videogiochi 2020-09-21

Recensione Guacamelee 2 (2018): lucha libre, polli e metroidvania d'autore

Guacamelee 2 raddoppia la formula del primo capitolo con quattro dimensioni, combattimento lucha libre e co-op locale a quattro. Analisi completa e verdetto.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Guacamelee 2 (2018): lucha libre, polli e metroidvania d'autore

Recensione Guacamelee 2 (2018): lucha libre, polli e metroidvania d'autore

Cinque anni dopo il primo Guacamelee, DrinkBox Studios torna con un sequel che non si limita a ricalcare la formula, la moltiplica. Guacamelee 2, uscito nell'agosto 2018 su PS4 e PC e arrivato poi su Switch, Xbox One e Steam, riprende la storia di Juan Aguacante sette anni dopo la sconfitta di Calaca, con un Juan in pensione che riabbraccia la maschera per affrontare una minaccia nuova, il luchador malvagio Salvador, in fuga dal Mexiverse, un multiverso di dimensioni parallele che il gioco attraversa con disinvoltura sorprendente. È un metroidvania che mescola picchiaduro a scorrimento, platform e un umorismo che va dalla parodia della cultura pop fino al quattro muro, e la sua ricetta, co-op locale a quattro, combattimento lucha libre e polli, è rimasta senza imitatori nell'intero genere.

Quattro dimensioni, un mondo interconnesso

La mappa è l'evoluzione più evidente rispetto al primo capitolo. Il Mexiverse collega quattro dimensioni parallele, il mondo dei vivi, il mondo dei morti, e le quattro dimensioni parallele, il mondo dei vivi e quello dei morti, ciascuno con la sua versione alterata a zone interconnesse torna con più generosità di segreti, stanze bonus e percorsi che si riaprono con le abilità nuove. Il gioco segna i luoghi inaccessibili sulla mappa, e il senso di progresso passa dalla vista di un baule irraggiungibile che richiama a ogni ritorno.

  • Quattro dimensioni parallele con aree dedicate
  • Mappa densa di segreti contrassegnati e percorsi da riaprire
  • Boss gate che dividono le regioni in base alle abilità
  • Stanze bonus ispirate a rifimenti culturali, da Zelda a Hollow Knight

I riferimenti culturali sono una firma della serie. Le stanze bonus citano altri giochi, con challenge room che replicano e regole di altri metroidvania famosi, e il tono resta leggero senza scadere nel citazionismo vuoto, perché ogni gag sta in piedi da sola.

Il combattimento lucha libre

Il cuore del gioco è il picchiaduro a scorrimento. Juan combatte con combo di pugni, calci e prese da ring, e il sistema di attacchi colorati, gli attacchi arancio e blu, obbliga a alternare i colpi per rompere gli scudi nemici dello stesso colore. Le abilità di movimento, dal dash aereo al gancio, sono anche mosse di combattimento, e la dualità tra platform e picchiaduro è fluida come nel primo capitolo, con il counter e la presa che aggiungono profondità ai gruppi numerosi.

La Pollo Dual, ovvero la forma pollo, torna con più uso tattico. La modalità pollo permette di attraversare fessure, e in Guacamelee 2 esiste una versione potenziata che lotta come un luchador piumato, con attacchi dedicati e percorsi riservati che raddoppiano i segreti della mappa. È una trovata che nel primo capitolo era una chicca, qui è un sistema, con sfide specifiche che chiedono padronanza della forma piumata.

  • Combo con prese, contrattacchi e attacchi colorati
  • Attacchi arancio e blu che rompono scudi specifici
  • Pollo Dual con combattimento dedicato e aree riservate
  • Co-op locale a quattro con drop-in drop-out

Difficoltà e curva

Il primo capitolo era stato accusato di difficoltà volante, e il sequel risponde con una curva più severa, soprattutto nella parte finale. Le stanze opzionali, in particolare, sono tra le più difficili del genere, con platform challenge che chiedono precisione da speedrunner e boss segreti che richiedono build complete. La campagna principale regge senza abusi, ma chi insegue il 100% scopre un gioco molto più duro del previsto, e le sfide di piattaforma del mondo degli huehues sono l'esempio perfetto, facili da riconoscere e difficili da dominare.

La co-op locale a quattro cambia la natura del gioco più di quanto ci si aspetti. Il gioco scala i nemici e i puzzle restano pensati per un solo giocatore, con gli altri che aspettano o si guardano intorno, il che rende la co-op più un divertimento condiviso che una progettazione coordinata, ma per serate casuali sul divano è una chicca rara nel genere, perché pochi metroidvania offrono co-op locale, e nessuno lo fa con questo carattere.

Il completamento merita una nota. Oltre ai collezionabili classici, cappelli da raccogliere e monete nascoste, il gioco conta tre end boss opzionali, una modalità boss rush sbloccabile a fine campagna e le sfide degli huehues che replicano i platform trial dei primi titoli di turno. Il post game è più ricco del primo capitolo, e chi ha amato il gioco base trova nell'arena dei boss, nelle classifiche locali e nella caccia al 100% un motivo concreto per restare oltre la storia.

