videogiochi 2025-10-13

Recensione Final Fantasy XVI (2023): action puro e ritorno alle origini

Final Fantasy XVI è un action RPG che segna una svolta per la serie: combattimenti in tempo reale, trama matura e un comparto tecnico discusso. La recensione del gioco Square Enix su PS5 e PC.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Final Fantasy XVI (2023): action puro e ritorno alle origini

Si discute da anni su cosa debba essere un Final Fantasy. Alcuni lo vogliono rigorosamente a turni, altri abbracciano il cambiamento. Con il sedicesimo capitolo, Square Enix ha preso una posizione netta: niente piu compromessi. Final Fantasy XVI è action puro, senza residui di strategia a turni, e questa scelta ha diviso la fanbase come mai prima d'ora. Ma al di là delle polemiche, il gioco firmato da Naoki Yoshida (lo stesso di Final Fantasy XIV) regge o no?

La risposta breve è sì, ma con qualche distinguo. Perché FFXVI è un gioco ambizioso, visivamente sontuoso e scritto con cura, ma anche un titolo che paga pegno su alcuni fronti tecnici e di struttura. Andiamo con ordine.

Una storia di vendetta e dominio

La trama ci mette nei panni di Clive Rosfield, primogenito dell'arciduca di Rosaria, in un mondo chiamato Valisthea dove la magia si attinge dai Cristalli Madre. La premessa è cupa: Clive assiste alla distruzione della sua famiglia e giura vendetta, in un arco narrativo che copre diversi decenni della sua vita. La scrittura è matura, a tratti cruda, con temi che spaziano dalla schiavitù al pregiudizio, passando per il peso del destino.

Il cast di personaggi è solido: Joshua, Jill, Cid (una versione diversa dal solito, ma azzeccatissima) e l'inevitabile gruppo di comprimari. Le performance di doppiaggio sono eccellenti sia in inglese che in giapponese. Attenzione: l'italiano è presente solo nei sottotitoli, niente doppiaggio nella nostra lingua.

Gameplay: addio ai turni, benvenuta l'azione

Il sistema di combattimento di Final Fantasy XVI è stato affidato a Ryota Suzuki, veterano di Devil May Cry 5. Si capisce subito. Le combo sono fluide, le schivate reattive e gli scontri con i boss hanno un che di coreografico che ricorda i migliori character action.

Clive può equipaggiare fino a tre Eikon (le summon della tradizione) che fungono da set di abilità. Ogni Eikon offre mosse speciali, potenziamenti e utility diverse, permettendo una buona varietà di approcci. Si alternano fasi di esplorazione lineare, combattimenti e sequenze spettacolari dove Clive si trasforma in Ifrit o negli altri Eikon per scontri colossali.

Qui arriva il primo nodo: la componente ruolistica è ridotta all'osso. Non ci sono status, elementi deboli da sfruttare, né una vera gestione del party (i compagni combattono da soli e non si controllano). Per chi arriva da Final Fantasy XII o VII Remake, l'impatto è forte. Non è un difetto in sé, ma va messo in conto: FFXVI è più vicino a un God of War che a un JRPG classico.

Comparto tecnico: luci e ombre

Su PS5, Final Fantasy XVI soffre di alcuni compromessi. La modalità Prestazioni punta ai 60 fps ma non li mantiene stabilmente, con cali evidenti nelle aree più aperte. La modalità Qualità inchioda a 30 fps con una risoluzione più alta. In entrambi i casi, la risoluzione dinamica scende parecchio sotto i 1080p nei momenti più concitati.

La versione PC, arrivata a settembre 2024, è un discorso a parte. Square Enix ha confezionato un porting molto pesante: anche con una RTX 4090, a dettagli massimi i 60 fps fissi sono un miraggio senza l'ausilio di DLSS 3 o FSR 3. Le cutscene sono bloccate a 30 fps (risolvibile con mod della community), e gli stuttering nelle transizioni sono frequenti. Il prezzo di lancio ridotto (49,99€) è probabilmente un ammissione implicita dei limiti del porting.

Detto questo, la direzione artistica è magnifica. I paesaggi di Valisthea, il design degli Eikon e le animazioni durante le boss fight sono tra i migliori mai visti nella serie. La colonna sonora di Masayoshi Soken è un capolavoro: alterna brani orchestrali maestosi a tracce rock e cori che accompagnano ogni momento chiave.

Contenuti e longevità

La storia principale dura circa 35-40 ore. Con le missioni secondarie (alcune delle quali ben scritte, altre più riempitive) si arriva a 60-70 ore. I due DLC, Echoes of the Fallen e The Rising Tide, aggiungono rispettivamente 3-5 ore ciascuno, con nuovi boss, aree e approfondimenti narrativi.

Il New Game Plus sblocca Final Fantasy Mode, con nemici più forti e un nuovo albero di potenziamento. Purtroppo non c'è un vero endgame: una volta finite le missioni, resta poco da fare se non rigiocare i capitoli.

Accessibilità e localizzazione

I sottotitoli in italiano sono presenti e curati. Il gioco offre diverse opzioni di accessibilità: controllo automatico delle combo per chi preferisce godersi la storia, toggle per la corsa, aiuti per la mira e la possibilità di rallentare il tempo durante le schivate perfette. Nessuna opzione per il daltonismo, ma nel complesso il pacchetto è dignitoso.

