videogiochi 2024-03-25

Recensione The Thaumaturge (2024): folk horror polacco e scelte morali

The Thaumaturge di Fool's Theory è un RPG narrativo ambientato nella Varsavia del 1905. Salutor, scelte morali e un'atmosfera unica. Scopri se merita il tuo tempo.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione The Thaumaturge (2024): folk horror polacco e scelte morali

Ogni tanto esce un gioco che ti prende per il verso sbagliato. Non perché sia brutto, ma perché arriva da una direzione che non ti aspetti. The Thaumaturge, sviluppato da Fool's Theory e pubblicato da 11 bit studios, è esattamente questo. Ambientato nella Varsavia del 1905, mescola folk horror slavo, detective story e combattimenti a turni in un impasto che suona strano sulla carta ma funziona più di quanto vorresti ammettere. Lo studio polacco è lo stesso al lavoro sul remake del primo The Witcher, e si vede: c'è la stessa attenzione per il dettaglio storico e la stessa capacità di creare atmosfera.

Il primo impatto è straniante. Wiktor Szulski torna nella città natale dopo anni di assenza per indagare sulla morte del padre. Presto scopre di essere un taumaturgo, ovvero una persona capace di vedere e interagire con i salutor, creature spettrali che incarnano i vizi umani. Da lì, la storia si dipana tra misteri, sette occulte e figure storiche realmente esistite come Grigori Rasputin, che nel gioco ha un ruolo chiave come mentore ambiguo.

Varsavia come non l'hai mai vista

L'ambientazione è il vero punto di forza del gioco. La Varsavia del 1905 è una città multiculturale sotto il dominio zarista, dove convivono polacchi, russi, ebrei e tedeschi. Le tensioni sociali e politiche sono palpabili: si respira l'aria di una rivoluzione che sta per scoppiare. Le strade sono sporche, i vicoli bui, le piazze affollate. Fool's Theory ha ricostruito la città con una cura maniacale per i dettagli storici, anche se in versione romanzata. I manifesti sui muri, i vestiti dei passanti, l'architettura: tutto contribuisce a creare un'immersione totale.

L'esplorazione avviene in aree semi-aperte divise per capitoli. Non c'è un open world: ogni sezione è un quartiere o un palazzo da esplorare, con negozi, personaggi secondari e segreti da scoprire. La telecamera isometrica ricorda i vecchi RPG anni Duemila, ma con una patina grafica moderna grazie all'Unreal Engine 5. Il risultato è affascinante, anche se qualche texture non regge l'ispezione ravvicinata. Le animazioni dei personaggi durante i dialoghi sono espressive e contribuiscono a rendere credibili le interazioni.

I salutor e il combattimento

Il sistema di gioco ruota attorno ai salutor, creature ispirate ai demoni della tradizione slava. Ogni salutor rappresenta un peccato o un tratto umano: l'Orgoglio, la Lussuria, la Rabbia, l'Ignavia e così via. Puoi evocarli in battaglia per usare abilità speciali, ma anche fuori dal combattimento per influenzare le conversazioni con gli NPC. La meccanica è semplice ma efficace: se un NPC è arrogante, puoi usare il salutor dell'Orgoglio per manipolarlo; se è iracondo, usi la Rabbia. Questo sistema trasforma ogni dialogo in una piccola sfida psicologica.

Il combattimento è a turni, con una meccanica basata sul posizionamento e sulla gestione delle debolezze. Ogni nemico ha una resistenza psicologica da spezzare usando il salutor giusto. Non è un sistema complesso come quello di Divinity: Original Sin 2, ma offre abbastanza varietà da non annoiare. Il problema è la ripetitività: a metà gioco hai già visto la maggior parte delle abilità, e gli scontri iniziano a sembrare routine. I nemici comuni sono pochi e i pattern di attacco non variano abbastanza.

La parte realmente interessante sono le scelte morali. Spesso devi decidere se usare i tuoi poteri per manipolare le persone o lasciare che gli eventi seguano il loro corso. Le conseguenze non sono mai banali: una scelta apparentemente giusta può portare a conseguenze peggiori. Il gioco non ti giudica apertamente, ma le tue azioni modificano il mondo intorno a te e le relazioni con i comprimari. I finali sono molteplici e dipendono dalle tue decisioni lungo il percorso.

Tecnica e atmosfera

Graficamente, The Thaumaturge è un titolo che alterna momenti di grande bellezza ad altri meno riusciti. I modelli dei personaggi principali sono ben realizzati, con animazioni facciali espressive durante i dialoghi. Le ambientazioni sono ricche di atmosfera, con un uso sapiente delle luci e delle ombre. Su PC, il gioco gira bene su hardware moderno: con una RTX 3060 si tengono stabili i 60 fps in 1080p con dettagli alti. L'ottimizzazione è buona, e anche su PC di fascia media si può giocare senza problemi.

La colonna sonora merita una menzione speciale. Agnieszka Wlazły e Sebastian Syczyński hanno composto musiche che mescolano folk polacco, cori liturgici e toni cupi. Ogni area ha il suo tema, e la musica accompagna perfettamente l'atmosfera decadente della città. Il doppiaggio in inglese è di buona qualità, con voci che calzano bene ai personaggi.

