videogiochi 2025-11-17

Recensione Dragon Age: The Veilguard (2024): BioWare si è riscattata?

La nostra recensione di Dragon Age: The Veilguard, il nuovo action RPG di BioWare. Gameplay, performance, durata e tanto altro nel verdetto finale per PC, PS5 e Xbox Series.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Dragon Age: The Veilguard (2024): BioWare si è riscattata?

Dieci anni di sviluppo, cambi di direzione, un reboot completo e un titolo provvisorio che sembrava una condanna più che una promessa. Dragon Age: The Veilguard arriva sul mercato con un peso enorme sulle spalle: dimostrare che BioWare è ancora capace di fare grandi RPG single-player dopo le delusioni di Anthem e Mass Effect Andromeda. La domanda è semplice: ci riesce? La risposta, per fortuna, è sì, anche se con qualche compromesso.

Gameplay loop e meccaniche principali

The Veilguard abbandona buona parte della componente strategica in tempo reale dei precedenti capitoli per abbracciare un action combat molto più dinamico. Controlliamo Rook, il nuovo protagonista personalizzabile, in battaglie che mescolano attacchi rapidi, parate, schivate e un sistema di abilità legato ai compagni che ricorda da vicino Mass Effect.

Il combat system funziona. Ogni classe: Guerriero, Mage e Rogue: ha due stili d'arma intercambiabili durante lo scontro, e la possibilità di combinare status effetti tra Rook e i compagni crea quel feedback tattile che i giochi di ruolo moderni cercano. C'è un sistema di Primer e Detonator: applichi un debuff con un'abilità e lo fai esplodere con un colpo successivo. È semplice ma soddisfacente.

Ho passato ore a sperimentare build diverse. Un Rogue specializzato in veleni e attacchi furtivi si comporta in modo completamente diverso da un Mage focalizzato sul controllo del campo di battaglia con ghiaccio e fulmini. Gli alberi delle abilità sono ampi e permettono di specializzarsi, ma resta la possibilità di rispecciare gratis in qualsiasi momento dal menu di pausa. Una libertà che invoglia a provare senza paura di sbagliare.

Le missioni sono strutturate in hub semi-aperti collegati dal Faro, una sorta di base operativa nel Fade. Ogni zona ha quest principali, secondarie e segreti sparsi. Niente mappe sterminate e vuote alla Inquisition, per fortuna: BioWare ha imparato la lezione e concentra il contenuto dove conta. Le side quest non sono quasi mai semplici fetch: hanno dialoghi, scelte e ricompense che vale la pena inseguire.

I compagni meritano un discorso a parte. Ognuno ha una storia personale, una personalità distinta e reagisce alle nostre decisioni. Harding, Neve, Lucanis, Bellara, Taash, Davrin, Emmrich e Assan non sono semplici comparse: li sentirete discutere tra loro mentre esplorate, li vedrete litigare o fare pace in base a come gestite le situazioni. È la stessa magia di Mass Effect 2, e funziona anche qui.

Comparto tecnico e performance

Su PS5 il gioco gira in due modalità: Qualità a 30 fps nativi 4K e Performance a 60 fps con risoluzione dinamica. La modalità Performance tiene abbastanza bene, con qualche calo nelle aree più affollate e durante gli scontri con più nemici a schermo. Su Xbox Series X il comportamento è simile. Su Series S, invece, la modalità Performance scende a 1080p dinamico e i cali sono più frequenti, ma resta giocabile.

Su PC, i requisiti sono onesti: una RTX 3060 basta per 1080p/60fps con dettagli alti e DLSS attivo. Ho giocato su PC con una RTX 4070 e il risultato è stato solido: 1440p, massimi dettagli, DLSS in Qualità, e il frame rate si è tenuto tra i 70 e i 90 fps. Il gioco supporta DLSS 3 Frame Gen, FSR 3 e XeSS. Niente ray tracing pesante, ma l'illuminazione globale via software fa il suo dovere.