Il problema della struttura missioni

Se c'è un aspetto che divide, è l'alternanza tra missioni principali e tempi morti. Tra uno scontro con gli Eikon e l'altro, Final Fantasy XVI costringe a lunghe sessioni di dialoghi espositivi, passeggiate nell'avamposto e missioni di raccolta che spezzano il ritmo. Alcune side quest sono narrativamente rilevanti e approfondiscono il mondo di Valisthea, ma molte sono riempitive: parla con Tizio, vai al punto A, uccidi i nemici, torna da Tizio. In un gioco che punta tutto sull'azione, queste pause risultano frustranti. La sensazione è che Square Enix abbia voluto preservare una struttura da JRPG classico in un gioco che non ne aveva bisogno.

Un combat system che cresce con te

Uno degli aspetti migliori è come il sistema di combattimento si sblocca gradualmente. All'inizio Clive ha poche mosse e l'albero delle abilità è essenziale. Più si avanza, più si sbloccano Eikon e abilità, e piu il combat system si arricchisce. Verso metà gioco, quando si hanno tre set di abilità da alternare in tempo reale, il sistema raggiunge il suo picco. La possibilità di riassegnare i punti abilità gratuitamente (e infinite volte) permette di sperimentare senza paura di sbagliare. I puristi del combat system hardcore potrebbero trovarlo meno profondo di un DMC o di un Bayonetta, ma per un action RPG ha la giusta complessità.

Pro e Contro

Pro - Combat system fluido e spettacolare - Trama matura e ben scritta - Colonna sonora memorabile - Boss fight contro gli Eikon da capogiro - Doppiaggio inglese di alto livello

Contro - Componente ruolistica ridotta al minimo - Missioni secondarie non sempre ispirate - Performance altalenanti su PS5 e PC - Cutscene bloccate a 30 fps su PC - Assenza di doppiaggio italiano

Tabella riepilogativa

Elemento Dettaglio
Sviluppatore Square Enix (CBU III)
Piattaforme PS5, PC (Steam, Epic)
Data uscita PS5 22 giugno 2023
Data uscita PC 17 settembre 2024
Durata 35-40 ore (storia), 60-70 ore (completista)
Prezzo 49,99€ (PC), 79,99€ (PS5)
Lingua italiana Sottotitoli
Doppiaggio Inglese, Giapponese
Multiplayer Assente
DLC Echoes of the Fallen, The Rising Tide

Un confronto con i capitoli precedenti

Final Fantasy XVI rappresenta il punto di rottura piu netto con la tradizione della serie. Se Final Fantasy XV aveva gia abbandonato i turni puri ma manteneva una componente strategica, e Final Fantasy VII Remake aveva trovato un equilibrio ibrido tra azione e comandi, FFXVI butta tutto nel cestino e parte da zero. Chi arriva da Final Fantasy VI, VII o X potrebbe sentirsi spaesato. Ma è giusto giudicare un gioco per quello che non è? Probabilmente no. Valutiamo FFXVI per quello che è: un action game eccellente con qualche difetto di gioventù, che forse con un nome diverso sarebbe stato accolto con meno polemiche.

A chi è consigliato

Final Fantasy XVI piacerà a chi cerca un action game con una storia matura e combattimenti spettacolari, e a chi non ha nostalgia del sistema a turni. È perfetto per i fan di Devil May Cry, God of War e dei drama fantasy. Sconsigliato a chi vuole gestione del party, elementi strategici e una componente ruolistica tradizionale. Se siete tra questi, meglio orientarsi su Final Fantasy VII Rebirth o su un classico come Persona 3 Reload.

Conclusione

Final Fantasy XVI è un gioco coraggioso. Ha tagliato i ponti con trent'anni di tradizione per abbracciare un pubblico più ampio, e per molti versi ci è riuscito. La storia di Clive Rosfield è avvincente, i combattimenti sono tra i migliori mai visti nel panorama action, e la colonna sonora di Soken è destinata a rimanere. Ma i compromessi tecnici e la semplificazione della componente ruolistica lasciano l'amaro in bocca, specialmente a chi sperava in un equilibrio tra innovazione e tradizione. Su PC, il consiglio è di aspettare ulteriori patch. Su PS5, se avete una TV che supporta il VRR, l'esperienza è gia godibile. Non è il miglior Final Fantasy di sempre, ma è sicuramente uno dei piu coraggiosi.

FAQ

Quanto dura Final Fantasy XVI? La storia principale dura circa 35-40 ore. Facendo anche missioni secondarie e DLC si superano le 70 ore.

Final Fantasy XVI è un vero action RPG? Sì, il combattimento è in tempo reale senza elementi a turni. Le componenti RPG (livelli, equipaggiamento, abilità) sono presenti ma semplificate rispetto ai capitoli precedenti.

Vale la pena giocarlo su PC? Dipende dalla configurazione. Il porting è pesante e richiede una GPU moderna con upscaling (DLSS/FSR) per prestazioni accettabili. Consigliato solo con hardware recente.

Ha il doppiaggio in italiano? No, solo sottotitoli. L'audio è in inglese o giapponese.

I DLC sono necessari? Non per la storia principale, ma The Rising Tide aggiunge contenuti di qualita e un nuovo Eikon. Comprateli se il gioco base vi è piaciuto.

#final fantasy xvi #square enix #action rpg #jrpg #ps5 #pc #recensione

Continua a leggere

ScontiNinja The Art of Smart Buying
Privacy Policy Cookie Policy © 2026 ScontiNinja