Recensione Wasteland 3 (2020): il CRPG che ha resuscitato i Ranger
Wasteland 3 di inXile Entertainment porta i Desert Ranger in un Colorado ghiacciato: tattico a turni, scelte con conseguenze, co-op a due e umorismo nero alla Fallout classico. Analisi completa del CRPG del 2020.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Wasteland 3 (2020): il CRPG che ha resuscitato i Ranger
Wasteland 3 è il gioco che i fan del primo Fallout vorrebbero giocare quando rileggono i ricordi. Sviluppato da inXile Entertainment — la casa di Brian Fargo, che aveva creato l'originale Wasteland nel 1988, il gioco che ha ispirato Fallout — e pubblicato da Deep Silver il 28 agosto 2020, il terzo capitolo porta i Desert Ranger nel Colorado post-nucleare: un vassoio ghiacciato di scelte morali difficili, fazioni in guerra e umorismo nero che non chiede il permesso.
Il crowdfunding del secondo capitolo aveva risuscitato la serie; il terzo, il primo sviluppato dopo l'acquisizione di inXile da parte di Microsoft, ha reso la formula mainstream senza tradirla: production values più alti, doppiaggio esteso, e un combat tattico rifinito — con l'anima intatta.
Il Colorado come sandbox morale
La campagna parte con un incubo: il convoglio dei Ranger viene massacrato durante una tempesta, e i sopravvissuti — i due personaggi creati dal giocatore in co-op o in solo — devono guadagnarsi la protezione della Patriarch, la sovrana del Colorado che controlla l'acqua e il riscaldamento in cambio di lealtà assoluta. I figli della Patriarch sono fuggiti: uno è un cannibale carismatico, l'altra una fanatica religiosa, e entrambi reclamano il trono. Da qui si snoda una trama su potere, eredità e compromesso che il gioco sostiene fino al finale senza mai scivolare nel manicheismo.
Il mondo reagisce: le fazioni — Patriarch, i puritani dei Gippers (un culto che venera un'intelligenza artificiale in forma di Ronald Reagan), i mercanti di Monster Army, i monaci dei Scar Collectors — hanno agende contrastanti, e ogni missione principale chiede di scegliere chi favorire, con conseguenze visibili ore dopo. Il sistema di reputazione sostituisce il karma binario: non c'è il bene e il male, ci sono alleati che diventano nemici e compromessi che pesano. Alcune decisioni — chi risparmiare nel rifugio dei bambini, come gestire il mercato dell'acqua — restano tra le più discusse del CRPG moderno.
Il combat: tattico a turni, copertura e squadre
Il combat è a turni su griglia con punti azione, e la parola chiave è copertura: le posizioni dietro muri e veicoli riducono i colpi subiti, ma la copertura è distruttibile — il lanciafiamme spazza il riparo, e con esso la sicurezza. Il sistema è semplice da leggere e profondo da sfruttare: imboscate, sguardi, soppressivi, esplosivi che aprono muri e creano percorsi alternativi.
La squadra è composta dai due Ranger principali più fino a quattro reclute — compagni con personalità e quest personali, più mercenari — e la gestione delle abilità abilità fuori dal combat è metà del gioco: chirurgia, meccanica, computer, agricoltura, persuasione, intimidazione, primo soccorso, e la preferita dei fan, Kiss Ass (suscitare reazioni imprevedibili negli NPC). Le abilità aprono dialoghi e percorsi alternativi in modo reale: un party costruito su persuasione e computer vive un gioco diverso da uno militare. La creazione personaggio include origini, quirk e background che colorano i dialoghi — e il gioco ricompensa la specializzazione senza mai punire la sperimentazione.
Co-op: due Ranger, una linea morale
La novità più importante del terzo capitolo è il co-op online a due giocatori: ciascuno controlla il proprio Ranger e le proprie reclute, e le scelte di quest e dialoghi sono condivise — ma non identiche: il compagno può obiettare, sabotare o rincarare durante le decisioni, e le divergenze hanno conseguenze reali sulla storia. È un sistema che trasforma il CRPG in una negoziazione continua: giocare Wasteland 3 in coppia è come essere sposati nell'apocalisse.
Il bilanciamento del co-op è solido (la difficoltà scala con la partecipazione), il matchmaking via codice invito è semplice, e la campagna in due dura le stesse 40-50 ore del solo, con il doppio delle risate. È la modalità che distingue Wasteland 3 dai concorrenti: Divinity: Original Sin 2 aveva aperto la strada, questo la consolida nel post-nucleare.
Tecnica, DLC e lo stato nel 2026
Al lancio il gioco soffriva di bug, load lunghi e stuttering nelle zone fitte; le patch successive — insieme al passage a console di nuova generazione — hanno risolto la maggior parte dei problemi, e nel 2026 la versione corrente è stabile su tutte le piattaforme. L'estetica è funzionale: il Colorado innevato ha atmosfera, il design delle creature (raptor robotici, cinghiali mutanti, i topper) ha identità, e il doppiaggio inglese esteso è eccellente — l'italiano è nei sottotitoli.
