videogiochi 2018-08-13

Recensione Rogue Legacy 2 (2022): il roguelite della famiglia che non corregge i propri difetti

Rogue Legacy 2 di Cellar Door Games espande il genitore con una campagna più ampia e una struttura a generazioni. La recensione del sequel più atteso.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Rogue Legacy 2 (2022): il roguelite della famiglia che non corregge i propri difetti

Recensione Rogue Legacy 2 (2022): il roguelite della famiglia che non corregge i propri difetti

Rogue Legacy 2 è il sequel che la comunità ha aspettato per anni e che è arrivato promettendo di correggere tutto quello che il primo faceva male. La promessa era ambiziosa, perché il primo è un gioco con un'idea geniale e con problemi strutturali che la casa stessa ammetteva. Uscito il 28 aprile 2022 da Cellar Door Games, il sequel allarga il mondo, aggiunge una struttura a generazioni e mantiene la caratteristica che definisce la serie, cioè che gli errori si tramandano. La domanda è quanto di quella promessa è stata mantenuta.

Gameplay loop e meccaniche

Il loop di base resta quello della serie. Si genera un personaggio con caratteristiche casuali, si esplora il castello, si combatte, si raccoglie e si muore. La morte è la fine della run e l'inizio di un'altra, con un personaggio completamente diverso. La generazione dei personaggi è il cuore della serie, perché quello che si ottiene è sempre una combinazione casuale di tratti.

La differenza principale è la struttura a generazioni. Ogni generazione è una campagna separata con i suoi obiettivi, e sbloccare una generazione dà accesso alla successiva. Ogni personaggio vive in una generazione e muore, ma il mondo progredisce attraverso di lui, perché ciò che si sblocca nelle generazioni precedenti resta. Questo dà alla serie una profondità di progressione che il primo non aveva, e la rende strutturalmente più vicina a un metroidvania che a un roguelite puro.

La scelta dei tratti è il punto in cui la serie ha sempre la sua identità. I tratti sono vantaggi e svantaggi che si sommano, e molti sono buff negativi, cioè il personaggio è più forte ma anche più fragile o con un limite. Questo crea personaggi che si ricordano, e chi gioca a Rogue Legend sa che ogni run produce una storia diversa.

Il combattimento è più lento rispetto ad altri roguelite e più vicino a un action adventure. Gli attacchi sono pesanti e le armi hanno peso, e la schivata è importante ma non è l'unica risposta. Il ritmo è quello di un gioco in cui la sopravvivenza dipende dalla conoscenza delle aree e non dalla velocità delle dita.

La generazione come sistema

Il sistema a generazioni è la modifica strutturale più importante e vale la pena capire come funziona. Ogni generazione ha una serie di stanze da completare, cioè i nodi del castello, e completando le stanze obbligatorie si passa alla generazione successiva. Il castello si espande a ogni generazione, con più rami e più stanze, e i nemici diventano più forti.

I tratti ereditati sono il meccanismo che rende il sistema interessante. Alcuni tratti si tramandano alla generazione successiva, e questo crea una linea di personaggi collegati che portano avanti la campagna. Chi sceglie bene i tratti da tramandare costruisce una generazione più forte della successiva, e chi sbaglia ha generazioni più deboli.

La ricompensa della generazione è l'apertura di nuove aree e nuove meccaniche. Il gioco introduce elementi nel tempo, e chi arriva alla terza o quarta generazione trova regole diverse da quelle iniziali. Questa progressione lenta è ciò che tiene chi gioca a lungo, anche se il ritmo non è veloce come in altri roguelite.

I tratti buff negativi

Il sistema dei tratti è ciò che distingue la serie dal resto del genere, e merita una spiegazione perché sembra controintuitivo.

Un tratto normale è un vantaggio. Per esempio, il personaggio può avere più vita massima, più danni o una certa abilità extra. Un tratto buff negativo è invece uno svantaggio che dà anche un vantaggio. Il personaggio può avere molta più vita ma molto meno danno, oppure può avere una velocità altissima con la fragilità di una vetro. La combinazione di questi tritti crea personaggi che si ricordano e che obbligano a un modo di giocare specifico.

Questo sistema ha un vantaggio narrativo. Ogni run è una storia, e la storia ha una svolta che il giocatore non scrive ma eredita dalla generazione. Un personaggio nato fragile e veloce che riesce ad arrivare alla fine del castello è una piccola storia, e la generazione successiva parte da quella base.

Il problema è che la casualità può essere crudele. Un personaggio con una combinazione di tratti che lo rende quasi impossibile da giocare è possibile, e la run si conclude in pochi minuti. Chi accetta il sistema come parte del gioco lo ama proprio per questo, e chi lo odia lo odia per lo stesso motivo.

La soluzione che i giocatori esperti adottano è la costruzione del personaggio. La generazione casuale non decide tutto, perché i tratti si possono scegliere al livello successivo e le abilità si possono spendere in modo strategico. Chi gioca in modo deliberato riduce l'impatto della casualità.

