Recensione Klonoa Phantasy Reverie Series: il platform malinconico torna a volare
Klonoa Phantasy Reverie Series, uscito l'8 luglio 2022, riporta su tutte le piattaforme Door to Phantomile (1997) e Lunatea's Veil (2001): due gemme del platform 2.5D di Namco, rimasterizzate con cura e più accessibili che mai. Analisi completa.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Klonoa Phantasy Reverie Series: il platform malinconico torna a volare
C'è un tipo di platformer che l'industria ha smesso di fare: quello a scorrimento laterale con profondità simulata, dove il salto è un dialogo con la camera e la difficoltà è un invito, non una sfida. Klonoa: Door to Phantomile, uscito su PS1 nel 1997, era il capolavoro di questo tipo — e per vent'anni è stato anche uno dei segreti meglio custoditi di Namco, un gioco che chi lo aveva giocato difendeva come reliquia e chi non lo aveva mai visto confondeva con un platform per bambini. La Phantasy Reverie Series, uscita l'8 luglio 2022 su tutte le piattaforme, porta alla luce entrambi i capitoli originali — Door to Phantomile e Klonoa 2: Lunatea's Veil (PS2, 2001) — in una rimasterizzazione che sa esattamente cosa non toccare.
Cos'è un Klonoa: il vento in tasca
Il design di base è semplice e geniale: Klonoa non ha attacchi convenzionali. Ha un anello che spara una raffica di vento — la Wind Bullet — che gonfia i nemici e li immobilizza. Un nemico gonfiato diventa un oggetto: lo si afferra, lo si può lanciare contro altri nemici, usarlo come chiave per gli interruttori, o — e qui è la firma del gioco — saltarci sopra per fare un secondo salto in aria. Il doppio salto di Klonoa non è un tasto: è un nemico. Ogni puzzle platforming è costruito su questa economia: quel nemico è un gradino, o un proiettile, o la chiave? Lo uccido o lo uso?
È una meccanica che forza a leggere i livelli in modo diverso da Mario o Rayman: i nemici non sono ostacoli da neutralizzare ma risorse da governare. Vent'anni dopo, ancora pochi platform hanno replicato questa eleganza con la stessa pulizia.
La profondità 2.5D è l'altra firma: il percorso corre su un piano laterale, ma il fondo scorre su due assi, e a momenti il gioco sposta Klonoa su piani paralleli — l'eterno paradosso "2D che pensa in 3D" esplorato a metà anni 90 da più sperimentazioni con risultati opposti. Dove gli altri si perdevano, il team di Hideo Yoshizawa ha tenuto il gioco su binari: la profondità è scenografia e puzzle, mai confusione.
La storia: il platform che fa piangere
Se il gameplay era notevole, il tono è quello che ha costruito la leggenda. Door to Phantomile racconta l'avventura di Klonoa e del suo amico spirito Huepow nel mondo onirico di Phantomile — e la storia scivola, a poco a poco, verso la perdita, il sacrificio e una scelta finale che ha lasciato una generazione di giocatori con le lacrime agli occhi, dal PS1 al remake Wii. Non è un caso che i fan lo chiamino "il platform che ti fa piangere": la scrittura, dentro una cornice da platform infantile, arriva a un finale di lucidità emotiva che i giochi "maturi" dell'epoca non sfioravano.
Lunatea's Veil (2001) ripete il trucco con un mondo nuovo — Lunatea, il regno delle campane — e una tematica ancora più adulta: le emozioni come città, il lutto come distretto, l'accettazione come finale. Il gameplay del sequel allarga tutto: i nemici-uso si spingono oltre, i boss sono tra i migliori del genere, e la colonna sonora si allarga a orchestrazioni più ricche. Chi gioca l'ordine corretto sente il duo come un unico arco: due mondi, una stessa dolcezza triste.
Il remaster: cosa è cambiato
La Phantasy Reverie Series non è un remake: è una rimasterizzazione consapevole. I due giochi girano a 60 fps su tutte le piattaforme, con modelli ricostruiti a risoluzioni moderne mantenendo la geometria e la coreografia originali — gli sprite e i fondali sono ridisegnati a definizione alta, e la luce è ripensata con ombre dolci. L'effetto è quello di un libro illustrato ridipinto: riconoscibile al pixel, pulito al 4K.
Le aggiunte moderne sono le giuste: aiuti di accessibilità (un numero variabile di vite e la possibilità di ridurre i danni), hud moderni, e il supporto del co-op ausiliario in Door to Phantomile — un secondo giocatore può entrare come supporto, che spara nemici gonfi e aiuta senza cambiare la struttura single-player. La difficoltà resta la stessa dell'epoca: gentile, con checkpoint generosi. I puristi possono disattivare gli aiuti; i neofiti hanno una rete.
Il valore aggiunto più apprezzabile è il menu collezionabile: il gioco recupera l'arte, la musica, i materiali d'epoca, in una galleria che i custodi della serie hanno scelto con cura. In una era di remaster minime, Phantasy Reverie fa esattamente le cose giuste e non tocca quello che funziona.