Limiti reali

The Thaumaturge non è un gioco per tutti. La narrazione è lenta, molto dialogata, e richiede pazienza. Se cerchi azione frenetica, non è qui che la trovi. Il combattimento, come detto, tende a diventare ripetitivo dopo le prime dieci ore. La durata complessiva di circa 20-25 ore per una partita è nella media, ma la rigiocabilità è limitata: nonostante le scelte multiple, la struttura portante della storia rimane la stessa.

La localizzazione in italiano è assente. Il gioco è completamente in inglese, con testi piuttosto densi e un lessico che richiede una buona conoscenza della lingua. Per un RPG narrativo, è un limite significativo per il pubblico italiano. Su console, le versioni PS5 e Xbox Series X/S sono uscite a dicembre 2024, con prestazioni solide ma un prezzo pieno che potrebbe scoraggiare chi non conosce già il gioco.

Un altro limite è la gestione dei personaggi secondari. Sebbene ben scritti, molti compaiono per un capitolo e poi spariscono senza lasciare traccia. Avrei apprezzato più interazioni cross-capitolo, con NPC che ricordano le tue scelte precedenti e reagiscono di conseguenza. Il pacing narrativo, inoltre, rallenta vistosamente nel terzo atto, con un paio di capitoli che sembrano riempitivi prima del finale.

Il sistema di crafting e potenziamento è essenziale ma funzionale. Puoi creare consumabili, potenziare le abilità dei salutor e migliorare l'equipaggiamento usando materiali trovati nell'esplorazione. Niente di rivoluzionario, ma fa il suo dovere senza appesantire l'esperienza con menu superflui. La gestione dell'inventario è pulita e intuitiva, un pregio in un genere che spesso soffre di menu farraginosi.

L'accessibilità è un altro punto da considerare. The Thaumaturge offre opzioni per velocizzare i combattimenti, saltare i dialoghi già visti e regolare la difficoltà. Manca però un sistema di提示 o diari di missione più dettagliato: a volte non è chiaro dove andare o cosa fare, e ci si ritrova a girare a vuoto per un po'.

La longevità è onesta ma non generosa. Una partita completa con tutte le missioni secondarie si assesta sulle 25-30 ore. La rigiocabilità è limitata: le scelte multiple e i finali diversi invitano a una seconda run, ma il percorso è troppo lineare per giustificare una terza partita. Il prezzo di 49,99 euro su PC (59,99 su console) è nella media del genere. Considerando la qualità della scrittura e l'ambientazione unica, il rapporto qualità-prezzo è buono, ma solo se il genere narrativo ti appassiona davvero.

A livello di accessibilità, il gioco permette di saltare i combattimenti già visti e di regolare la difficoltà in qualsiasi momento. Un sistema di diario delle missioni più dettagliato avrebbe aiutato, ma nel complesso l'esperienza è gestibile anche per chi non è un veterano degli RPG a turni. La versione console, testata su PS5, gira a 60 fps stabili con qualche lieve calo nelle aree più affollate.

Pro: - Ambientazione storica affascinante e ricostruita con cura - Sistema dei salutor originale e ben integrato nella narrazione - Scelte morali con conseguenze reali - Colonna sonora memorabile

Contro: - Combattimento ripetitivo a lungo andare - Assenza di localizzazione italiana - Ritmo narrativo lento - Rigiocabilità limitata

A chi è consigliato

The Thaumaturge è perfetto per chi ama gli RPG narrativi con ambientazioni storiche, come Disco Elysium o Pentiment. Se sei appassionato di folklore slavo, detective story ottocentesche e non ti spaventano i dialoghi fitti, questo gioco ti conquisterà. Se invece cerchi combattimenti complessi o un ritmo più dinamico, meglio guardare altrove. La versione PC è la migliore per via del prezzo inferiore e delle prestazioni solide. Le versioni console sono valide, ma il prezzo pieno potrebbe non giustificare l'acquisto se non sei sicuro del genere.

Conclusione

The Thaumaturge è un piccolo gioiello per appassionati del genere narrativo. Fool's Theory ha confezionato un'esperienza matura, cupa e originale, che si distingue nel panorama degli RPG per la sua ambientazione fuori dagli schemi. Non è perfetto, e i suoi difetti sono evidenti, ma se il contesto ti incuriosisce, ti regalerà ore di immersioni in una Varsavia che non sapevi di voler visitare. Per chi ama le storie ben scritte e le atmosfere dense, è un viaggio che vale la pena fare.

FAQ

Quanto dura The Thaumaturge? Circa 20-25 ore per la storia principale, fino a 30 con contenuti secondari.

The Thaumaturge è in italiano? No, il gioco è disponibile solo in inglese con sottotitoli in inglese.

Su quali piattaforme è disponibile? PC (Steam, GOG), PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

Ha finali multipli? Sì, le tue scelte influenzano il finale e il destino dei personaggi chiave.

È un gioco difficile? La difficoltà è media. I combattimenti richiedono strategia ma non sono punitivi come un soulslike.

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