Direzione artistica e audio

La direzione artistica è lo stesso punto debole del primo, cioè un futuro retro che sembra più una scelta estetica economica che una scelta stilistica coerente. La grafica è semplice, le animazioni sono basilari e l'assenza di dettagli si nota soprattutto confrontandola con gli standard attuali.

La musica, al contrario, è un punto di forza. Il sound track è curato e il sound design del combattimento è efficace, con suoni che distinguono l'azione dalla morte. Le campane del castello e il vento nei corridoi contribuiscono all'atmosfera più di quanto facciano gli ambienti grafici.

La leggibilità, nonostante la grafica povera, è buona. Gli elementi importanti per la sopravvivenza si distinguono, e la HUD è chiara. Il gioco non tradisce il giocatore con informazioni nascoste.

Caratteristica Dettaglio
Sviluppatore Cellar Door Games
Uscita 28 aprile 2022 su Windows e Xbox
Switch 9 novembre 2022
Genere roguelite con struttura a generazioni
Struttura generazioni successive con progressione permanente
Personaggi casuali con tratti vantaggiosi e svantaggiosi
Tratti ereditati sì, tramandati alla generazione successiva
Controller supporto completo da controller

Limiti reali

Il limite principale è la velocità. Il gioco è lento rispetto ai roguelite d'azione moderni, e le run durano più a lungo con meno momenti di intensità. Chi viene da titoli come Dead Cells o Hades trova la progressione lenta e la lotta meno frenetica.

La grafica è il secondo limite ed è evidente. La scelta retro sembra più una mancanza di budget che una cifra stilistica, e in un mercato in cui l'estetica conta, il sequel appare datato accanto a quanto offre la concorrenza indipendente.

Il combat è pesante e può risultare frustrante quando i nemici hanno vita alta. La schivata è l'abilità più importante e chi non la padroneggia muore spesso, il che significa che il gioco premia l'apprendimento ma scoraggia i giocatori nuovi che muoiono ripetutamente nelle prime run.

I tratti negativi, che sono tanti, possono anche essere un limite. Un personaggio con una combinazione di tratti sfavorevole è oggettivamente più debole, e la casualità della generazione a volte non lascia scelta. Chi ha pazienza e accetta il sistema lo apprezza, chi no lo trova frustrante.

Pro e contro

Pro - Sistema a generazioni che aggiunge profondità - Tratti ereditati che creano una linea di personaggi - Musica e sound design curati - Leggibilità e interfaccia chiare - Combattimento pesante con identità propria

Contro - Struttura a generazioni lenta rispetto ai roguelite moderni - Grafica retro che sembra una mancanza di budget - Curva di difficoltà ripida per i nuovi giocatori - Casualità dei tratti che a volte non lascia scelta

A chi è consigliato

Rogue Legacy 2 è per chi ha giocato al primo e vuole la struttura a generazioni, per chi apprezza i personaggi con tratti casuali, per chi preferisce un roguelite più lento e strategico che veloce. Per chi ha pazienza con la progressione graduale. Non è per chi cerca un roguelite d'azione rapido, non è per chi è sensibile alla grafica e non è per chi non ama la casualità nei personaggi.

Domande frequenti (FAQ)

Cosa cambia rispetto al primo?

La struttura a generazioni è la modifica principale. Ogni generazione è una campagna con obiettivi propri e il mondo si espande, e i tratti si tramandano tra generazioni. Il sistema di combattimento è più pesante e la struttura complessiva è più profonda.

Quanto dura una partita?

Una singola generazione dura da una a due ore a seconda di quanto si gioca. Il gioco completo dura decine di ore perché la progressione è lunga e pensata per essere ripresa più volte, e la campagna principale richiede più generazioni prima di arrivare alla fine.

I tratti si tramandano davvero?

Sì, alcuni tratti si ereditano dalla generazione precedente. È una scelta che il giocatore fa a metà della campagna, e la scelta influenza la generazione successiva. Chi sceglie tratti forti da tramandare costruisce una linea di personaggi più resistente.

Serve un controller?

Non serve, ma il gioco è progettato per il controller e con il mouse è meno comodo. I comandi sono molti e la tastiera richiede più attenzione, mentre con un controller le azioni sono immediate.

Conclusione

Rogue Legacy 2 mantiene la promessa di espandersi e ne mantiene metà. La struttura a generazioni aggiunge la profondità che mancava e i tratti ereditati danno alla serie un'identità che il primo non aveva del tutto. Il combat più pesante e la lentezza sono scelte coerenti con la serie, anche se non le condivide chi veniva dal primo per l'azione veloce. La grafica resta il tallone d'Achille, e la curva iniziale è ripida. Ma chi ama il sistema dei tratti e la generazione casuale trova qui un sequel che amplia il proprio genere invece di abbandonarlo.

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