videogiochi 2025-11-10

Recensione Dragon's Dogma 2 (2024): avventura ostica e indimenticabile

Recensione di Dragon's Dogma 2, l'action RPG di Capcom: un combat system sublime travestito da gioco ostico, performance incerte su PS5, ma un'esperienza che solo questo franchise sa offrire.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Dragon's Dogma 2 (2024): avventura ostica e indimenticabile

Il primo Dragon's Dogma uscì nel 2012. Era un gioco strano, pieno di difetti, con una trama sconclusionata e un mondo che sembrava più grande di quanto le risorse permettessero di riempire. Eppure aveva qualcosa che nessun altro gioco aveva. Un combat system che mescolava azione e strategia in modo unico, un sistema di pedine che faceva sentire il party vivo, e una libertà di esplorazione che pochi open world sapevano dare.

Dodici anni dopo, arriva Dragon's Dogma 2. Hideaki Itsuno ha finalmente potuto realizzare la sua visione senza i compromessi di budget e tempo del primo capitolo. Il risultato è esattamente ciò che i fan speravano? Sì, ma anche no.

Gameplay loop e meccaniche principali

Dragon's Dogma 2 è un action RPG con dieci vocazioni (classi), ognuna con uno stile di combattimento completamente diverso. Guerriero con spada e scudo, mago che evoca incantesimi devastanti, ladro agile e rapido, arciere da lunga distanza. E poi le varianti avanzate e ibride che si sbloccano proseguendo. Si può cambiare classe quando si vuole, e la progressione delle vocazioni è separata dal livello del personaggio. Questo invoglia a sperimentare, anche se il grind per livellare ogni classe al massimo è significativo.

Il sistema di combattimento è il punto di forza. Non ci sono schivate con frame di invincibilità, parry generici o meccaniche da soulslike. Qui si vince con il posizionamento, la conoscenza delle abilità e il tempismo. Arrampicarsi sui nemici giganti per colpirli nei punti deboli è una meccanica tornata più fluida che mai. I boss sono bestie imponenti con comportamenti unici. Non c'è niente di più soddisfacente che vedere un Ciclope crollare dopo essere stato accecato da una freccia ben piazzata.

Le Pedine sono tornate e sono meglio di prima. Sono i vostri compagni di viaggio, creati da voi o presi in prestito da altri giocatori. Non sono semplici NPC: imparano, danno consigli, commentano le scoperte. Il sistema di conoscenza condivisa tra pedine di giocatori diversi è ancora oggi una delle idee più originali del genere. Certo, ogni tanto vi faranno innervosire con gli stessi commenti ripetuti, ma il legame che si crea con la pedina principale è reale.

L'esplorazione è il cuore dell'esperienza. Non c'è viaggio rapido come negli open world moderni. Ci sono carri che collegano le città principali e pietre di richiamo che costano una cifra. Per il resto, si cammina. E camminare in Dragon's Dogma 2 non è mai noioso. Gli incontri casuali, le grotte nascoste, i nemici che vi massacrano se vi trovate fuori al buio. Il ciclo giorno-notte non è estetico, cambia radicalmente il gameplay. La notte è pericolosa, e questo costringe a pianificare gli spostamenti.

Comparto tecnico e performance

Qui arriva il punto dolente. Su PS5, Dragon's Dogma 2 ha un frame rate sbloccato che oscilla tra i 20 e i 40 fps. Nelle città, dove ci sono più NPC, crolla spesso sotto i 30. Digital Foundry ha confermato che si tratta di un problema di CPU: la simulazione degli NPC e della fisica mette in ginocchio il processore della console.

Il RE Engine, lo stesso di Resident Evil e Devil May Cry, non sembra gestire bene un open world di queste dimensioni. Capcom ha rilasciato patch per migliorare la situazione, ma il problema di fondo resta. Giocare a 30 fps non stabili dopo anni di 60 a cui siamo abituati è fastidioso. Qualcuno si abitua, altri no. Su PC con una configurazione potente si possono ottenere 60 fps più stabili, ma anche lì ci sono cali nelle aree urbane.

Texture, modelli e illuminazione sono di buon livello, ma non eccezionali per il 2024. Il pop-in è presente e i caricamenti, nonostante l'SSD, non sono istantanei.

Direzione artistica e audio

Vermund e Battahl sono due regni con personalità opposte. Il primo è un fantasy classico, verde e rigoglioso. Il secondo è desertico e aspro. La varietà visiva è sufficiente per non stancare durante le decine di ore di gioco. Le città sono vive, piene di NPC con routine giornaliera. I dungeon sono più deboli, spesso brevi e poco premianti.

La colonna sonora è funzionale ma non memorabile. Il doppiaggio inglese è buono, quello giapponese disponibile. I testi in italiano ci sono e sono ben tradotti.

Contenuti, longevità e rigiocabilità

La campagna principale dura circa 30-40 ore. Con le missioni secondarie e l'esplorazione si arriva a 60-70 ore. Le missioni secondarie sono spesso migliori di quelle principali, con scelte significative e conseguenze imprevedibili. Il sistema di quest a tempo è una spada di Damocle che vi costringe a fare attenzione a cosa lasciate in sospeso.

