us è uno di quei giochi che non hanno bisogno di presentazioni. Uscito nel 2013 su PS3, ha ridefinito le possibilità narrative del medium. Nel 2022, Naughty Dog ha rilasciato un remake completo per PS5 e PC. Non una semplice riedizione, ma una ricostruzione da zero, con modelli, texture, animazioni e tecnologie completamente nuove. La domanda è: valeva la pena? La risposta è sì, ma non per tutti. Se avete già giocato l'originale, troverete la stessa identica esperienza, solo piu bella da vedere. Se non l'avete mai provato, questo è il momento migliore per farlo.
Gameplay loop e meccaniche principali
The Last of Us Part I è un action adventure con elementi stealth e di sopravvivenza. Joel, contrabbandiere, deve scortare Ellie, una ragazza immune al fungo che ha devastato l'umanità, attraverso gli Stati Uniti. Il gameplay si divide tra esplorazione, combattimento e risoluzione di enigmi ambientali. Le risorse sono limitate, e ogni proiettile conta.
Il combat system mescola armi da fuoco e corpo a corpo. Le pistole, i fucili e gli esplosivi si trovano esplorando e si possono potenziare ai banchi di lavoro. Il corpo a corpo è brutale, con Joel che usa pugni, tubi e mazze per eliminare i nemici. La priorità è la sopravvivenza: affrontare un gruppo di nemici a viso aperto è quasi sempre una condanna. Lo stealth è incoraggiato, con vetri rotti, erba alta e coperture che permettono di muoversi senza essere visti.
I Clicker sono i nemici iconici del gioco. Infetti dal fungo Cordyceps, sono ciechi ma percepiscono il suono. Muoversi lentamente, camminare accovacciati e usare oggetti per distrarli sono le uniche strategie. Il sistema di ascolto permette di vedere i nemici attraverso i muri, ma solo in modalità concentrata. La tensione è costante: un passo falso significa morte istantanea.
Ellie aiuta nei combattimenti, ma non puo essere controllata. Lancia mattoni, distrae i nemici, a volte uccide da sola. La sua presenza è una risorsa, non un peso. Il gioco è lineare, con aree semi-aperte che permettono di esplorare per trovare risorse e collezionabili. Non c'è grinding, non ci sono missioni secondarie. L'esperienza è focalizzata sulla storia.
Comparto tecnico e performance
The Last of Us Part I sul lato tecnico è splendido. Naughty Dog ha ricostruito ogni modello con dettagli incredibili. Joel ha rughe, cicatrici e peli visibili. Ellie ha espressioni facciali che trasmettono emozioni con una precisione notevole. Le ambientazioni sono ricostruite fedelmente, ma con una risoluzione e un dettaglio che l'originale non poteva raggiungere.
Su PS5, il gioco gira a 2160p nativo a 30 fps in modalità Fedeltà e a 1440p-2160p a 60 fps in modalità Performance. La modalità Performance è la scelta migliore per la fluidità, e la differenza visiva è minima. Il supporto a VRR permette di sbloccare il frame rate su schermi compatibili.
| Piattaforma | Risoluzione | FPS | Note |
|---|---|---|---|
| PS5 (Fedeltà) | 2160p | 30 | 4K nativo |
| PS5 (Performance) | 1440p-2160p | 60 | Dinamico |
| PC | 4K | 60-120 | DLSS 3, FSR |
Su PC, il lancio è stato problematico: stuttering, crash e problemi di ottimizzazione. Le patch successive hanno risolto molti problemi, ma la versione PC richiede un hardware potente per girare bene. Con una RTX 3070 a 1440p e DLSS Qualità, si ottengono 60 fps stabili. Con una scheda mid-range, meglio abbassare i dettagli.
I caricamenti su PS5 sono istantanei. Le texture si caricano in tempo reale senza pop-in. Il feedback aptico del DualSense è utilizzato in modo eccellente: ogni arma ha una sensazione diversa, e la tensione dell'arco si sente nei grilletti adattivi.
Direzione artistica e audio
The Last of Us è un gioco cupo, e la sua direzione artistica riflette questa atmosfera. Le città sono invase dalla vegetazione, gli interni sono polverosi e decadenti. Le luci naturali filtrano attraverso finestre rotte, creando atmosfere malinconiche. La fotografia è curata, con inquadrature che sembrano studiate per essere cinematografiche.
Le cutscene sono animate con una qualità che rivaleggia con i film d'animazione. Le espressioni facciali di Joel ed Ellie sono incredibilmente realistiche. Ogni sguardo, ogni sorriso triste racconta una storia. I modelli dei personaggi sono tra i migliori mai visti in un videogioco.
La colonna sonora di Gustavo Santaolalla e tra le piu iconiche della storia dei videogiochi. Le chitarre acustiche e i suoni ambientali creano un'atmosfera intima e malinconica. Non ci sono orchestre epiche o cori. C'e solo la musica di un uomo con una chitarra, che accompagna il viaggio. Il brano principale, The Last of Us, è riconoscibile dopo poche note.
