videogiochi 2023-09-18

Recensione Oxygen Not Included (2019): la termodinamica come videogioco

Oxygen Not Included di Klei è il colony sim più rigoroso in circolazione: ossigeno, calore, gas e liquidi governati da una simulazione termodinamica vera. Analisi completa del gioco uscito nel 2019, con lo sguardo al DLC Spaced Out!.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Oxygen Not Included (2019): la termodinamica come videogioco

Recensione Oxygen Not Included (2019): la termodinamica come videogioco

Klei Entertainment è uno studio che non fa due giochi uguali: Mark of the Ninja, Don't Starve, Griftlands. Con Oxygen Not Included, disponibile in early access dal 2017 e completato il 30 luglio 2019, ha realizzato qualcosa di ancora più improbabile: un colony sim in cui la fisica non è un'astrazione ma la regola del gioco. Ossigeno, calore, pressione, cambi di stato dei gas e dei liquidi sono simulati con un rigore che rende ogni base una macchina termodinamica da tenere in equilibrio. È un gioco che insegna scienza senza sembrare di studiare, ed è per questo che dopo centinaia di ore continua a sorprendere.

La catena della sopravvivenza: tutto è connesso

La premessa è pienamente nella tradizione Klei: tre coloni — i Duplicanti, cloni in stile cartoon stampati da una macchina di stampa 3D — si risvegliano nel cuore di un asteroide con poche risorse e nessuna via di fuga. Da lì in poi, ogni sistema tocca tutti gli altri. L'ossigeno si produce dall'acqua tramite elettrolisi; l'acqua va trovata, pompata, purificata e spesso creata; il cibo va coltivato, e le colture richiedono temperatura e atmosfera giuste; i Duplicanti producono anidride carbonica respirando, che tende a depositarsi in fondo alle stanze perché i gas hanno densità diverse.

Il calore è il vero avversario del gioco. Ogni macchina produce calore come effetto collaterale, e il calore si propaga per conduzione attraverso i materiali della base. Una raffineria mal posizionata può cuocere le colture, surriscaldare l'acqua e innescare la spirale della morte: troppo caldo, i Duplicanti soffrono, il cibo marcisce, la produzione cala, e il tempo per sistemare tutto si riduce. Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da una simulazione così complessa, il gioco comunica tutto questo con una visualizzazione eccezionale: overlay termici, di pressione, di gas che rendono leggibile anche la crisi più complessa.

La profondità arriva a strati. Le prime ore si giocano a gestire bisogni elementari; poi arrivano la plastica, l'acciaio, il petrolio, la raffinazione; poi la criogenica, il vuoto, le camere a pressione; infine lo spazio, con razzi da costruire e pianeti da raggiungere. Ogni strato introduce problemi nuovi che riattivano quelli vecchi: il sistema è a spirale, non a scala, e la sensazione di progresso è data dalla complessità gestita, non da un numero che sale.

Duplicanti con personalità: il fattore umano

I coloni non sono unità generiche. Ogni Duplicante ha tratti, interessi e bisogni: c'è il cuoco esigente, il nottambulo che rende meglio di notte, quello claustrofobo che si stressa negli spazi stretti, quello con lo stomaco infallibile che digerisce qualsiasi cosa. La gestione del morale — decorazione degli spazi, qualità del cibo, tempo libero — è un sistema a sé, e un morale basso produce stress che si traduce in comportamenti disfunzionali: urla, binge eating, vandalismo.

La gestione del lavoro è a priorità: ogni Duplicante ha una tavola di priorità che puoi regolare finemente, e il gioco genera automaticamente le schedule. L'arte della base efficiente sta nel bilanciare specializzazione e flessibilità: troppi specialisti e la base si blocca quando manca l'uomo giusto, troppi generalisti e la produzione non scala mai. È un puzzle gestionale costante che si sovrappone a quello fisico, e i due piani si influenzano.

La ricerca tecnologica è ad albero con stazioni di ricerca che consumano punti scienza generati dai Duplicanti assegnati. L'albero ramifica in direzioni sempre più esotiche — dal raffinamento del petrolio alle camere a vuoto, dalla criogenica ai sistemi di vita artificiale — e ogni tecnica sbloccata apre soluzioni nuove a problemi che prima si gestivano con rimedi tampone.

Gli errori da principianti, un manuale vivente

La community di Oxygen Not Included ha fatto del fallimento un genere di studio: ogni errore classico ha un nome, una spiegazione fisica e una soluzione documentata. Il classico è il "sauna accidentale": isolare male una stanza calda e scoprire che il calore si è propagato alla base perché il materiale scelto conduce troppo. Poi c'è il problema dei gas dispersi: aprire un tunnel verso il vuoto e perdere l'atmosfera della base in pochi cicli, perché la pressione cerca sempre l'equilibrio. E ancora: pompare idrogeno nelle tubazioni dell'ossigeno perché i gas si mescolano senza filtri, o scoprire che l'acqua calda delle turbine cuoce le radici delle piante.

Ogni errore insegna un principio, e la struttura del gioco trasforma la lezione in competenza trasferibile: chi ha capito la conduzione termica su un asteroide la riconosce ovunque. È questa la ragione per cui il gioco viene citato persino in contesti educativi: la simulazione è abbastanza fedele che l'intuizione sviluppata giocando corrisponde a concetti reali di fisica e chimica, dal punto di ebollizione dei liquidi alla capacità termica dei materiali.