Qualche bug c'è: animazioni facciali che scattano in certe cutscene, un paio di NPC che camminano nell'aria, niente di blockbuster. Ho incontrato un glitch in cui un compagno è rimasto bloccato in una porta durante una missione secondaria, ma un rapido caricamento ha risolto. Sul fronte caricamenti, su NVMe sono praticamente istantanei, e anche su PS5 con SSD integrato i tempi sono eccellenti.

Un dettaglio che ho apprezzato è l'ottimizzazione della memoria VRAM. Anche a 4K, il gioco consuma meno di 10 GB, il che significa che schede come la RTX 3080 da 10 GB se la cavano senza problemi. Niente stuttering da compilazione shader, niente crash a ripetizione: BioWare ha fatto i compiti.

Direzione artistica e audio

The Veilguard è stupendo. I colori saturi, le ambientazioni del Fade, le città di Thedas: tutto sembra uscito da un concept art animato. Lo stile si allontana dal realismo sporco di Origins per un look più fantasy eroico, quasi da电影 d'animazione. I character design sono azzeccati, e ogni zona ha una personalità visiva forte.

La colonna sonora di Hans Zimmer e Lorne Balfe è un passo avanti rispetto alla media del genere. I temi orchestrali accompagnano senza mai sovrastare, e nei momenti chiave il mix tra cori e synth rega davvero l'epicità. Il doppiaggio in inglese è ottimo, anche se quello italiano, pur presente nei testi, manca dell'audio localizzato.

Contenuti, longevità e rigiocabilità

La campagna principale si aggira sulle 40-50 ore. Se siete completisti, aggiungetene altre 20-30 per tutte le missioni secondarie, i segreti e le relazioni con i compagni. Ogni compagno ha una quest personale che si sviluppa in più capitoli, una scelta che BioWare ha ripreso da Mass Effect 2 e che funziona sempre. Ho passato quasi 10 ore solo con le missioni di Emmrich, perché ogni passo della sua storia mi spingeva a scoprire cosa sarebbe successo dopo.

Le scelte narrative contano. Non al livello di un RPG testuale puro, ma ci sono momenti in cui ho dovuto mettere giù il controller e pensare. La storia si ramifica in più punti, e l'epilogo cambia sensibilmente in base alle decisioni prese. Durante la mia run ho sacrificato una fazione per salvarne un'altra, e le conseguenze si sono fatte sentire fino all'ultimo atto.

La rigiocabilità è alta: provare un'altra classe, fare scelte diverse e reclutare fazioni opposte cambia abbastanza da giustificare una seconda run. E poi ci sono i segreti sparsi per le mappe, gli enigmi ambientali e i collezionabili che aggiungono ore di contenuto opzionale senza mai sembrare lavoro.

Piattaforma Modalità video Risoluzione target FPS target Prezzo
PC Variabile Fino a 4K 30-120+ 59,99€
PS5 Qualità 4K nativo 30 59,99€
PS5 Performance 1440p dinamico 60 59,99€
Xbox Series X Qualità 4K nativo 30 59,99€
Xbox Series X Performance 1440p dinamico 60 59,99€

Accessibilità, localizzazione e quality of life

Il gioco offre sottotitoli in italiano, ma niente doppiaggio. L'interfaccia è pulita e leggibile, con opzioni per ingrandire i testi e attivare indicatori visivi per gli audio cues. Il sistema di loot è migliorato: niente più inventari impossibili da gestire. I duplicati potenziano automaticamente l'oggetto già equipaggiato, un tocco che evita la fatica di dover smontare o vendere ogni singolo pezzo.

La mappa è chiara, i waypoint si attivano senza confusione, e il menù delle abilità permette di rispecciare gratuitamente in qualsiasi momento. Piccole cose che fanno la differenza dopo decine di ore.

