videogiochi 2025-12-15

Recensione Banishers: Ghosts of New Eden (2024): cacciatori di fantasmi coloniali

Banishers: Ghosts of New Eden di Don't Nod è un action RPG narrativo ambientato nell'America coloniale del 1690. Tra scelte morali e caccia ai fantasmi, ecco la nostra recensione.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Banishers: Ghosts of New Eden (2024): cacciatori di fantasmi coloniali

Don't Nod è uno di quegli studi che non smette mai di sorprendere. Dopo Life is Strange, Vampyr e Jusant, i francesi tornano con Banishers: Ghosts of New Eden, un action RPG che fonde la struttura degli ultimi God of War con il DNA narrativo che li ha resi famosi. Ambientato nel New England del 1690, il gioco racconta la storia di Red mac Raith e Antea Duarte, due cacciatori di fantasmi, amanti nella vita e partner nella caccia. Fin qui tutto nella norma. Poi Antea muore, e le cose si complicano. L'abbiamo giocato su PS5 per oltre trenta ore, e abbiamo molto da dire.

Un amore oltre la morte

La premessa è semplice, la sua esecuzione no. Red e Antea arrivano a New Eden, una colonia sperduta nelle foreste del Nord America, per indagare su una misteriosa maledizione. Durante lo scontro con l'entità che la genera, Antea perde la vita. Da quel momento Red può vederla e parlarle come spirito, e insieme devono scegliere: far ascendere Antea nell'aldilà o compiere un rituale proibito che la riporterebbe in vita a costo di sacrificare gli abitanti di New Eden.

Questa scelta è il motore emotivo dell'intero gioco. Ogni missione secondaria è un caso di possessione da risolvere, e alla fine di ognuno dovrete decidere se bandire lo spirito (salvando il vivente) o sacrificare il vivente (accumulando potere per riportare Antea in vita). Le decisioni non sono mai semplici. I personaggi sono scritti con cura, con sfumature di grigio che rendono ogni scelta dolorosa. È il punto di forza più evidente di Banishers, e Don't Nod lo sa.

Gameplay: due stili, una missione

Il combat system è chiaramente ispirato al God of War di Santa Monica Studio. La telecamera è alle spalle, il combattimento è in terza persona e si alternano attacchi con armi da mischia e a distanza. Red usa una spada e un fucile a colpo singolo, Antea combatte a mani nude con poteri spirituali. La particolarità è che potete passare da un personaggio all'altro istantaneamente, con un semplice pulsante, concatenando attacchi tra i due.

Red è il tank: più lento, danni fisici, fucile per interrompere le azioni nemiche. Antea è più rapida, infligge danni spirituali ed è letale contro i nemici spettrali. Insieme possono eseguire combo devastanti. Il sistema di parry e schivata è funzionale, ma non è fluido come quello dei suoi ispiratori. C'è una certa legnosità nei movimenti, soprattutto con Red, e a volte il lock-on perde il bersaglio nei combattimenti più caotici.

Al di fuori del combattimento, le abilità di Antea permettono di rivelare oggetti nascosti e superare ostacoli, mentre quelle di Red servono per interagire con l'ambiente fisico. L'esplorazione è una parte importante dell'esperienza: New Eden è una mappa semi-aperta con foreste, villaggi, miniere e forti abbandonati. Il backtracking è presente (alcune aree diventano accessibili solo dopo aver sbloccato determinate abilità) e può diventare stancante verso la fine.

Comparto tecnico e artistico

Graficamente Banishers è un passo avanti per Don't Nod. I modelli dei personaggi sono dettagliati, le cutscene sono curate e l'illuminazione in Unreal Engine 5 fa un ottimo lavoro nel creare atmosfera. I paesaggi innevati, le foreste autunnali, i tramonti malinconici: il gioco è bello da vedere.

Su PS5, la modalità Prestazioni cerca di arrivare a 60 fps, ma non ci riesce sempre. Ci sono cali nelle aree più ampie e quando la quantità di nemici aumenta. La modalità Qualità è più stabile a 30 fps, ma l'occhio sente la differenza. Su PC il discorso è simile: con una RTX 3060 si gioca discretamente a 1080p, ma servono hardware più potenti per un'esperienza impeccabile.

L'audio è curato, con un doppiaggio in inglese di qualità e musiche che accompagnano senza mai rubare la scena. I sottotitoli in italiano sono ben fatti.

Longevità e rigiocabilità

La campagna principale dura circa 25-30 ore. Per il completamento al 100% servono 35-40 ore. C'è una discreta rigiocabilità data dai finali multipli: a seconda delle scelte che farete durante il gioco, l'epilogo può cambiare radicalmente. Non è un gioco da rigiocare più volte, ma almeno un secondo playthrough per vedere l'altra faccia della medaglia è giustificato.

Un difetto che emerge verso la fine è la stanchezza. Le attività secondarie, per quanto ben scritte, tendono a ripetersi. Il backtracking diventa pesante e alcune sezioni nella dimensione parallela si trascinano troppo. La varietà dei nemici non è enorme, e questo si sente dopo trenta ore.

