videogiochi 2026-06-12

Recensione Prey (2017): immersive simulation e libertà totale

Prey di Arkane Studios è un immersive sim che mischia fantascienza, horror e sandbox. Analizziamo l'eredità di System Shock e la stazione spaziale Talos I.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Prey (2017): immersive simulation e libertà totale

Prey del 2017 è un caso curioso nella storia dei videogiochi. Uscito con poca fortuna commerciale, è stato riscoperto negli anni come uno degli immersive sim migliori mai realizzati. Arkane Studios, già autori di Dishonored, ha preso l'eredità di System Shock e l'ha trasformata in qualcosa di moderno, profondo e spietato. Talos I, la stazione spaziale in cui si svolge il gioco, è un personaggio a sé: un labirinto di corridoi, uffici, laboratori e aree segrete che il giocatore è libero di esplorare in qualsiasi ordine. Non c'è un percorso giusto. Non c'è una soluzione unica. Prey ti mette davanti a un problema e ti dice: risolvilo come vuoi.

Gameplay loop e meccaniche principali

Prey è un immersive simulation in prima persona. Morgan Yu, lo scienziato protagonista, si sveglia su Talos I mentre la stazione è stata invasa dai Typhon, creature aliene che assumono la forma di oggetti quotidiani. Morgan ha un potenziamento neuromod, un dispositivo che permette di potenziare abilità umane o, a rischio, abilità aliene. Il loop principale è esplorare, combattere, potenziarsi e scoprire la verità su cosa è successo.

Le armi sono quelle classiche di un immersive sim: pistola, fucile a pompa, lanciagranate, ma anche strumenti non letali come il GLOO Cannon che congela i nemici o crea piattaforme. Il gioco premia la creatività. I Typhon si possono affrontare in mille modi: distruggere un tubo del gas, lanciare una sedia con la telecinesi, trasformarsi in una tazza per passare inosservati, o hackare un operatore robot per farlo combattere al proprio fianco.

Il sistema di neuromod è il cuore della progressione. Ogni abilità sbloccata cambia il modo di giocare. Potenziare la riparazione permette di aggiustare torrette e operatori. L'hacking apre porte e cassette di sicurezza. La forza solleva oggetti pesanti. Le abilità aliene, come il Mimic che trasforma Morgan in un oggetto, sbloccano accessi completamente nuovi. Ma installare troppi neuromod alieni fa scattare le torrette turret che diventano ostili. Il gioco reagisce alle tue scelte.

Esplorare Talos I è un piacere. Ogni area è connessa, piena di segreti, note, computer con password da scoprire. Gli incarichi secondari sono numerosi e ben scritti. Non c'è un minimappa invadente. Si naviga con punti di riferimento e memoria visiva. La stazione ha una struttura verticale e orizzontale complessa. I viaggi rapidi esistono ma sono limitati, e ogni spostamento è un'opportunità per trovare qualcosa di nuovo.

Comparto tecnico e performance

Prey usa il motore CryEngine, licenziato da Crytek e modificato da Arkane. Il risultato è tecnicamente solido, anche se non all'avanguardia per l'epoca.

Piattaforma Risoluzione FPS Note
PS4 / Xbox One 1080p 30 Prestazioni stabili
PS4 Pro / Xbox One X 1440p-1800p 30 Risoluzione dinamica
PC 4K 60-144 Sbloccato, nessun DLSS

Su PC, Prey gira su hardware moderno senza problemi. Le texture sono dettagliate, l'illuminazione è buona grazie al sistema volumetrico di CryEngine. I caricamenti sono frequenti ma brevi. Su console, il frame rate è bloccato a 30 fps, che per uno sparatutto può risultare limitante.

Il comparto tecnico soffre di qualche problema: le texture a volte caricano con ritardo, e in alcune aree affollate il frame rate cala. Su PC, il gioco è stabile e ben ottimizzato. La versione aggiornata per PS5 e Xbox Series X gira a 60 fps con risoluzione migliorata, ma manca una patch next-gen ufficiale: il miglioramento è dato dalla retrocompatibilità.

Direzione artistica e audio

Talos I è un capolavoro di level design. La stazione ha uno stile retrofuturistico anni '60, con pannelli di controllo analogici, monitor a tubo catodico e mobilio in legno e metallo. L'estetica è stata ispirata dalle stazioni spaziali dei film di fantascienza classica. L'attenzione ai dettagli è notevole: ogni ufficio racconta una storia, ogni poster dice qualcosa sulla vita sulla stazione.

I Typhon hanno un design alieno minimalista e inquietante. Il Mimic è una piccola creatura nera che si trasforma in una sedia o in una tazza. Il Phantom è una figura umanoide fatta di materia oscura. Il Nightmare, che appare casualmente durante l'esplorazione, è una creatura gigantesca che mette pressione costante. La varietà di nemici non è enorme, ma ogni tipo richiede un approccio diverso.

La colonna sonora di Mick Gordon è sottile e atmosferica. Gordon è famoso per Doom 2016, ma qui fa un lavoro completamente diverso. I brani sono ambient industriali, con rumori di macchinari e sintetizzatori. L'audio ambientale è eccezionale: i rumori della stazione che scricchiola, i sussurri dei Typhon, gli allarmi che suonano. Le cuffie sono quasi obbligatorie per l'immersione.

Il doppiaggio è disponibile in italiano con qualità discreta. La voce di Morgan è neutra, come richiesto dal personaggio giocabile. I personaggi secondari, come lo scienziato December o l'operatore January, hanno voci ben caratterizzate.

