Recensione Gloomhaven (2021): il board game diventa digitale, e lo fa bene
Gloomhaven digitale di Flaming Fowl Studios e Asmodee analizzato nel 2026: automazione delle regole, 95+ scenari, multiplayer cooperativo, DLC Jaws of the Lion. Verdetto completo.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Gloomhaven (2021): il board game diventa digitale, e lo fa bene
C'è una domanda che ogni adattamento digitale di un grande gioco da tavolo deve affrontare prima ancora di essere divertente: perché esisti? Nel caso di Gloomhaven la domanda era particolarmente pressante, perché il gioco fisico di Isaac Childres — campagna tattica cooperativa da più di cento scenari, sottocampionato solo da un peso di 10 chili e da anni in cima alle classifiche BoardGameGeek — è anche uno dei più complessi da gestire: tracker di iniziativa, elementi che si consumano, modificatori di danno, maledizioni nei mazzi, decine di token. La versione digitale, sviluppata da Flaming Fowl Studios e pubblicata da Asmodee (uscita dall'accesso anticipato il 20 ottobre 2020, console nel 2023), risponde alla domanda con la risposta giusta: esisto perché faccio scomparire tre ore di gestione contabile per ogni sera di gioco, lasciando solo il tattico. Sette anni dopo, con DLC aggiuntivi e una community viva, è diventato il riferimento del genere.
Il gioco: dungeon crawler tattico senza il dungeon da montare
Per chi non conosce l'originale: Gloomhaven è una campagna cooperativa per 1-4 giocatori in cui un gruppo di mercenari esplora la città di Gloomhaven e i suoi dintorni, completando scenari tattici su griglie esagonali. La campagna si ramifica: le scelte fatte nelle decisioni — le road events e le city events, le quest completate o ignorate — aprono e chiudono percorsi della storia, sbloccano nuove classi (17 in totale, di cui molte segrete) e portano il gruppo in direzioni diverse. Ogni personaggio ha un mazzo di carte-azione che funziona da doppia risorsa: ogni carta si usa per muoversi/attaccare, ma giocarla la consuma o la scarta — gestire quando perdere le carte (che sono anche i punti vita) è il cuore del sistema.
La versione digitale riproduce tutto questo fedelmente, e la fedeltà è la sua forza e il suo limite insieme. Nessuna regola è stata semplificata o "videoludicizzata": chi viene dal fisico si trova a casa con tutti i sistemi — iniziativa simultanea dichiarata, ordini di iniziativa, elementi che si attivano e consumano, modificatori di categoria, gli esaurimenti. Chi arriva fresco deve digerire una curva di apprendimento che il tutorial gestisce con onestà ma senza magia: le prime tre-quattro ore sono una scuola, e non tutte le meccaniche vengono spiegate con la chiarezza che meriterrebbero.
L'automazione: il vero prodotto
Il motivo per cui esiste questa versione è l'automazione, ed è qui che il lavoro di Flaming Fowl convince: il calcolo dell'iniziativa, l'applicazione dei modificatori, la gestione degli elementi, i target d'area, le condizioni (avvelenato, maledetto, immobilizzato) — tutto è calcolato istantaneamente e senza errori. La IA dei mostri segue le regole del gioco fisico alla lettera, comprese le priorità di movimento e attacco, e il risultato è un sistema che non sbaglia mai e non fa domande: la parte più noiosa del board game — verificare riga per riga cosa fa ogni mostro — scompare. Una sessione da tavolo di 3-4 ore si comprime digitalmente in 60-90 minuti, e per le famiglie con figli o i gruppi che si vedono poco è la differenza tra giocarci e non giocarci più.
Il lato schietto dell'automazione è che l'IA, giocando le regole alla lettera, non fa errori tattici "umani": i mostri sono prevedibili una volta capita la logica, e chi padroneggia le priorità può "programmare" le loro mosse due turni in anticipo. È fedeltà, non difetto — ma chi si aspetta un avversario astuto deve sapere che l'intelligenza di Gloomhaven sta nel sistema, non nell'avversario.
Contenuti e campagne
La versione digitale include la campagna completa del gioco fisico (95 scenari della campagna principale) più la modalità Guildmaster, una campagna alternativa scritta per la versione digitale con decine di scenari aggiuntivi e un sistema di reclutamento libero dei mercenari — un'ottima porta d'ingresso per chi vuole provare le classi senza vincoli narrativi. Il DLC Jaws of the Lion (maggio 2022, 25 scenari, 4 nuove classi, 10 nuovi nemici) adatta lo spin-off più didattico del gioco fisico: è il DLC consigliato ai nuovi arrivati perché insegna le meccaniche con una gradualità che il gioco base non ha. Seguono il Solo Scenarios DLC, i contenuti della community ufficiale Crimson Scales, e — dopo anni di attesa — l'annuncio dell'adattamento digitale di Frosthaven, il seguito gigantesco, in sviluppo.