I limiti reali
Primo: la brevità. Ogni capitolo dura 5-7 ore in prima corsa — Door to Phantomile è più corto — e la raccolta completa dei tesori nascosti aggiunge poche ore. Il prezzo di lancio a 39,99 euro era oggetto di discussione in fase di recensione; a prezzo scontato — e ora frequentemente a 20 euro o meno — il rapporto diventa onesto per due giochi di questa qualità.
Secondo: il design della camera eredita le scelte dell'epoca: nelle transizioni di piano, la vista a volte taglia oggetti, e in Lunatea's Veil alcuni salti richiedono giudizi di distanza che la prospettiva non aiuta. Sono attriti d'epoca, conservati per fedeltà: i giovani giocatori li noteranno.
Terzo: la struttura è rigorosamente lineare. Nessun hub, nessuna meta-progressione, nessun collectible che cambia il gioco: si corre da livello a livello, con i segreti come condimento. Chi cerca il platform da 100% esplorativo (A Hat in Time, Astro Bot) non lo trova: questo è il platform da corsa, e l'epoca in cui il formato era standard è passata.
Quarto, minore: il doppiaggio — l'inglese fake, la lingua inventata della serie — è una scelta d'atmosfera che alcuni trovano incantevole e altri insopportabile. Il testo è in italiano; le voci sono fantasie.
Confronto con i remaster del genere
| Caratteristica | Klonoa Phantasy Reverie | Crash N. Sane Trilogy | Spyro Reignited | Sonic Mania |
|---|---|---|---|---|
| Anni originali | 1997 / 2001 | 1996-98 | 1998-2000 | Nuovo (2017) |
| Tipo | Remaster ad alta definizione | Remake grafico | Remake grafico | Nuovo classico |
| Difficoltà | Gentile | Alta | Media | Media-alta |
| Durata | 10-14 ore | 15-20 ore | 15-20 ore | 6-10 ore |
| Emozione | Malinconia vera | Nostalgia pura, divertimento | Nostalgia pura, divertimento | Nostalgia pura |
Il posizionamento è chiaro: dove Crash e Spyro rifanno le sale del museo, Phantasy Reverie è più un restauro: le opere restano se stesse, con la cornice nuova. E il tono — l'unica proposta "emozionale" del gruppo — è la sua carta identificativa.
Pro e contro
Pro - Due platformer di altissima qualità in un solo pacchetto - Il design del vento-nemico-oggetto resta una lezione di game design - Rimasterizzazione rispettosa: riconoscibile, pulita, moderna - La storia di Door to Phantomile resta un finale raro nel genere - Accessibilità aggiunta senza tradire l'originale - Su tutte le piattaforme, 60 fps ovunque
Contro - Breve: 10-14 ore per i due capitoli completi - Prezzo di lancio discusso (oggi frequentemente scontato) - Camera e giudizi d'epoca conservati con fedeltà - Struttura rigorosamente lineare - Non è un remake: chi cercava una ricostruzione moderna resterà un po' deluso
FAQ
Devo giocare Door to Phantomile prima di Lunatea's Veil? Consigliato ma non necessario: le storie sono autosufficienti. L'ordine di gioco è quello cronologico del pacchetto.
Quanto dura la raccolta? Circa 5-7 ore per capitolo in prima corsa, 10-14 ore per entrambi con i segreti principali. Il 100% dei collectible aggiunge qualche ora.
È in italiano? Sì, i testi sono in italiano. Le voci sono nella lingua inventata della serie, per scelta artistica originale.
Su quali piattaforme è disponibile? PC, Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series. Le versioni PS5 e Series girano a risoluzione superiore, ma la differenza di gioco è minima: è un pacchetto cross-gen.
È adatto ai bambini? Sì per il gameplay: difficoltà gentile, controlli semplici, niente contenuti inquietanti. Solo la storia, alla fine, tocca temi di perdita e separazione che possono commuovere: è il famoso finale, e va bene così.
Che differenza c'è con l'originale Wii remake? Il remake Wii (2008) di Door to Phantomile è la base di questa versione, con grafica ricostruita a risoluzione moderna. Il gameplay è identico all'originale PS1.
Vale a prezzo pieno nel 2026? A 39,99 euro no, a 15-20 euro sì assolutamente: due classici curati, il prezzo giusto è quello scontato che appare regolarmente.
Verdetto
Klonoa Phantasy Reverie Series è il restauro di due opere che il mercato aveva dimenticato non perché vecchie, ma perché mai adeguatamente distribuite. Il design del vento e dei nemici-strumento resta una lezione di eleganza, la malinconia dei due mondi resta un finale raro nel platform, e la rimasterizzazione fa esattamente ciò che serve — pulire, illuminare, ampliare — senza aggiungere o togliere nulla di ciò che conta. È breve, lineare e a volte mostra i suoi venticinque anni: sono i costi della fedeltà, e sono ben spesi. Per chi ha amato il gioco nell'epoca, è il ritorno che si temeva impossibile; per chi non l'ha mai incontrato, è una scoperta a 20 euro che mezzo internet vi dirà di fare. Il vento, comunque, è ancora qui: avete solo da imparare a usarlo.
Voto: 8.5/10