I due DLC narrativi — The Battle of Steeltown (giugno 2021) e Cult of the Holy Detonation (ottobre 2021) — aggiungono 10-12 ore con livelli di qualità superiore alla campagna, soprattutto il secondo, ambientato in un reattore-culto sotto Cheyenne Mountain. Nel 2026 il gioco si trova spesso in bundle con entrambi (Colorado Collection) a meno di venti euro: il modo consigliato di giocarlo.
La serie Wasteland e il posto nel panorama CRPG
Per contestualizzare: Wasteland 3 è il terzo capitolo di una linea che ha definito il genere. Il Wasteland del 1988 — con il suo mondo persistente e le scelte che si portavano tra i salvataggi — ha ispirato i Fallout originali; Wasteland 2 (2014), nato da una campagna Kickstarter da quasi tre milioni di dollari, ha risuscitato la formula isometrica a turni dopo ventisei anni. Il terzo capitolo completa un percorso: è il gioco più accessibile della serie, il più curato tecnicamente, e quello con l'identità tonale più definita — l'umorismo nero che i Fallout moderni hanno progressivamente abbandonato.
Nel panorama CRPG del periodo, Wasteland 3 convive con giganti: Divinity: Original Sin 2 (2017) per il combat sistemico, Disco Elysium (2019) per la scrittura pura, Baldur's Gate 3 (2023) per l'ambizione totale. Wasteland 3 non li supera in nessuna categoria singola, ma occupa una nicchia precisa: il tattico d'azione con squadra personalizzata, la campagna di 40 ore che rispetta il tempo del giocatore, e la cooperativa a due che nessuno dei suddetti offre allo stesso livello. È il CRPG per chi vuole la profondità senza il semestre di gioco.
Dopo il lancio, inXile è passata sotto l'ombrello Microsoft e ha concentrato le risorse su nuovi progetti — il team lavora a titoli in prima persona per l'ecosistema Xbox — lasciando Wasteland 3 come capitolo conclusivo della trilogia classica. Il futuro della serie è in sospeso, ma nel 2026 il pacchetto completo (gioco + DLC Colorado Collection) a prezzo scontato è una delle migliori proposte del CRPG moderno: un gioco finito, supportato e sostenuto da una community di lunga data.
Consigli per i nuovi Ranger
Wasteland 3 premia chi entra nel Colorado con alcune regole chiare in mente, e la prima riguarda la composizione della squadra: un gruppo senza competenze sociali si perde metà del gioco, perché Sicurezza, Baratteria e Allenamento Animali non sono opzioni decorative ma veri percorsi risolutivi — contratti risolti a parole risparmiano munizioni, e questi compagni sbloccano contenuti che la forza bruta non vede. La seconda riguarda i companion reclutabili: ne entrano in squadra più di quanti ne restano, e le scelte su chi congedare hanno conseguenze sulla storia tanto quanto i verbali delle fazioni — alcuni partono per sempre, altri rientrano in circostanze peggiori. La terza: il co-op sincronizza le decisioni, quindi i due giocatori devono concordare prima se la loro linea morale è condivisa o in conflitto, perché il gioco registra ogni divergenza e la presenta al momento peggiore. Infine, sul combat: la copertura è universale ma i fianchi no, e la maggior parte delle sconfitte deriva dal lasciare un fucile di precisione nemico con una linea di tiro libera. Chi arriva da Wasteland 2 troverà il sistema più leggibile e le scelte più pesanti; chi arriva da Divinity troverà meno libertà tattica ma una narrazione che non lascerà indenne nessuna decisione.
Pro e contro
Pro: - Scritture e scelte con conseguenze reali: il meglio del CRPG classico - Combat tattico leggibile con copertura distruttibile - Co-op a due con divergenze di scelta: unici nel genere - Sistema di abilità che cambia davvero il modo di giocare - DLC eccellenti e rapporto qualità/prezzo nel 2026
Contro: - Bug e performance al lancio (in gran parte risolti) - La mappa del mondo e la navigazione sono goffe - L'inventario di squadra è caotico senza gestione - L'AI dei nemici è occasionale: il tattico dipende dal giocatore
FAQ
Serve aver giocato a Wasteland 1 e 2? No: Wasteland 3 è una porta d'ingresso autonoma. Chi conosce la serie apprezza le richiamate e il continuismo del mondo, chi parte da qui non ha lacune.
Quanto dura Wasteland 3? 40-50 ore per la campagna principale, 60+ con i due DLC. Il co-op a due ha la stessa durata con una dinamica di gioco completamente diversa.
È simile a Fallout? Condivide l'origins e il tono (il primo Wasteland ha ispirato Fallout), ma il combat è tattico a turni con squadra, e la struttura è più orientata alle scelte di fazione che all'esplorazione libera.
È giocabile da neofiti del genere? Sì: il tutorial è ben fatto, la difficoltà è regolabile, e l'interfaccia guida senza nascondere la profondità. È uno dei CRPG moderni più accessibili.