Recensione Zelda Tears of the Kingdom (2023): libertà assoluta
Zelda Tears of the Kingdom supera Breath of the Wild con poteri creativi, un mondo triplo e libertà senza precedenti. La recensione completa per Switch.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Zelda Tears of the Kingdom (2023): libertà assoluta
Quando Nintendo ha annunciato il sequel di Breath of the Wild, la domanda era una sola: come si supera un gioco che ha riscritto le regole degli open world? Tears of the Kingdom non prova a rispondere con una storia più grande o più filmati. Lo fa con un'idea semplice e potentissima: toglie ogni limite alla creatività del giocatore. Il risultato è un gioco che ti mette in mano gli strumenti e dice: "ora arrangiati". Ed è magnifico.
Il mondo triplo: superficie, cieli e abisso
Tears of the Kingdom prende Hyrule di Breath of the Wild e la moltiplica per tre. La superficie è cambiata, con nuovi villaggi, grotte e segreti. Sopra le nuvole ci sono le Isole Celesti, un secondo strato di gioco fatto di arcipelaghi sospesi, enigmi e rovine Zonau. Sotto terra, le Profondità sono un mondo buio, pericoloso e ricco di risorse rare.
La superficie da sola sarebbe bastata, ma l'aggiunta dei cieli e delle Profondità cambia tutto. Le Isole Celesti non sono un semplice content extra: sono il luogo dove trovi i poteri principali e dove la progressione verticale diventa centrale. Le Profondità, invece, sono inquietanti, con un'atmosfera quasi horror e nemici che non trovi altrove.
Esplorare tutto richiede tempo. Tanto. Ci ho messo oltre 100 ore per vedere la maggior parte dei contenuti, e sono sicuro di essermi perso qualcosa. La mappa è enorme, ma ogni angolo nasconde qualcosa di interessante. Un santuario, un miniboss, un seme Korogu, una storia nascosta.
I poteri: Ultramano, Fusione, Ascensione e Retromarcia
I poteri di Tears of the Kingdom sono il cuore del gioco. Ultramano è il successore del Calamitron: ti permette di prendere qualsiasi oggetto, spostarlo e incollarlo ad altri oggetti. Vuoi costruire un ponte con dei tronchi? Fallo. Una barca con ventole e un timone? Fatto. Un aereo con razzi e carrello d'atterraggio? Certo.
Fusione ti permette di unire oggetti alle armi e agli scudi. Una spada + una roccia = spada più potente. Un bastone + un rubino = bastone che spara fuoco. Uno scudo + una molla = rimbalzi i nemici. Le combinazioni sono centinaia e cambiano radicalmente il modo di combattere.
Ascensione è il mio preferito. Ti permette di attraversare i soffitti e uscire dall'alto di qualsiasi struttura. Se sei in una grotta, guardi in alto e sali. Fine del problema. Retromarcia inverte il movimento di un oggetto. Una pietra che cade dal cielo? Usa Retromarcia e torna su. Un proiettile nemico? Rimandalo indietro.
Questi poteri insieme danno una libertà che pochi giochi hanno. Ogni problema ha almeno tre soluzioni. Ogni santuario può essere risolto nel modo previsto o in modi completamente creativi che gli sviluppatori non avevano considerato. E va bene così.
Gameplay loop
Il loop è simile a Breath of the Wild: esplori, trovi santuari per aumentare cuori e stamina, affronti nemici, raccogli materiali, cucini piatti. Ma tutto è più ricco. Le grotte sono piene di minerali preziosi e cristalli. Le miniere nelle Profondità danno accesso a equipaggiamento specifico. I costrutti Zonau (ventole, ruote, razzi) sono materiali da collezionare per costruire veicoli.
I santuari sono più vari e spesso più creativi di quelli del predecessore. Alcuni sono combattimenti, altri enigmi basati sui poteri, altri ancora sono vere e proprie gare contro il tempo. La difficoltà è ben calibrata: nessun santuario è impossibile, ma alcuni richiedono pensiero laterale.
I boss sono migliorati. Le fate primordiali sono scontri epici con meccaniche interessanti. Ganondorf è finalmente un villain presente e minaccioso, non una presenza lontana. Il finale è emotivamente potente e chiude il cerchio iniziato con Breath of the Wild.
Comparto tecnico
Qui arriva il punto dolente. Tears of the Kingdom gira su Nintendo Switch, hardware del 2017. La risoluzione in dock è 900p, in portatile 720p. I 30 fps sono stabili ma non sempre: nelle aree più affollate o usando costruzioni complesse con Ultramano, il frame rate cala visibilmente.
Non mentirò: si nota. Dopo aver giocato titoli a 60 fps su altre piattaforme, il ritorno a Hyrule fa storcere il naso sul fronte prestazioni. Però, e questo è importante, il gioco è così solido in tutto il resto che dopo un po' ci fai l'abitudine. La direzione artistica è talmente curata che la bassa risoluzione passa in secondo piano.
