Recensione Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes (2024): un abbraccio al passato dei JRPG
Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes è il successore spirituale di Suikoden creato dal leggendario Yoshitaka Murayama. Combattimenti a turni, 100 eroi da reclutare e una storia politica. La recensione.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes (2024): un abbraccio al passato dei JRPG
Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes nasce da un sogno. Yoshitaka Murayama, creatore di Suikoden, voleva realizzare il successore spirituale della sua serie dopo aver lasciato Konami. Con una campagna Kickstarter da record, Rabbit Bear Studio ha raccolto oltre quattro milioni di dollari e ha prodotto un JRPG che parla direttamente al cuore di chi ha amato i classici del genere.
La domanda è: Hundred Heroes è solo nostalgia confezionata bene, o ha una sua identità? La risposta è un misto di entrambe le cose. E questo non è necessariamente un difetto.
Una nuova alleanza
La storia segue Nowa, un giovane ufficiale dell'Impero, e Seign, un nobile di una regione alleata. Quello che inizia come una missione diplomatica si trasforma in una ribellione quando l'Impero rivela il suo volto oppressivo. Nowa e Seign diventano i leader di una resistenza composta da personaggi di ogni estrazione sociale.
La trama è politica, con intrighi, tradimenti, e un villain che non è puramente malvagio ma mosso da motivazioni comprensibili. La scrittura porta la firma di Murayama, morto purtroppo nel febbraio 2023, e si sente: i dialoghi hanno quel tono misurato, quel senso di tragedia imminente che caratterizzava i migliori Suikoden. Ci sono momenti leggeri, momenti drammatici, e un paio di scene che strappano una lacrima.
Gameplay: vecchia scuola con qualche ritocco
Il combat system è a turni con sei personaggi. La formazione conta: prima linea per i tank e i guerrieri, seconda linea per maghi e tiratori. Ogni personaggio ha attacchi base, abilità speciali, e combinazioni con altri membri del party. Le rune (chiamate qui sigilli) si equipaggiano per personalizzare le abilità.
Le battaglie con gli eserciti sono tornate, in versione migliorata. Sono scontri su griglia in cui si comandano unità, con un sistema a turni che richiede strategia e gestione delle risorse. I duelli uno contro uno sono presenti e funzionano come rock-paper-scissors potenziato.
Una novità è il sistema di potenziamento della città. Il quartier generale della resistenza si costruisce e si migliora reclutando personaggi con professioni specifiche. Un fabbro potenzia le armi, un alchimista crea oggetti, un cuoco prepara piatti che danno bonus. È un sistema che incentiva la ricerca di tutti i personaggi.
Cento eroi da trovare
Il titolo non mente: ci sono cento personaggi reclutabili. Ognuno ha una storia, un design, una personalità. Trovarli tutti richiede esplorazione, attenzione ai dettagli, e a volte missioni secondarie complesse. Alcuni si uniscono automaticamente con la storia, altri richiedono di portare il personaggio giusto al momento giusto. Altri ancora richiedono scelte specifiche.
La qualità dei personaggi è variabile. Alcuni sono memorabili, altri sono riempitivi. Ma la sensazione di costruire un esercito con volti e storie diverse è appagante. Il cast principale è solido, con Nowa, Seign e gli altri leader ben caratterizzati.
Comparto tecnico e artistico
Graficamente, Hundred Heroes adotta uno stile 2.5D con sprite in alta definizione su fondali 3D. I personaggi sono dettagliati, le animazioni sono fluide. L'effetto ricorda Octopath Traveler ma con una personalità più vicina ai primi Suikoden. I fondali sono dipinti a mano e trasmettono calore.
La colonna sonora è composta da Michiko Naruke e altri veterani del genere JRPG. I temi sono orecchiabili e ben orchestrali. La musica della città principale vi rimarrà in testa. Il sound design è pulito, con effetti sonori che ricordano i classici PlayStation.
Su PC il gioco è ben ottimizzato. Su Switch purtroppo ci sono problemi: tempi di caricamento lunghi, cali di frame rate nelle aree più affollate, e una risoluzione inferiore. La versione consigliata è PC o PS5.
Longevità
Hundred Heroes dura circa 40-50 ore per la storia principale. Per reclutare tutti i cento personaggi e completare le missioni secondarie, si arriva a 70-80 ore. Il New Game Plus è presente. I finali sono due, determinati da una scelta cruciale verso la fine. Rigiocabilità media: una seconda run per vedere l'altro finale e reclutare i personaggi persi.
Pro e Contro
Pro - Successore spirituale di Suikoden fedele e curato - Cento personaggi reclutabili ognuno con la sua storia - Trama politica matura e ben scritta - Colonna sonora eccellente - Sistema di potenziamento della città gratificante
Contro - Versione Switch tecnicamente deficitaria - Qualche personaggio riempitivo tra i cento - Combattimenti a volte lenti - Non innova molto rispetto ai JRPG del passato
Tabella riepilogativa
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Sviluppatore | Rabbit Bear Studio |
| Piattaforme | PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series, Switch |
| Data uscita | 23 aprile 2024 |
| Durata | 40-50 ore (storia), 70-80 ore (completista) |
| Prezzo | 49,99€ |
| Lingua italiana | Sottotitoli |
| Multiplayer | Assente |
A chi è consigliato
Eiyuden Chronicle: Hundred Heroes è per chi ha amato Suikoden e cerca un'esperienza simile ma moderna. È per chi ama i JRPG classici con combattimenti a turni, trame politiche e un cast enorme. Consigliato a chi ha pazienza e apprezza i ritmi lenti del genere. Sconsigliato a chi cerca action RPG, innovazione radicale, o non ha mai giocato un JRPG a turni.
FAQ
È il successore spirituale di Suikoden? Sì, è esattamente quello. Creato dallo stesso autore e con le stesse meccaniche di base.
Servono 100 personaggi per finire il gioco? No, la storia principale si completa con circa la metà. I cento sono per i completisti.
Il gioco è difficile? La difficoltà base è moderata. C'è una modalità difficile opzionale.
Murayama ha completato il gioco prima di morire? Sì, la sceneggiatura e il design erano completi. Il team ha portato a termine il suo lavoro.
Vale la pena su Switch? Solo se non avete alternative. La versione Switch è tecnicamente inferiore.