Recensione Hyper Light Drifter (2016): pixel art e combattimenti elettrici
Hyper Light Drifter di Heart Machine è un action avventura in pixel art. Combattimenti rapidi, esplorazione e un'atmosfera malinconica unica. La recensione.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Hyper Light Drifter (2016): pixel art e combattimenti elettrici
Hyper Light Drifter di Heart Machine è un'action avventura in 2D con uno stile pixel art mozzafiato e un combatto rapido e letale. Creato da Alex Preston con un team ridotto, ha finanziato con Kickstarter e ha venduto milioni di copie.
Un mondo senza parole
Hyper Light Drifter non ha dialoghi. Nessuna parola scritta, nessuna voce narrante. La storia si racconta attraverso ambientazioni, animazioni e musica. Il risultato è universale e misterioso. Si esplorano rovine di un'antica civiltà e si scoprono frammenti di storia attraverso murali e segreti.
Combattimento rapido
Il combattimento è fluido: spada, arma da fuoco, scatto. Si attacca, si schiva, si spara. Il tutto in pochi secondi. I nemici sono veloci e letali. Un errore costa caro. Il gioco premia l'aggressività calcolata.
Pro e Contro
Pro Estetica pixel art di altissimo livello Colonna sonora di Disasterpeace meravigliosa Combattimento fluido e soddisfacente Mondo misterioso da esplorare Segreti e collezionabili
Contro Difficoltà elevata Si perde il senso di progressione a volte Nessuna guida può disorientare
Verdetto
Hyper Light Drifter è un capolavoro di atmosfera e gameplay. L'assenza di parole lo rende universale ed enigmatico. Il combatto è rapido e letale. La colonna sonora è ipnotica. Non per tutti, ma chi entra nel suo mondo non lo dimentica.