videogiochi 2020-07-13

Recensione Dynasty Warriors Origins (2025): la guerra dei tre regni rifatta in 3D

Dynasty Warriors Origins di Omega Force porta la serie musou in tre dimensioni con battaglie in tempo reale, assedi strategici e 69 personaggi. La recensione.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Dynasty Warriors Origins (2025): la guerra dei tre regni rifatta in 3D

Recensione Dynasty Warriors Origins (2025): la guerra dei tre regni rifatta in 3D

La serie Dynasty Warriors ha sessant'anni di storia e una formula che non ha mai chiesto il permesso per cambiare genere. Uccidere cento nemici con la stessa spada è il cuore di tutto, e ogni tentativo di ammorbidire quella formula è stato accolto con entusiasmo. Dynasty Warriors Origins, uscito il 17 gennaio 2025 su PlayStation 5, Windows e Xbox Series e arrivato su Nintendo Switch 2 il 22 gennaio 2026, è il primo capitolo realmente tridimensionale della serie. Omega Force ha passato anni a costruirlo e il risultato è un gioco che conserva la sensazione di violenza di massa della serie, aggiungendo la profondità di un open world e di una campagna.

Gameplay loop e meccaniche

Il cuore del gioco è il combattimento in tempo reale. I personaggi attaccano a sciami, con un sistema di combo che premia l'uso continuo dell'arma e le abilità che si caricano sfidando il nemico in avventura. La Camera della Battaglia, il sistema di mira che permette di puntare i personaggi contro un obiettivo specifico, è la caratteristica che rende le battaglie strategiche invece che automatiche.

La differenza rispetto ai capitoli precedenti è che le battaglie si combattono davvero, non si assistono. Nelle serie musou tradizionali ci si allontana dal nemico e si preme attacca fino a schiacciarlo. Qui ogni personaggio ha un ruolo, e i reparti di fanteria, gli arceri e la cavalleria si muovono in modo che il giocatore deve decidere dove mandarli. Le battaglie d'assedio in tempo reale aggiungono un livello di gestione in cui le unità ricevono ordini durante lo scontro.

La campagna principale si divide in una modalità storia e una modalità di conquista. La storia segue il giovane Alessandro, il conquistatore che diventerà la figura centrale della storia, e alterna battaglie narrative con missioni in cui il giocatore esplora la Cina antica. La modalità di conquista è il cuore della longevità, con battaglie contro altri signori che si ripetono con variazioni.

I 69 personaggi e la storia

Il roster porta la firma della serie. Sono 69 personaggi, con i tre protagonisti della storia, cioè Alessandro, Cao Cao e Lü Bu come eroi giocabili fin dall'inizio, e una serie di personaggi secondari che cambiano disponibilità in base alle alleanze del momento.

La costruzione dei personaggi è semplice e immediata. Ogni personaggio ha una rarità, una statistica principale e abilità attive, e si possono aumentare le abilità e l'arma spendendo risorse ottenute nelle battaglie. La progressione è più leggera rispetto alla serie principale e non richiede grinding estremo, perché la curva di potere cresce seguendo le missioni piuttosto che le ripetizioni.

La storia è il pezzo che i fan della serie apprezzano di più, e Origins la tratta con serietà. Alessandro è un personaggio giovane, idealista, che impara la leadership sul campo di battaglia, e il modo in cui il gioco mostra la trasformazione dell'impero, con l'incontro tra culture diverse e la brutalità della conquista, ha una profondità che i musou più recenti avevano perso.

Direzione artistica e tecnica

La grafica in tre dimensioni è il salto visivo più evidente della serie. I personaggi sono ricostruiti con una quantità di dettaglio impressionante, e le battaglie con centinaia di unità si muovono con una fluidità che sul campo di battaglia in tempo reale è notevole. Le divise, le armi e le architetture dei campi di battaglia seguono una ricostruzione storica accurata.

I tempi di caricamento sono generosi, e i giocatori su console devono tenerne conto. La memoria video richiesta è quella di un open world di grandi dimensioni, e su PS5 e Xbox Series il gioco richiede un disco di installazione ampio. Chi ha una macchina meno recente può usare la versione cloud, che richiede una connessione stabile.

La colonna sonora riprende i temi classici della serie, con la parte orchestrale che accompagna le battaglie e gli arrangiamenti più tranquilli nelle fasi esplorative. Il doppiaggio è in inglese e giapponese con sottotitoli italiani, e le voci dei personaggi sono la parte che i fan di maggioranza ascoltano.

Il ruolo degli assedi strategici

Gli assedi in tempo reale sono il pezzo che distingue Origins dai capitoli precedenti. Le fortezze si conquistano non con un assalto frontale ma con una gestione delle risorse, e l'offensiva contro le mura costa truppe che vanno gestite in tempo reale. Non è un gioco di strategia a turni, ma un ibrido in cui le decisioni strategiche si prendono mentre il tempo corre.

La IA delle truppe è il punto che regge e che divide. Le unità alleate attaccano e si muovono in modo che segua le indicazioni del giocatore, e le unità nemiche hanno comportamenti che reagiscono alla situazione del campo. La differenza di risultati tra una partita ben gestita e una trascurata si vede, e questo dà alla battaglia una profondità tattica che i musou classici non avevano.