Tabella comparativa
| Elemento | Breath of the Wild | Tears of the Kingdom |
|---|---|---|
| Mappa | Superficie | Superficie + Cieli + Profondità |
| Poteri | Calamitron, Magnesio, Ghiaccio, Bombe | Ultramano, Fusione, Ascensione, Retromarcia |
| Armi | Si rompono | Si rompono + si fondono |
| Veicoli | Cavallo | Cavallo + costruzioni personalizzate |
| Durata media | 50-70 ore | 80-120 ore |
| Performance | 30 fps instabili | 30 fps più instabili |
Pro e Contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Libertà creativa senza precedenti | Performance incerte su Switch |
| Tre mappe immense e ricche di contenuti | Alcune meccaniche ripetitive (costruzione) |
| Poteri geniali e versatili | Gestione inventario ancora macchinosa |
| Boss migliorati e finale emotivo | La creatività richiede pazienza |
| Centinaia di ore di contenuti | Prezzo di lancio invariato |
Costruzione e veicoli
Ultramano non serve solo per gli enigmi. Costruire veicoli è una delle attività più divertenti del gioco. Con ruote, ventole, razzi, timoni e pannelli di legno puoi creare qualsiasi mezzo ti venga in mente. Un aereo con razzi laterali e un carrello retrattile? Fatto. Un carro armato con lanciafiamme montato sul muso? Certo. Un trabiccolo traballante che si sfascia dopo due metri? Anche.
Le possibilità sono talmente tante che Nintendo ha dovuto mettere un limite al numero di oggetti incollabili. La community ha spinto la creatività al limite, costruendo mecha, elicotteri funzionanti e repliche di veicoli reali. C'è chi ha ricreato il Batmobile, chi un aereo di linea, chi un robot gigante. Tears of the Kingdom è anche un gioco di ingegneria travestito da Zelda.
I semi Korogu e i segreti
Tornano i semi Korogu, ovviamente. Sono più di mille, sparsi in ogni angolo del mondo. La novità è che puoi fonderli alle armi per aumentarne la durata. Non sono più solo un collezionabile fine a se stesso. Le sfide per trovarli sono più varie: enigmi ambientali, corse, bersagli da colpire.
I santuari sono 152, contro i 120 di Breath of the Wild. La qualità è più alta: quasi tutti i santuari hanno un design interessante e pochi sono riempitivi. I santuari delle benedizioni sono rari e riservati a chi completa sfide particolarmente difficili all'esterno. I premi sono soddisfacenti. Mai sentito di aver sprecato tempo.
Le Profondità e l'esplorazione verticale
Le Profondità meritano un approfondimento. Questo mondo sotterraneo è enorme, circa uguale alla superficie in estensione. È buio pesto, illuminato solo da fiori luminosi e semi che puoi piantare. Qui trovi batterie Zonau, minerali rari e nemici esclusivi come i soldati scheletro e i veri boss delle Profondità.
Muoversi qui è rischioso. Senza abbastanza illuminazione e con pochi punti di teletrasporto, ogni spedizione va preparata. L'atmosfera è totalmente diversa dalla superficie: silenziosa, opprimente, con un senso di scoperta costante. Trovare una miniera abbandonata o una radice di albero che si estende per chilometri dà una soddisfazione enorme.
A chi è consigliato
Se hai amato Breath of the Wild, questo è obbligatorio. Se non hai mai giocato a un Zelda, Tears of the Kingdom è un punto di partenza perfetto, anche se la mole può spaventare inizialmente. Se cerchi un gioco che rispetti la tua intelligenza e premi la creatività, non c'è niente di meglio.
Non è per chi vuole esperienze lineari e guidate. Tears of the Kingdom ti butta in mezzo al mondo e non ti dice cosa fare. La libertà è totale, ma a volte paralizzante.
Conclusione
Tears of the Kingdom è meglio di Breath of the Wild sotto quasi ogni aspetto. I nuovi poteri sono geniali, la mappa tripla è una follia, la libertà creativa è disarmante. Peccato per le performance ballerine su Switch, che tengono il gioco appena sotto la perfezione tecnica. Ma come esperienza di gioco, come senso di meraviglia e scoperta, è uno dei migliori giochi mai fatti.
Nintendo ha fatto di nuovo centro. E ci ha ricordato che la creatività batte i megahertz.
FAQ
Tears of the Kingdom è un DLC di Breath of the Wild?
No. È un sequel completo con nuove meccaniche, una mappa espansa e una storia autonoma.
Quanto dura Tears of the Kingdom?
La storia principale richiede 50-60 ore. Con contenuti secondari e completamento si superano le 120 ore.
Tears of the Kingdom funziona su Nintendo Switch Lite?
Sì, funziona correttamente anche su Switch Lite, con le stesse performance della versione portatile standard.
Tears of the Kingdom è in italiano?
Sì, completamente localizzato in italiano con testi, menu e doppiaggio inglese con sottotitoli.
Posso giocare a Tears of the Kingdom senza aver fatto Breath of the Wild?
Puoi, ma Breath of the Wild introduce la storia, il mondo e i personaggi. Consiglio di giocare prima il predecessore.