Limiti reali

Non è tutto oro. Il combat system, per quanto solido, non ha la profondità di un vero action RPG specializzato. Si sente che BioWare viene dal mondo degli RPG narrativi e certe animazioni, specie nelle schivate, non sono fluide come in un God of War o un Soulslike. La telecamera, durante gli scontri più caotici, tende a perdersi, specialmente in spazi stretti.

I nemici principali, i due Elven Gods, sono villain abbastanza monodimensionali. Funzionano come minaccia ma mancano di quelle sfumature che rendevano indimenticabili personaggi come Loghain o Morrigan. Il party è fantastico, gli antagonisti un po' meno. Avrei voluto più dialoghi con loro, più momenti in cui mettessero in discussione le mie convinzioni.

La personalizzazione di Rook, pur presente, è meno profonda di quanto ci si aspetterebbe da un gioco BioWare. Si sceglie una fazione di origine che influenza i dialoghi, ma manca la varietà di background di Origins. Anche il sistema di loot, per quanto pulito, è meno vario di quello di Inquisition: si trovano meno equipaggiamenti unici e più potenziamenti generici.

Un altro punto dolente è l'assenza del doppiaggio italiano. I sottotitoli ci sono e sono ben tradotti, ma chi preferisce giocare in italiano perde le sfumature delle interpretazioni vocali originali. In un gioco così dialogato, è un peccato.

A chi è consigliato

Se amate gli RPG narrativi con un combat system action, un party ben scritto e una storia che vi chiede di fare scelte difficili, questo è il vostro gioco. Se cercate un RPG tattico alla Origins, o un action puro alla Dark Souls, meglio guardare altrove. Per i fan di Mass Effect e di BioWare classica, The Veilguard è un ritorno alla forma che scalderà il cuore.

Pro

  • Compagni memorabili con quest personali ben scritte
  • Combat system action fluido e divertente
  • Direzione artistica splendida
  • Performance solide su tutte le piattaforme
  • Longevità generosa senza riempitivi

Contro

  • Antagonisti poco sfumati
  • Combat system non profondissimo
  • Personalizzazione del protagonista limitata
  • Doppiaggio solo in inglese

Conclusione e verdetto

Dragon Age: The Veilguard non è il capolavoro assoluto che i fan più nostalgici sognavano, ma è un ottimo action RPG che segna il ritorno di BioWare a ciò che sa fare meglio: raccontare storie con personaggi memorabili in un mondo che vive e respira. Le circa 60 ore della mia run mi hanno regalato momenti di autentica emozione, colpi di scena e quella sensazione di "ancora una missione prima di spegnere" che solo i grandi giochi di ruolo sanno dare.

I difetti ci sono: il combat system non rivoluziona il genere, gli antagonisti principali avrebbero meritato più profondità, e la personalizzazione del protagonista poteva essere più audace. Ma quando un gioco vi fa preoccupare per un compagno, vi costringe a scegliere tra due mali e vi regala un finale che lascia il segno, vuol dire che ha centrato l'obiettivo.

Se BioWare mantiene questa rotta, il futuro di Mass Effect è in buone mani. The Veilguard merita un posto nella vostra libreria, soprattutto se siete tra quelli che non hanno mai smesso di crederci. Non è il ritorno del re, forse, ma è sicuramente un passo nella giusta direzione.

FAQ

Quanto dura Dragon Age: The Veilguard? La campagna principale dura circa 40-50 ore. Per il 100% servono 70-80 ore.

È possibile giocare senza conoscere i capitoli precedenti? Sì, il gioco è accessibile ai nuovi giocatori. I richiami alla lore ci sono ma non sono essenziali.

Supporta il cross-play o il multiplayer? No, è un'esperienza single-player pura, niente coop o multigiocatore.

È in italiano? Sottotitoli e testi in italiano presenti, doppiaggio solo in inglese.

Quali sono i requisiti PC? Minimi: i5-8400 / Ryzen 3 3300X, 16GB RAM, GTX 1650 / RX 480. Raccomandati: i5-11600k / Ryzen 5 5600X, RTX 3060 / RX 6600 XT.

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