A chi è consigliato

Banishers è per chi ama i giochi narrativi con scelte morali significative. Se avete amato Vampyr o Life is Strange, qui troverete pane per i vostri denti. È anche per chi apprezza l'action RPG stile God of War ma cerca una storia più intima e meno epica. Non è per chi cerca combattimenti tiratissimi o un combat system innovativo.

Come si posiziona nel catalogo Don't Nod

Banishers rappresenta un punto di svolta per Don't Nod. Lo studio francese ha sempre alternato produzioni piccole e intimiste (Life is Strange, Tell Me Why, Jusant) a esperimenti action RPG più ambiziosi (Vampyr). Banishers è il loro progetto più costoso e longevo, e si vede. La mole di dialoghi, la qualità delle cutscene e l'ampiezza della mappa superano qualsiasi cosa abbiano fatto prima.

Rispetto a Vampyr, Banishers è più rifinito tecnicamente e più ambizioso a livello di gameplay. Vampyr soffriva di combattimenti approssimativi e di un world design claustrofobico. Banishers ha ancora qualche incertezza nel combat system, ma il salto di qualità è evidente. La scrittura è sempre il punto forte: Don't Nod sa raccontare storie, e qui lo fa al meglio delle sue capacità.

Se c'è una critica da fare, è che Banishers sembra a volte un prodotto pensato per dimostrare che Don't Nod può fare i giochi tripla A, ma senza averne ancora il budget. Le ispirazioni da God of War sono talmente evidenti da diventare quasi un omaggio, ma la distanza qualitativa si sente, soprattutto nel combat system e nella varietà dei nemici.

La dimensione tecnica su console

Ho giocato Banishers su PS5 e, a livello tecnico, l'esperienza è stata nel complesso positiva, ma non impeccabile. La modalità Prestazioni cerca di raggiungere i 60 fps, ma nelle aree più aperte e nei combattimenti con più nemici il frame rate scende sotto i 50. La modalità Qualità è stabile a 30 fps con una risoluzione maggiore, ma il passaggio da una all'altra non è così netto come in altri titoli.

I tempi di caricamento sono gestibili, intorno ai 10-15 secondi per i viaggi rapidi. Il pop-in è presente ma non invasivo. Qualche bug grafico minore (texture che caricano in ritardo, animazioni che si bloccano) si è verificato, ma niente di grave. Nel complesso, Banishers è un gioco solido che non vi farà imprecare contro il televisore.

Pro

  • Scrittura matura, personaggi credibili e scelte difficili
  • Sistema a due protagonisti ben integrato
  • Direzione artistica curata e atmosfera coinvolgente
  • Longevità generosa
  • Finali multipli che danno peso alle decisioni

Contro

  • Combat system legnoso e lock-on impreciso
  • Backtracking eccessivo nella seconda metà
  • Varietà dei nemici limitata
  • Performance non sempre stabili su PS5
  • Ritmo che cala nelle ultime ore

Tabella riepilogativa

Caratteristica Dettaglio
Piattaforme PC, PS5, Xbox Series X/S
Data di uscita 13 febbraio 2024
Prezzo 49,99 €
Sviluppatore Don't Nod
Genere Action RPG / Avventura narrativa
Modalità Giocatore singolo
Longevità 25-30 ore (principale), 35-40 ore (completista)
Motore grafico Unreal Engine 5
Localizzazione Testi in italiano

Conclusione

Banishers: Ghosts of New Eden è il gioco più ambizioso di Don't Nod, e probabilmente il migliore. La scrittura è di altissimo livello, con personaggi che restano impressi e scelte che pesano fino all'ultimo. Il combat system non è all'altezza delle sue ambizioni narrative, ma funziona abbastanza da non rovinare l'esperienza. Se accettate i compromessi (un po' di legnosità, qualche calo di frame rate, backtracking), vi aspetta una delle storie più belle del 2024. A 49,99 euro, il prezzo è giusto per quello che offre. Non chiamatelo God of War budget: è Banishers, e ha una personalità tutta sua.

FAQ

Banishers: Ghosts of New Eden è un gioco open world? Semi-open world. La mappa è divisa in macro aree esplorabili liberamente, ma ci sono corridoi di collegamento e l'accesso ad alcune zone è vincolato al progredire della storia.

Quanto dura Banishers? 25-30 ore per la campagna principale, fino a 40 per il completamento totale.

Le scelte influenzano il finale? Sì, ci sono finali multipli. Le decisioni che prendete nei casi di possessione determinano l'esito della storia di Red e Antea.

Il combattimento è simile a God of War? Lo scheletro è lo stesso: telecamera alle spalle, alternanza di armi da mischia e a distanza, parry e schivata. Ma è meno fluido e reattivo dell'originale.

Su quali piattaforme è disponibile? PC, PS5 e Xbox Series X/S. Non è su PS4 o Xbox One.

Ha il doppiaggio in italiano? No, solo sottotitoli in italiano. Le voci sono in inglese con un cast di ottimo livello.

Vale il prezzo pieno? Sì, 49,99 euro è un prezzo onesto per la quantità e qualità dei contenuti offerti. Se siete indecisi, potete aspettare uno sconto, ma non ve ne pentireste pagandolo intero.

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