L'endgame è particolare e non universalmente riuscito. Non c'è un Everfall come nel primo capitolo, e il New Game Plus non aumenta la difficoltà, il che rende la seconda run una passeggiata. La varietà dei nemici è uno dei punti deboli: goblin, arpie, sauri e ciclopi si ripetono fin troppo. I boss unici sono pochi per un gioco di 60 ore. Quando incontri un nuovo tipo di nemico, la novità dura poco, perché lo rivedrai molte volte nel corso dell'avventura. L'endgame introduce qualche sorpresa, ma per arrivarci bisogna macinare tanti scontri già visti.

Un discorso a parte merita il crafting. Il sistema di trasmutazione permette di creare equipaggiamento e oggetti curativi estraendo risorse dai nemici e dall'ambiente. È comodo e veloce, ma la quantità di materiali necessari per gli oggetti migliori è tale da richiedere grinding ripetitivo. La spada che volete forgiare? Preparatevi a uccidere lo stesso goblin una trentina di volte.

Accessibilità, localizzazione e quality of life

La localizzazione italiana è completa. Le opzioni di accessibilità sono minime: modificare la dimensione dei sottotitoli e basta. Il sistema di salvataggio è controverso: c'è un solo slot e i salvataggi automatici possono sovrascrivere quello manuale. Itsuno l'ha voluto per dare peso alle scelte, ma nella pratica è frustrante.

Le microtransazioni hanno fatto discutere al lancio. Sono presenti, ma si possono ignorare completamente. Tutto ciò che offrono si ottiene giocando, anche se i tempi per sbloccare certi oggetti estetici possono essere lunghi. È una scelta controversa per un gioco premium, ma Capcom non ha mai spinto più di tanto sull'acquisto. I contenuti aggiuntivi veri, se mai arriveranno sotto forma di DLC, saranno la vera cartina di tornasole del supporto post-lancio.

Limiti reali

Dragon's Dogma 2 ostacola il giocatore in modi che a volte sembrano più testardi che ragionati. Il salvataggio singolo, la stamina che si consuma correndo, l'assenza di viaggio rapido diffuso, le quest a tempo senza indicatori chiari. Alcune di queste scelte aggiungono spessore al gioco. Altre sembrano volere semplicemente far perdere tempo.

Le performance tecniche su console sono l'ombra più lunga. La ripetitività dei nemici e la debolezza dei dungeon completano un quadro dove i difetti sono tanti. La domanda è quanto riuscite a sopportarli per godervi quello che di unico il gioco offre.

A chi è consigliato

Se avete amato il primo Dragon's Dogma, questo è esattamente quello che volevate. Un'espansione e rifinitura della formula originale, non una reinvenzione. Se non avete mai giocato il primo, preparatevi a un RPG che non vi prende per mano e che a volte vi respinge attivamente. Se cercate un combat system profondo e originale, qui lo trovate.

Pro

  • Combat system tra i migliori del genere
  • Sistema delle pedine unico e coinvolgente
  • Esplorazione appagante e imprevedibile
  • Missioni secondarie con scelte significative
  • Libertà di personalizzazione delle classi

Contro

  • Frame rate instabile su PS5 (20-40 fps)
  • Varietà di nemici insufficiente
  • Salvataggio singolo frustrante
  • Dungeon poco ispirati
  • Microtransazioni in un gioco premium
Caratteristica Dettaglio
Sviluppatore Capcom
Piattaforme PC, PS5, Xbox Series X/S
Data uscita 22 marzo 2024
Durata 30-40 ore (campagna), 60-70 ore (completista)
Prezzo 79,99 euro
Lingua Testi in italiano, doppiaggio inglese/giapponese
Modalità Singolo giocatore

Conclusione

Dragon's Dogma 2 è esattamente il sequel che il primo capitolo meritava: più grande, più rifinito, più ricco. È anche un gioco ostinato, che non fa sconti e che a volte sembra non volervi far divertire. Le performance su console sono un problema serio e la ripetitività di alcuni contenuti si sente. Eppure, quando siete in aperta campagna, con la vostra pedina al fianco, il fuoco del campo che si accende e un drago che plana minaccioso all'orizzonte, tutte le magagne passano in secondo piano. Perché nient'altro vi dà esattamente questa sensazione.

FAQ

Quanto dura Dragon's Dogma 2? La storia principale richiede 30-40 ore. Con secondarie, esplorazione e completamento, si superano le 60 ore.

Su PS5 gira bene? No, purtroppo. Il frame rate sbloccato oscilla tra 20 e 40 fps, con frequenti cali nelle città. Le patch hanno migliorato ma non risolto.

Devo avere giocato il primo Dragon's Dogma? Non è necessario, ma aiuta a capire alcune meccaniche e a contestualizzare la storia.

Ha microtransazioni? Sì, ma sono cosmetiche e opzionali. Tutto si ottiene giocando.

Si può giocare in multiplayer cooperativo? No. Le pedine offerte da altri giocatori simulano un multiplayer asincrono, ma non c'è cooperazione diretta.

Quante classi ci sono? Dieci vocazioni, incluse quelle avanzate eibride. Si possono cambiare liberamente.

Le quest a tempo sono davvero a tempo? Sì. Se non completate una quest entro un certo numero di giorni di gioco o di azioni, fallisce.

#dragons dogma 2 #capcom #action rpg #open world #ps5 #pc #recensione

Continua a leggere

ScontiNinja The Art of Smart Buying
Privacy Policy Cookie Policy © 2026 ScontiNinja