Tecnica, arte e musica

La direzione artistica è il biglietto da visita. Il tratto messicano, con calaveras, alebrijes e colori saturi, rende ogni schermata riconoscibile al primo sguardo, e le animazioni dei boss, dai disegni memorabili alle trasformazioni, sono tra le più espressive del genere. La colonna sonora mescola mariachi ed elettronica con la stessa disinvoltura del primo capitolo, e il sound design dei colpi, con violini che accompagnano le prese, è di quelle tocchi che restano in testa.

Su Switch il gioco gira a 60 fps in portatile e dock, con caricamenti istantanei e nessun calo rilevabile nei combattimenti più affollati. È un gioco leggero per l'hardware, e la versione Switch è diventata la più popolare proprio per la natura pick up and play della formula, perfetta in sessioni brevi.

I limiti reali

Il primo limite è la mappa, che a lungo andare diventa confusionaria. Le quattro dimensioni si sovrappongono negli spostamenti, e la navigazione tra le regioni richiede troppo spesso l'uso del teletrasporto, con i percorsi a piedi meno gratificanti del primo capitolo. Il secondo limite è l'umorismo, che in alcune sequenze insiste oltre la battuta, con sezioni che rallentanono il ritmo più di quanto la gag giustifichi. Il terzo è la durata della storia, che chiude in 10-12 ore, e chi vuole di più deve contare sulle sfide opzionali e sul 100% che aggiunge 5-8 ore.

  • Mappa tra le dimensioni a volte confusa negli spostamenti
  • Umorismo che in alcune sezioni insiste oltre la battuta
  • Storia principale breve, 10-12 ore
  • Co-op pensata per il divertimento condiviso più che per il design coordinato

A chi è consigliato

A chi ama i metroidvania con combattimento action e cerca il più colorato del genere. A chi ha giocato il primo capitolo e vuole più di tutto, dalle abilità alle dimensioni. A gruppi di amici che cercano un co-op locale insolito. Meno adatto a chi non digerisce l'umorismo in meno nella piattaforma, a chi cerca una difficoltà equilibrata senza punte spropositate e a chi vuole una campagna lunga.

Pro

  • Combattimento lucha libre fluido e profondo
  • Quattro dimensioni con mappa densa di segreti
  • Pollo Dual con gameplay dedicato
  • Co-op locale a quattro, rarità assoluta nel genere
  • Direzione artistica e colonna sonora memorabili

Contro

  • Mappa confusionaria negli spostamenti tra dimensioni
  • Difficoltà a punte nelle sfide opzionali
  • Campagna principale breve
Elemento Dettaglio
Piattaforme PC, PS4, Xbox One, Nintendo Switch
Data uscita 21 agosto 2018
Prezzo lancio 19,99 euro
Durata 10-12 ore storia, 15-20 ore al 100%
Giocatori 1-4 in co-op locale
Sviluppatore DrinkBox Studios
Sequel di Guacamelee! Super Turbo Championship Edition

Conclusione

Guacamelee 2 è un sequel che ingrandisce tutto ciò che funzionava e non tradisce niente. Il combattimento lucha libre resta il migliore tra i metroidvania action, le quattro dimensioni allargano una mappa già densa, e la co-op locale a quattro è una chicca che nessun concorrente offre. I limiti sono minori, una mappa che a lungo andare confonde e un'umorismo che a volte insiste, ma il pacchetto complessivo è tra i più solidi del genere, e a distanza di anni resta il metroidvania da raccomandare a chi chiede qualcosa di diverso da Hollow Knight e dalle sue eredi malinconiche.

FAQ

Quanto dura Guacamelee 2? La storia principale richiede 10-12 ore, mentre il completamento al 100% con sfide opzionali, boss segreti e segreti porta oltre le 15-20 ore. La co-op locale aggiunge rigiocabilità per serate in compagnia.

Su quali piattaforme gira? PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch. La versione Switch è la più popolare per la natura in sessioni brevi del gioco, e gira a 60 fps stabili.

La co-op è online? No, la co-op a quattro giocatori è solo locale, sullo stesso schermo. È una scelta rara nel genere che tiene viva la tradizione dei picchiaduro a scorrimento da divano.

Serve giocare il primo Guacamelee prima? Non è necessario, la storia si segue comunque, ma il sequel riempie la storia di richiami al primo capitolo. Chi ama il gioco base avrà comunque voglia di recuperarlo dopo.

Che differenza c'è con Hollow Knight? Hollow Knight punta su atmosfera cupa, esplorazione silenziosa e difficoltà severa, Guacamelee 2 su azione colorata, umorismo e co-op. Sono le due anime opposte del genere, e chi ama l'uno difficilmente rifiuta l'altro.

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