Recensione Detroit Become Human (2018): scegliere non è mai stato così difficile
Detroit Become Human di Quantic Dream è un'avventura narrativa che mette le scelte al centro. Analisi di trama, gameplay, ramificazioni e impatto emotivo.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Detroit Become Human (2018): scegliere non è mai stato così difficile
Detroit Become Human è un gioco che si fa raccontare dagli amici: "Ah, hai fatto morire Connor? Io l'ho tenuto vivo fino alla fine." "No, io ho fatto ribellare tutti gli androidi." È questa la forza dell'opera di Quantic Dream: creare storie diverse per ogni giocatore, e farlo in modo che ognuno si senta responsabile delle proprie scelte.
Tre protagonisti, tre storie che si incrociano
Detroit 2038. Gli androidi sono diventati parte della vita quotidiana. Lavorano, puliscono, badano ai bambini. Ma qualcosa sta cambiando: alcuni androidi iniziano a mostrare comportamenti emotivi. Il gioco segue tre personaggi: Kara, un domestico che cerca di proteggere una bambina; Connor, un investigatore inviato a caccia di androidi devianti; e Markus, un assistente che diventa il leader di una rivoluzione.
Ognuno ha un gameplay diverso. Kara è più incentrata sull'esplorazione e la sopravvivenza, Connor sulle indagini e la deduzione, Markus sulle scelte politiche e morali. Le tre storie si intrecciano in modi che dipendono dalle tue decisioni. È possibile che un personaggio muoia a metà gioco e la sua trama termini lì, o che i percorsi si incrocino solo nel finale.
Scelte che contano davvero
La promessa di Detroit è che ogni scelta ha conseguenze. E per una volta, è vera. Non ci sono scelte illusorie: puoi veramente far morire i protagonisti, cambiare il corso degli eventi e ottenere finali radicalmente diversi. L'albero delle decisioni è immenso, e il gioco tiene traccia di tutto.
Il sistema dei flussi di coscienza è un'evoluzione di quello visto in Heavy Rain. Puoi esplorare i pensieri di ogni personaggio, ricostruire scene passate e prendere decisioni in tempo reale. I quick time event sono meno invasivi rispetto ai primi giochi Quantic Dream, ma ci sono ancora e possono essere frustranti se non li ami.
Alcuni momenti sono tesissimi. La sequenza in cui Kara deve attraversare un posto di blocco con la bambina è da batticuore. Le indagini di Connor sono soddisfacenti e ricordano un piccolo Sherlock Holmes futurista.
Tematiche attuali e scrittura
Detroit parla di schiavitù, diritti civili, pregiudizio e rivoluzione. Le analogie con il mondo reale sono evidenti, a volte fin troppo. La scrittura non è sottile come quella di Disco Elysium, ma è funzionale al tipo di storia che vuole raccontare. I personaggi sono ben caratterizzati, anche se alcuni dialoghi peccano di melodramma.
Il doppiaggio originale è eccellente. La versione italiana è di buon livello, con voci azzeccate per i tre protagonisti. La colonna sonora accompagna bene i momenti emotivi.
Comparto tecnico
Graficamente Detroit è ancora oggi notevole. I modelli dei personaggi sono dettagliati, le ambientazioni sono ricche e la motion capture è di alto livello. Su PC con dettagli al massimo e risoluzione 4K, il gioco è spettacolare. Su PS4 Pro e PS5 gira bene, mentre sulla PS4 base si notano qualche calo e texture meno definite.
La longevità è buona: una prima partita dura 10-14 ore. Rigiochirlo facendo scelte opposte sblocca scene e finali completamente diversi, portando la longevita totale a 30-40 ore.
Pro e Contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Scelte con conseguenze reali | Quick time event non amati da tutti |
| Tre storie ben intrecciate | Scrittura a volte melodrammatica |
| Grafica di altissimo livello | Movimenti dei personaggi legnosi |
| Doppiaggio e localizzazione curati | Alcune sezioni lente |
| Rigiocabilità altissima | Non tutti i finali sono soddisfacenti |
Domande frequenti
Detroit Become Human è solo su PlayStation?
Originariamente PS4 esclusiva, ora è disponibile anche su PC (Steam, Epic) e recentemente su Xbox Series X/S.
Quanto dura Detroit Become Human?
La prima partita dura 10-14 ore. Per vedere tutti i finali servono almeno 30 ore.
Le scelte cambiano davvero la storia?
Sì. Personaggi possono morire permanentemente, scomparire dalla trama e il finale varia radicalmente in base alle decisioni.
Detroit ha finali multipli?
Si contano decine di finali diversi. Ognuno dei tre protagonisti può avere esiti completamente differenti.
È meglio giocarlo con controller o mouse e tastiera?
Il gioco è nato per controller. Su PC si può usare mouse e tastiera, ma il controller è più naturale per questo tipo di esperienza.
C'è una modalità cooperativa?
No, Detroit Become Human è un gioco single player. Non sono previste modalità multigiocatore.
Detroit Become Human è un'esperienza narrativa che vale la pena vivere almeno una volta. Non è perfetto, e alcuni passaggi mostrano i limiti dello stile Quantic Dream, ma la capacità di farti sentire responsabile delle tue scelte è qualcosa che pochi giochi riescono a fare così bene. Se ti piacciono le storie interattive, è praticamente obbligatorio.