Recensione Pathfinder Kingmaker (2018): il CRPG che ti chiede di gestire un regno
Analisi di Pathfinder Kingmaker di Owlcat Games, CRPG isometrico con il regolamento Pathfinder, gestione del regno e 80 ore di avventura. Verdetto completo.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Pathfinder Kingmaker (2018): il CRPG che ti chiede di gestire un regno
Quando Owlcat Games, studio russo fondato da veterani del settore, annunciò un CRPG basato sul regolamento Pathfinder, la aspettativa era quella di un Baldur's Gate con numeri più complessi. Pathfinder: Kingmaker, uscito nel settembre 2018, consegnò qualcosa di più strano e più ambizioso, un CRPG isometrico in cui il protagonista non è un avventuriero qualunque ma il fondatore di un regno, con la gestione del territorio, degli edifici e dei consiglieri che diventa la seconda metà del gioco. Con una durata che supera le 80 ore, fedeltà rigorosa alle regole del tavolo e una difficoltà che non perdona la superficialità, il gioco ha diviso il pubblico tra chi lo considera il CRPG più completo del decennio e chi lo ha lasciato nelle prime ore, schiacciato dalla curva di apprendimento. Con l'Enhanced Edition, il sequel Wrath of the Righteous e la reputazione costruita negli anni, vale la pena capire di cosa si tratta prima di affrontarlo.
Il regolamento Pathfinder, fedele e severo
Il sistema di gioco implementa il regolamento Pathfinder 1a edizione con una fedeltà che sorprende chi conosce i manuali. Le classi, i trucchi, le magie e le specializzazioni seguono le regole del tavolo, con i gradi di difficoltà, i tiri salvezza e le azioni per turno che chi gioca a Pathfinder riconosce immediatamente. La creazione del personaggio è un capitolo a sé, con classi base e archetipi, razze, tratti e la costruzione che decide la partita prima ancora di cominciare.
- Classi, archetipi e magie del regolamento Pathfinder 1a edizione
- Creazione personaggio con tratti e specializzazioni
- Combattimento a turni o in tempo reale con pausa
- Party fino a sei personaggi con compagni scritti
Il combattimento offre entrambe le velocità, il tempo reale con pausa per chi viene dalla scuola Baldur's Gate e il turn-based completo introdotto poi con l'Enhanced Edition, e la seconda modalità è la migliore per capire le regole. La difficoltà è selezionabile con granularità, ma anche al livello normale il gioco presume che il giocatore capisca i buff, i debuff e le resistenze, e chi ignora la preparazione pre-combattimento muore spesso senza capire perché.
La gestione del regno, l'idea che divide
La seconda metà del titolo è la gestione del regno. Il protagonista riceve un territorio, nomina consiglieri tra i compagni, costruisce edifici e risolve eventi a tempo. La gestione corre su un calendario reale di gioco, gli eventi scadono se ignorati, e lo stato del regno influenza la storia, con i regni malgestiti che affrontano crisi e finali diversi. È un sistema che nessun CRPG di scala simile aveva integrato così profondamente, e per molti giocatori è la ragione dell'amore per Kingmaker.
- Regno con edifici, statistiche e consigli da nominare
- Eventi a tempo che obbligano a gestire il calendario
- Lo stato del regno influenza la storia e i finali
- Le decisioni politiche legano i compagni e il territorio
Il sistema è anche la fonte principale delle frustrazioni. Il timer degli eventi costringe a pianificare l'esplorazione in base alle scadenze politiche, il glossario dei sistemi è distribuito nei tutorial e le risorse regali si capiscono con il play. Chi gestisce bene il regno trova un gioco di stato dentro il CRPG, chi lo gestisce male vive la seconda metà come una sequenza di crisi punitive, e la divisione del pubblico nasce qui più che nel combattimento.
La storia e i compagni
La campagna si basa sulla avventura da tavolo Kingmaker della Paizo, con il Stolen Lands da colonizzare e una minaccia antica che si sviluppa in background. La scrittura è di livello alto per il genere, con i compagni che hanno quest personali e punti di vista che entrano in conflitto, dal chierico Tristian alla barbarica Amiri, e le decisioni politiche del regno entrano nei dialoghi e nelle lealtà. La narrazione non raggiunge l'intensità dei classici che la ispirano, ma la costruzione del mondo e la varietà degli archi reggono 80 ore senza stancare.
- Basata sull'avventura da tavolo Kingmaker della Paizo
- Compagni con quest personali e conflitti interni
- Decisioni politiche che entrano nella narrazione
- Finali multipli legati allo stato del regno e alle scelte
Contenuti e longevità
La struttura è quella del CRPG classico, con una mappa regionale da esplorare, dungeon, quest secondarie e il regno come hub organizzativo. La campagna principale supera le 80 ore, con il completismo che arriva a 120, e i DLC gratuiti e a pagamento aggiungono campagne brevi con protagonisti diversi, dalla The Wildcards che aggiunge la classe Kineticist alla Varnhold's Lot che racconta la storia parallela di un barone vicino.