Le tre regioni iniziali hanno ognuna una struttura diversa. Ogni personaggio principale dispone di reparti con caratteristiche diverse, e la scelta di quali portare al campo è una decisione che si paga per tutta la campagna. Chi porta solo fanteria forte degli assedi non avrà la flessibilità delle truppe miste, e viceversa.

La gestione del territorio

La modalità di conquista introduce la dimensione strategica che dà struttura alla campagna. I signori hanno territori che si conquistano con battaglie ripetute, e chi vince un territorio lo ottiene con i suoi punti forti. La progressione è di fatto una campagna su mappa, e la scelta di quale nemico affrontare prima diventa una decisione di ottimizzazione.

Le risorse raccolte nelle vittorie servono a potenziare i reparti e a sbloccare nuove unità. Il sistema è più leggero di quello della serie principale, dove la crescita richiede grinding ripetuto, e chi non vuole dedicare settimane a un personaggio può arrivare a un livello competitivo seguendo la storia. È una scelta di accessibilità che la serie non aveva mai fatto, e che rende il gioco più adatto a chi arriva dalla serie su console portatili.

Contenuti e durata

La campagna principale dura tra le trenta e le quarantacinque ore, con i tre protagonisti che hanno storie di lunghezza diverse. La modalità di conquista e le battaglie di base aggiungono contenuti che vanno ben oltre, e il gioco ha una certa quantità di missioni secondarie e di oggetti da collezionare.

Aspetto Dettaglio
Sviluppatore Omega Force
Editore Koei Tecmo
Uscita 17 gennaio 2025 su PS5, Windows, Xbox Series
Switch 2 22 gennaio 2026
Personaggi 69
Protagonisti Alessandro, Cao Cao, Lü Bu
Modalità storia, conquista e assedi strategici
Genere musou in tre dimensioni
Lingua italiana sottotitoli

La longevità è ampia, e chi ama la serie ha motivo di tornare per le battaglie in difficoltà. Le esigenze hardware e i tempi di caricamento sono i veri limiti, più che la quantità di contenuti.

Limiti reali

I limiti sono quelli che il passaggio al 3D porta con sé. La ripetitività del combattimento, che nella serie è una virtù, qui diventa un limite, perché le stesse battaglie si ripetono con variazioni minime. Le missioni secondarie sono un catalogo di compiti, non vere storie.

La gestione delle risorse è basilare rispetto alla serie principale, e chi è abituato alla profondità di Warriors Orochi 3 può trovare questo sistema piatto. La campagna principale ha una struttura lineare, e le meccaniche strategiche si vedono soprattutto nella modalità di conquista.

La campagna principale ha una struttura lineare, e le meccaniche strategiche si vedono soprattutto nella modalità di conquista. Il gioco non nasconde le ripetizioni, e chi ama la serie le accetta come parte del patto.

Pro e contro

Pro - Musou autentico in tre dimensioni - Battaglie in tempo reale con ruoli distinti - Assedi strategici che aggiungono varietà - Storia raccontata con serietà - Roster ampio con i tre protagonisti

Contro - Richieste hardware elevate e caricamenti lunghi - Combattimento ripetitivo nelle missioni secondarie - Progressione dei personaggi basilare - Struttura lineare della campagna principale

A chi è consigliato

Dynasty Warriors Origins è per chi ama la serie e vuole la formula in tre dimensioni, per chi apprezza le battaglie strategiche in tempo reale e per chi ha tempo per una campagna lunga. Per chi ha console di nuova generazione e spazio su disco. Non è per chi cerca profondità di personaggio come nella serie principale, non è per chi vuole un gioco leggero e non è per chi ha hardware datato.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto dura Dynasty Warriors Origins?

La campagna principale dura tra le trenta e le quarantacinque ore. La modalità di conquista, gli assedi e le missioni aggiuntive allungano il contenuto, e chi completa tutto si aspetta un'esperienza molto più lunga.

Quanti personaggi ci sono?

Sono 69 personaggi, con Alessandro, Cao Cao e Lü Bu disponibili fin dall'inizio e gli altri che si sbloccano seguendo la storia e le conquiste.

È su console e PC?

Sì, è uscito su PlayStation 5, Windows e Xbox Series X|S il 17 gennaio 2025, ed è arrivato su Nintendo Switch 2 il 22 gennaio 2026.

Serve la console di nuova generazione?

Il gioco richiede una macchina di recente generazione, per la grafica in tre dimensioni e per i tempi di caricamento. Chi ha hardware più datato può valutare la versione cloud, che richiede però una connessione stabile.

Conclusione

Dynasty Warriors Origins è il capitolo che la serie aspettava da anni. La formula musou funziona in tre dimensioni, la battaglia in tempo reale aggiunge una profondità strategica che non c'era, e la storia raccontata attraverso Alessandro ha una sostanza che i musou più recenti non avevano. Costa in termini di hardware e di pazienza per le ripetizioni, ma chi ama la serie troverà qui il capitolo che riporta la violenza di massa al suo livello più alto.

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