Il doppiaggio italiano è eccellente. La voce di Joel è profonda e stanca, quella di Ellie e giovane e determinata. La traduzione è curata e rispetta il tono del gioco. I sottotitoli sono presenti e ben sincronizzati.
Personaggi e narrativa
La storia di The Last of Us e il suo aspetto piu celebrato. Joel perde la figlia Sarah nei primi minuti di gioco, un prologo straziante che stabilisce il tono. Vent'anni dopo, e un uomo spezzato che accetta un incarico: portare Ellie oltre la zona di quarantena. Il viaggio attraversa città distrutte, foreste incontaminate e territori ostili.
Il rapporto tra Joel ed Ellie è il cuore del gioco. Joel e chiuso e diffidente. Ellie e curiosa e testarda. Insieme imparano a fidarsi l'uno dell'altro. I dialoghi durante l'esplorazione rivelano molto dei loro caratteri. Joel parla di sua figlia, Ellie fa domande sul mondo prima dell'infezione. I momenti di quiete sono preziosi quanto i combattimenti.
I personaggi secondari sono memorabili. Tess, la partner di Joel, e una sopravvissuta pragmatica. Bill e un uomo solitario che ha costruito la sua fortezza. Henry e Sam sono due fratelli in fuga. David e un cacciatore che diventa un antagonista inquietante. Ogni personaggio aggiunge profondità al mondo e alla storia.
Il finale e uno dei piu discussi nella storia dei videogiochi. Senza spoiler: la scelta di Joel e morale complessa, e lascia spazio a interpretazioni. Non e un lieto fine, ma e l'unico finale possibile per i personaggi.
Limiti reali
Il primo limite e il prezzo. The Last of Us Part I e un remake di un gioco del 2013, venduto a prezzo pieno. Chi ha gia giocato l'originale o la remastered su PS4 potrebbe faticare a giustificare l'esborso. Le differenze sono visive, non sostanziali. Il gameplay e identico, le meccaniche sono le stesse.
La durata e contenuta. La campagna principale dura circa 15 ore. Per chi cerca un gioco lungo, The Last of Us non soddisfa. Non ci sono modalita multiplayer nella versione PS5 (Factions e stato rimosso), e le opzioni di rigiocabilita sono limitate al New Game Plus e alla difficolta Grounded.
Il gameplay mostra i segni del tempo. Lo stealth e basilare, il corpo a corpo e ripetitivo e i puzzle ambientali sono semplici. Chi viene da giochi d'azione moderni potrebbe trovare il combat system limitato. La telecamera a volte e scomoda negli spazi stretti.
La versione PC, nonostante le patch, ha ancora qualche problema di ottimizzazione. Su hardware meno recenti, si verificano cali di frame rate e micro-stuttering che rovinano l'esperienza.
A chi e consigliato
A chi non ha mai giocato The Last of Us, questo e il modo migliore per scoprirlo. A chi ama le storie ben scritte e i personaggi memorabili, e un'esperienza imprescindibile. A chi cerca un gioco lungo o un multiplayer, meglio guardare altrove. A chi ha gia giocato l'originale, il valore dipende da quanto si tiene all'estetica.
Pro
- Narrazione tra le migliori del medium
- Doppiaggio e recitazione eccezionali
- Comparto tecnico di altissimo livello su PS5
- Atmosfera e colonna sonora indimenticabili
- Utilizzo eccellente del DualSense
- Remake visivamente impressionante
Contro
- Prezzo pieno per un gioco del 2013
- Durata contenuta (15 ore)
- Gameplay datato e meccaniche semplici
- Multiplayer assente
- Versione PC con problemi di ottimizzazione
Conclusione e verdetto
The Last of Us Part I e un paradosso. E tecnicamente perfetto, visivamente sbalorditivo, narrativamente immenso. E anche la stessa identica esperienza del 2013. Se non l'avete mai giocato, non esitate: questo e uno dei migliori giochi mai realizzati. Se l'avete gia giocato, il valore del remake sta nella qualita visiva e nell'amore per i dettagli. Naughty Dog ha ricostruito il suo capolavoro con una cura quasi maniacale. Il dubbio e se servisse davvero. Ma una volta avviato, e difficile non lasciarsi trascinare di nuovo.
FAQ
Quanto dura The Last of Us Part I? La campagna principale dura circa 15 ore. New Game Plus aggiunge qualche ora.
C'e il multiplayer? No, il remake non include Factions. Il multiplayer e disponibile separatamente in The Last of Us Remastered su PS4.
Vale il prezzo se ho gia giocato l'originale? Dipende da quanto apprezzate il comparto grafico. Il gameplay e identico, ma visivamente e un salto generazionale.
Su PC funziona bene? Dopo le patch, funziona discretamente su hardware di fascia alta. Su schede mid-range ci sono ancora cali.
E meglio giocare questo o la serie TV? Sono due media diversi. Il gioco offre un'esperienza piu immersiva e interattiva. La serie e fedele ma accelera alcuni passaggi.