La parte migliore è che il gioco non punisce con il game over: punisce con la complessità crescente. Una base mal progettata continua a funzionare, ma richiede più lavoro umano per sostenersi — e il tempo dei Duplicanti è la risorsa più preziosa del gioco. La differenza tra una base di principiante e una di veterano non è visibile negli edifici: è visibile in quanto tempo resta ai coloni per fare qualcosa di più che sopravvivere.

Pro e Contro

Pro - Simulazione termodinamica vera e affascinante - Sistemi interconnessi con profondità senza fondo - Estetica cartoon e character design eccellente - Overlay che rendono leggibile la complessità - Aggiornamenti gratuiti per anni e DLC solido

Contro - Curva di apprendimento tra le più ripide del genere - Richiede pazienza e tolleranza per il fallimento - La spirale della morte può frustrare i neofiti - Gestione fine dei Duplicanti laboriosa a base grandi

Tabella: priorità di sopravvivenza

Priorità Elemento Metodo consigliato
1 Ossigeno Diffusori, poi elettrolizzatori
2 Cibo Colture iniziali, poi frigoriferi e cucina
3 Sanità Bagni, lavandini, spazzatura gestita
4 Energia Ruota, poi carbone, poi idrogeno e petrolio
5 Temperatura Isolamento, radiatori, circuiti refrigerati
6 Spazio Razzi, modulo orbitale, colonie multiple

Il DLC Spaced Out! e il gioco oggi

La versione base è già immensa, ma il DLC Spaced Out! — in early access dal 2020 e completato a fine 2021 — ripensa l'esperienza attorno ai viaggi spaziali: colonie multiple su planetoidi diversi, razzi da gestire come logistica vera, nuove biome e un'attenzione alla scala che trasforma il gioco in una rete di basi interconnesse. È consigliato a chi ha già assorbito il gioco base; per i neofiti il gioco base resta il modo giusto di entrare.

L'ultima aggiunta della famiglia è The Aquatic Planet Pack (2026), l'ennesimo contenuto gratuito che dimostra come Klei continui a supportare il gioco anni dopo il lancio. La community — con wiki immense e strumenti di calcolo fatti dai fan — è parte integrante dell'esperienza: il gioco premia chi studia, e studiare qui è divertente.

FAQ

Oxygen Not Included è in italiano? Sì, completamente tradotto, testi inclusi.

Quanto dura? Non c'è un finale in senso classico: le decine di ore per una base stabile diventano centinaia per l'espansione spaziale e gli obiettivi a lungo termine. La rigiocabilità è data da asteroidi diversi e semi di generazione diversi.

Il DLC Spaced Out! è necessario? No: cambia struttura e scala, ma il gioco base è completo. Si può sempre aggiungere in seguito.

Serve sapere fisica per giocarci? No, ma lo insegni: la simulazione è fedele ai principi reali (conduzione, capacità termica, densità dei gas) e giocarci sviluppa un'intuizione che a scuola sarebbe costata mesi.

È frustrante quando la collassa la base? La prima spirale della morte è inevitabile e fa parte dell'apprendimento. Con l'esperienza si imparano le strategie di contenimento — e il gioco, una crisi alla volta, insegna a costruire basi resilienti.

Verdetto

Oxygen Not Included è uno dei giochi più intelligenti mai realizzati. Trasforma la termodinamica in un puzzle gestionale e la scienza in curiosità vissuta, con un'estetica che nasconde la profondità sotto un'apparenza amichevole. È severo, complesso e meraviglioso: ogni crisi risolta è una lezione, ogni base efficiente è un'opera d'ingegneria personale. Se amate i colony sim e non vi spaventa la curva di apprendimento, è un acquisto che renderà impossibile smettere di ottimizzare.

FAQ aggiuntive

Quanto conta la scelta dell'asteroide iniziale? Molta: Terra, Oceania e i planetoidi DLC hanno risorse e biome diverse che cambiano le priorità dei primi cento cicli. Per il primo approccio resta consigliato l'asteroide base; i semi alternativi sono per la seconda run.

Si può giocare senza mai usare la guida online? Sì, ma si imparano le lezioni a caro prezzo: la wiki della community è così completa che consultarla a metà strada è la scelta della maggior parte dei giocatori. Nessun giudizio: il gioco è progettato per essere studiato.

Gira bene su computer modesti? Sì ma con riserve: basi grandi con migliaia di oggetti simulati pesano su CPU. Per colonie tarde su asteroidi complessi serve una macchina decente.

C'è una modalità sandbox o di creative? Sì: gli strumenti di debug e la modalità sandbox permettono di sperimentare senza pressioni, ideali per imparare i sistemi avanzati.

Si può mettere in pausa e pianificare? Assolutamente sì, ed è il modo giusto di giocare: la pausa è gratuita, la pianificazione è tutto.

#oxygen not included #colony sim #klei #sopravvivenza #termodinamica #simulazione #recensione #spaced out

Continua a leggere

ScontiNinja The Art of Smart Buying
Privacy Policy Cookie Policy © 2026 ScontiNinja