Personaggi e narrativa

La storia di Prey si scopre attraverso registrazioni, email, terminali e dialoghi con gli operatori. Morgan Yu è uno scienziato che lavora per la TranStar, l'azienda che gestisce Talos I. Fratello di Alex Yu, il direttore della stazione, Morgan ha volontariamente accettato di cancellarsi la memoria per studiare i Typhon. Il gioco inizia al risveglio dopo l'ennesimo reset.

La narrazione è frammentata ma coerente. Ogni pezzo di informazione aggiunge un tassello al puzzle. Le scelte morali sono presenti ma non invadenti: salvare o meno i sopravvissuti, fidarsi di January o December, usare o meno le abilità aliene. Il finale cambia in base alle scelte, con tre possibili conclusioni.

I personaggi secondari sono scritti bene. Il dottor Igwe, un ingegnere nigeriano, ha una storia personale toccante. L'operatore January, creato da Morgan stesso, è una coscienza artificiale che guida il giocatore. I sopravvissuti sulla stazione hanno personalità distinte e missioni secondarie che vale la pena completare.

Longevità e rigiocabilità

Una partita completa di Prey dura tra le 20 e le 35 ore, a seconda dello stile di gioco. Esplorare tutto richiede tempo. Gli incarichi secondari sono tanti e ben integrati nella storia principale. Mooncrash, il DLC, è un'esperienza a sé stante che aggiunge altre 10-15 ore.

La rigiocabilità è alta. Le abilità scelte cambiano radicalmente l'esperienza. Una run con potenziamenti umani è diversa da una run aliena. Giocare senza uccidere nessuno è possibile. Le difficoltà più alte richiedono strategia e conoscenza del level design. La modalità New Game Plus permette di ricominciare con tutti i potenziamenti.

Accessibilità e difficoltà

Prey ha quattro livelli di difficoltà, dal molto facile al molto difficile. La difficoltà normale è ben calibrata. La modalità Story permette di godersi l'esplorazione senza preoccuparsi dei combattimenti. I sottotitoli sono sempre presenti e ben leggibili. Non ci sono opzioni di contrasto o ingrandimento. Il gioco richiede lettura frequente di messaggi e documenti.

Limiti reali

Il primo limite è l'abbondanza di caricamenti. Talos I è divisa in zone, e passare da una all'altra significa attendere. Su PC con SSD i caricamenti sono brevi, ma su console originale diventano fastidiosi.

Il secondo limite è la mancanza di varietà nemica. Dopo le prime dieci ore, i Typhon diventano prevedibili. Il Nightmare è l'unico nemico che crea vera tensione. I boss non sono molti e non sono memorabili.

Il terzo limite è l'equilibrio delle abilità aliene. Una volta sbloccate le abilità più potenti, il gioco diventa molto più facile, quasi banale. La scelta di non usare abilità aliene è autoimposta e penalizzante.

La storia, sebbene ben scritta, ha un ritmo lento che non piace a tutti. Le prime ore sono confezionate in modo magistrale, ma la parte centrale può risultare ripetitiva.

A chi è consigliato

A chi ama gli immersive sim e i giochi di Arkane. A chi apprezza la libertà di scelta e la risoluzione creativa dei problemi. A chi cerca una storia di fantascienza matura e ben scritta. A chi ha giocato System Shock, Deus Ex o BioShock e cerca qualcosa di simile ma moderno. Non a chi cerca uno sparatutto frenetico o un gioco lineare con poca lettura.

Pro

  • Level design di Talos I eccezionale: ogni area è interconnessa e piena di segreti
  • Libertà di approccio totale: ogni problema ha almeno tre soluzioni
  • Sistema di potenziamento neuromod profondo e significativo
  • Narrativa di fantascienza matura con finale multiplo
  • Colonna sonora atmosferica di Mick Gordon
  • DLC Mooncrash eccellente e innovativo

Contro

  • Caricamenti frequenti tra le zone
  • Varietà nemica limitata
  • Abilità aliene troppo forti a metà gioco
  • Ritmo lento che non piace a tutti
  • Patch next-gen mancante per console moderne

Conclusione e verdetto

Prey è uno dei migliori immersive sim mai realizzati. Arkane ha creato un mondo coerente, profondo e interattivo che risponde alle scelte del giocatore in modo organico. Talos I è una stazione spaziale che sembra viva. Il gioco ha avuto una accoglienza commerciale fiacca e questo ha probabilmente impedito un sequel, ma la sua reputazione è cresciuta negli anni fino a diventare un titolo di culto. Se non lo avete mai giocato, rimediate. Se lo avete già giocato, vale la pena tornarci per una run con abilità diverse. Prey è un gioco che rispetta l'intelligenza del giocatore, e oggi come otto anni fa, è ancora un'esperienza unica.

FAQ

Quanto dura Prey? La campagna principale dura 20-25 ore. Con tutti gli incarichi secondari si arriva a 35 ore. Mooncrash aggiunge 10-15 ore.

Prey è un horror? Ha elementi horror, ma non è un survival horror. Le atmosfere sono tese, i nemici sono inquietanti, ma il gameplay è quello di un immersive sim.

Mooncrash è incluso? No, è un DLC a pagamento. Vale assolutamente la pena: è un'esperienza roguelite ambientata nella stessa stazione.

Ci sono salti spavento? Qualche jump scare dai Mimic, ma non è un gioco basato sugli spaventi.

Si può giocare senza uccidere? Sì, è possibile completare il gioco senza uccidere umani, ma i Typhon vanno affrontati in qualche modo.

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