Recensione Sonic Generations (2011): il meglio del porcospino blu
Sonic Generations di SEGA è un platform che celebra 20 anni di Sonic. Livelli classici e moderni in un gioco che unisce due ere. La recensione.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Sonic Generations (2011): il meglio del porcospino blu
Sonic Generations è il miglior gioco di Sonic dell'era moderna. Per celebrare il ventesimo anniversario, SEGA ha creato un gioco che unisce il Sonic classico 2D e il Sonic moderno 3D.
Due ere, un gioco
Si gioca nei panni sia del Sonic classico (2D, level design tradizionale) sia del Sonic moderno (3D, boost gameplay). I due Sonic hanno stili diversi: classico richiede precisione nei salti, moderno è più spettacolare con sezioni a rotta di collo.
I livelli sono remake di zone classiche: Green Hill, Chemical Plant, Sky Sanctuary, City Escape. Ogni zona ha due atti: uno classico e uno moderno. Vederle reimmaginate con la grafica moderna è un piacere.
Boss e segreti
I boss sono tratti dalla serie: Robotnik, Metal Sonic, Shadow, Silver, Perfect Chaos. Ogni boss è un omaggio alla storia di Sonic. I collezionabili includono video, musica e artwork.
Pro e Contro
Pro Il miglior Sonic moderno Omaggio perfetto ai 20 anni Sia Sonic classico che moderno Level design eccellente Colonna sonora fantastica
Contro Corto (4-5 ore la storia) Alcuni livelli 3D sono confusionari I personaggi secondari sono poco sfruttati
Verdetto
Sonic Generations è il gioco che ogni fan di Sonic dovrebbe giocare. È un tributo amorevole alla storia del porcospino blu e un platform eccellente. Se volete un solo Sonic per capire perché il personaggio è amato, scegliete questo.