- Campagna principale oltre 80 ore
- Tre DLC con campagne parallele
- Enhanced Edition gratuita con turn-based e fix
- Definitive Edition su console con tutti i contenuti
L'Enhanced Edition, uscita nel 2019, ha risolto la parte più discussa del lancio, con la modalità a turni completa, il rebalance della difficoltà e decine di fix che hanno trasformato l'esperienza. Chi gioca oggi parte dall'Enhanced o dalla Definitive Edition console, e la versione originale non ha più ragione di esistere.
Tecnica e prestazioni
Al lancio il gioco soffriva di bug e prestazioni irregolari, con i caricamenti lunghi e le arene affollate che pesavano sull'hardware medio. L'Enhanced Edition ha stabilizzato l'esperienza, e le versioni console della Definitive Edition hanno adattato i controlli con risultati onesti ma non elevati, con il genre che resta pensato per mouse e tastiera. L'art direction isometrica con le illustrazioni a inchiostro per i dialoghi è il punto di forza visivo, e la colonna sonora orchestrale sostiene le ore di esplorazione senza stancare.
I limiti reali
Il primo limite è la curva di apprendimento, che combina il regolamento Pathfinder, la gestione del regno e le meccaniche di party in un primo atto che non perdona, e chi non ha pazienza per i manuali vive le prime dieci ore come un corso intensivo. Il secondo è il timer del regno, che anche chi lo ama riconosce come fonte di ansia e di build subottimali. Il terzo è il bilanciamento, con alcuni incontri progettati per build precise che frustrano chi ha costruito il party diversamente.
- Curva di apprendimento ripida, con regolamento complesso
- Timer del regno che condiziona l'esplorazione
- Bilanciamento che premia build specifiche
- Controlli console adattati con risultati onesti
A chi è consigliato
A chi ama i CRPG isometrici profondi e cerca il sistema di regole più fedele al tavolo. A chi ha giocato a Baldur's Gate 3 e vuole una sfida più severa con la gestione del regno in più. A chi ha pazienza per i manuali e le prime ore di apprendimento. Meno adatto a chi cerca un CRPG accessibile, a chi non tollera i timer nelle esplorazioni e a chi vuole la comodità dei controlli da controller.
Pro
- Regolamento Pathfinder 1a edizione implementato con fedeltà
- Gestione del regno integrata nella storia e nei finali
- Compagni scritti con quest personali e conflitti
- Oltre 80 ore con DLC e finali multipli
- Enhanced Edition gratuita che risolve i difetti del lancio
Contro
- Curva di apprendimento ripida nelle prime ore
- Timer del regno che condiziona il ritmo
- Bilanciamento che premia build specifiche
- Controlli console solo onesti
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Piattaforme | PC, PS4, Xbox One |
| Data uscita | 25 settembre 2018 |
| Prezzo lancio | 39,99 euro |
| Durata | 80+ ore, 120 al 100% |
| Regolamento | Pathfinder 1a edizione |
| Sviluppatore | Owlcat Games |
| Editore | Deep Silver |
| Sequel | Pathfinder: Wrath of the Righteous (2021) |
Conclusione
Pathfinder: Kingmaker è un CRPG che sceglie il proprio pubblico e non fa sconti, con il regolamento del tavolo implementato con rigore, la gestione del regno come seconda metà del gioco e una durata che copre mesi di serate. La curva di apprendimento è il prezzo d'ingresso, e chi non lo paga non raggiunge la profondità che il gioco offre, ma chi lo supera trova uno dei CRPG più completi del decennio, che l'Enhanced Edition ha liberato dai difetti del lancio. Il sequel ha portato la formula a livelli più alti, ma Kingmaker resta l'originale più ambizioso, e per chi ama il genere è una tappa obbligata.
FAQ
Quanto dura Pathfinder Kingmaker? La campagna principale supera le 80 ore, con il completismo che arriva a 120. Il DLC aggiunge campagne parallele, con la Varnhold's Lot che racconta una storia di 10-15 ore con un personaggio nuovo.
Che differenza c'è con l'Enhanced Edition? L'Enhanced Edition, gratuita per chi possiede il gioco, aggiunge la modalità combattimento a turni completa, rebalance della difficoltà e centinaia di fix. È la versione da giocare, e la Definitive Edition console la include con tutti i DLC.
Serve conoscere il regolamento Pathfinder? No, ma aiuta molto. Il gioco implementa le regole con fedeltà e spiega i sistemi nei tutorial, però chi capisce i buff, i tiri salvezza e le resistenze vive il combattimento in modo completamente diverso. Chi parte da zero dovrebbe considerare la difficoltà più bassa nelle prime ore.
Quanto pesa la gestione del regno? È la seconda metà del gioco e influenza storia e finali, con eventi a tempo che condizionano l'esplorazione. Chi non vuole il livello di gestione può delegare parte delle decisioni ai consiglieri, ma il sistema resta centrale.
Meglio Kingmaker o Wrath of the Righteous? Wrath of the Righteous è più recente, più bilanciato e ha la Mythic Path che divide il pubblico in entusiasti, ma Kingmaker è più compatto e la gestione del regno più integrata. Chi vuole il vertice tecnico parte dal sequel, chi vuole l'originale più ambizioso inizia da Kingmaker.