Il multiplayer cooperativo online fino a 4 giocatori funziona con codici lobby e cross-platform tra Steam, GOG e console nelle versioni recenti: è dove il digitale supera definitivamente il fisico, perché permette campagne continue con amici lontani senza il problema logistico di tenere il tavolo apparecchiato per settimane. La sincronizzazione dei salvataggi condivisi è affidabile, e le sessioni asincrone con turni concordati funzionano per gruppi in fusi orari diversi.
Presentazione: funzionale, non spettacolare
Visivamente il Gloomhaven digitale fa quello che serve e niente di più: miniature poligonali piatte, ambientazioni a mappa con tessere leggibili, UI densa ma organizzata. Non è bello come un AAA né lo pretende: è la resa digitale di un gioco da tavolo, con la giusta chiarezza delle informazioni — ogni linea di attacco, ogni area d'effetto, ogni probabilità è visualizzata senza ambiguità. L'audio è minimale ma efficace. Su Switch la versione console soffre di qualche frame rate in calo negli scenari affollati, mentre su PC e console da salotto gira senza problemi; i caricamenti, lunghi al lancio, sono stati ridotti nelle patch.
Un difetto persistente: l'interfaccia per gestire le carte e gli oggetti in mid-partita richiede clic in più rispetto alla comodità del tavolo fisico, e le finestre di informazione non sempre si sovrappongono bene. Dopo l'abitudine non inficia l'esperienza, ma nelle prime ore pesa.
Prezzo e longevità
Il gioco base costa 34,99 euro al lancio e viene regolarmente scontato sotto i 10 euro nelle sale Steam: a quel prezzo è uno dei rapporti ore/euro migliori del gaming tattico — la campagna principale più Guildmaster superano facilmente le 100 ore, e con i DLC si triplicano. L'alternativa fisica costa 140 euro e 10 chili di scaffale, più le ore di setup: per molti, il digitale non è un sostituto, è l'unico modo realistico di giocare a Gloomhaven fino in fondo.
Consigli per iniziare bene
La curva di ingresso di Gloomhaven è famosa, e la versione digitale non la elimina — ma alcuni consigli concreti ammorbidiscono il primo mese. Primo: iniziate con la campagna Guildmaster invece che con quella principale, perché permette di provare classi diverse senza vincoli narrativi e insegna i sistemi per gradi. Secondo: i primi livelli di classe si giocano scegliendo poche carte: meno opzioni in mano significa meno sovraccarico, e la gestione della perdita di carte va interiorizzata con un solo personaggio prima di gestirne due. Terzo: nel multiplayer, assegnate a un solo giocatore il ruolo di gestire l'iniziativa del gruppo dichiarandola ad alta voce — la fonte principale di confusione delle prime partite è il turn order simultaneo, non le regole di combattimento. Quarto: leggete sempre la descrizione completa della carta nel tooltip, perché gli effetti di condizione si applicano in ordine preciso e il digitale, fedele al regolamento, non perdona gli errori di sequenza.
Con questi accorgimenti, la quarta-quinta partita è quella in cui il sistema "clicca": i turni scorrono, le carte parlano, e la profondità tattica — il vero motivo per cui il gioco da tavolo è leggendario — si apre. Da lì in poi, le cento ore promesse non sono un'esagerazione ma una previsione prudente.
Giocare da soli: il caso particolare
Una delle ragioni meno dette del successo digitale riguarda il gioco in solitario. Gloomhaven fisico supporta formalmente il solo play con il controllo di due o più personaggi, ma nella pratica il peso di gestione cresce fino a trasformare le serate in lavoro amministrativo: con quattro mercenari da pilotare, i tracker da aggiornare e l'IA da eseguire a mano, la sessione mediana supera le quattro ore. Il digitale cambia l'equazione alla radice: l'automazione elimina esattamente la parte che rendeva il solo play improbabile, e controllare quattro personaggi diventa una sfida tattica di ottimizzazione invece che un secondo lavoro. Per molte persone, questa versione non è il modo comodo di giocare a Gloomhaven con gli amici: è il primo modo realistico di giocarci da soli, e le statistiche della community su Steam confermano che una fetta sorprendente delle partite è in solitaria.
Verdetto
Gloomhaven digitale è quello che ogni adattamento da tavolo dovrebbe essere: fedele alle regole, liberato dalla contabilità, con contenuti completi e un multiplayer che risolve il vero problema del gioco fisico — riunire le persone. La curva di apprendimento resta ripida, la presentazione è funzionale senza ambizioni, e l'IA non sorprenderà nessuno; ma come strumento per giocare finalmente alla campagna tattica più acclamata del decennio, senza montare il tavolo ogni volta, non ha concorrenti. Se il Gloomhaven fisico ti ha sempre incuriosito ma il suo peso ti ha sempre fermato, questa è la versione da comprare.
Punti di forza: automazione perfetta delle regole, 95+ scenari più Guildmaster, multiplayer cooperativo affidabile, DLC Jaws of the Lion ottimo per i nuovi arrivati, longevità enorme a prezzo scontato.
Punti deboli: curva di apprendimento ripida, presentazione spartana, IA prevedibile, UI con attriti nelle fasi di gestione carte, niente modifica delle regole house.