Recensione Wo Long: Fallen Dynasty (2023): Team Ninja sfida i Tre Regni
Wo Long: Fallen Dynasty è il soulslike di Team Ninja ambientato nella Cina dei Tre Regni. Parry, morale e combattimenti frenetici. Scopri se è all'altezza di Nioh.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Wo Long: Fallen Dynasty (2023): Team Ninja sfida i Tre Regni
Team Ninja è da anni il principale rivale di FromSoftware nel panorama dei soulslike. Con Nioh e Nioh 2 hanno dimostrato di saper fare azione giapponese con una marcia in più, unendo combat system tecnico a un loot system profondo. Con Wo Long: Fallen Dynasty cambiano scenario, lasciando il Giappone feudale per la Cina dei Tre Regni. Il risultato è un ibrido che prende Sekiro per il sistema di parry, Nioh per la gestione dell'equipaggiamento e ci mette sopra una patina di mitologia cinese.
Il gioco è uscito il 3 marzo 2023 su PC, PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series, con la ciliegina di essere disponibile al day one su Game Pass. Un anno dopo, con tre DLC alle spalle e varie patch di bilanciamento, possiamo fare un bilancio sereno. Wo Long non ha avuto lo stesso impatto di Nioh 2, ma ha costruito la sua nicchia di estimatori.
Tre Regni, un solo parry
Wo Long è ambientato durante la rivolta dei Turbanti Gialli, nel 184 d.C. Il protagonista è un militare senza nome che si ritrova coinvolto in una lotta tra la dinastia Han, le forze della ribellione e creature demoniache ispirate alla mitologia cinese. La trama è un pretesto per passare da un boss all'altro, con nomi noti come Lu Bu, Cao Cao e Guan Yu reinterpretati in chiave dark fantasy. I dialoghi sono funzionali e la storia non regge il confronto con un RPG narrativo, ma non è questo il punto.
Il fulcro del gameplay è la meccanica di deflecting, molto simile al parry di Sekiro. Puoi deviare quasi ogni attacco nemico, e riuscirci abbassa la barra di spirito del nemico finché non si apre a un colpo critico. La finestra di parata è generosa, molto più di Sekiro, ma questo non rende il gioco facile: i nemici sono aggressivi, i pattern d'attacco sono vari e il ritmo degli scontri è indiavolato. Devi imparare i tempi di ogni nemico, e la curva di apprendimento è ripida all'inizio.
Il sistema del morale è la novità principale. Ogni volta che uccidi un nemico, il tuo morale sale e la tua potenza aumenta. Se muori, scende. Ci sono nemici con un morale più alto del tuo che infliggono danni maggiori e sono più resistenti. È un meccanismo che premia l'aggressività e il risk management, ma che può frustrare se ti ritrovi con il morale a terra dopo una serie di morti. In pratica, più giochi bene e più diventi forte, ma un singolo errore può vanificare ore di progresso.
Build e personalizzazione
Rispetto a Nioh, Wo Long semplifica la gestione delle statistiche. Ci sono cinque attributi (Fase, Terra, Acqua, Fuoco, Legno) che influenzano stili di gioco diversi. Puoi specializzarti in magia, combattimento corpo a corpo, velocità o difesa, ma la differenza tra le build non è marcata come in Nioh 2. Le armi sono tante: spade, alabarde, lance, bastoni e artigli, ognuna con moveset unici. Manca però la profondità di Nioh nelle combinazioni di stance, e questo si sente dopo decine di ore.
I potenziamenti arrivano tramite equipaggiamento e gemme, e il loot system è generoso: trovi costantemente nuove armi con statistiche migliori, ma la gestione dell'inventario diventa presto caotica. Chi ha giocato Nioh sa di cosa parlo. Il bilanciamento delle difficoltà è migliorato con le patch, ma alcune build continuano a essere marcatamente più forti di altre.
I tre DLC aggiungono nuove armi, missioni e boss, portando il totale delle ore a circa 40. Il New Game Plus è presente con difficoltà crescente e loot migliore, un classico Team Ninja. Se ti piace ottimizzare la build e affrontare le stesse missioni con equipaggiamento potenziato, Wo Long offre decine di ore extra.
La varietà degli scenari è un'altra nota dolente. I livelli sono quasi tutti ispirati a fortezze, villaggi in fiamme e grotte. Manca la varietà paesaggistica che ci si aspetterebbe da un gioco ambientato in Cina: si passa da un forte all'altro senza mai vedere davvero la campagna, le montagne o i fiumi del periodo dei Tre Regni. È un peccato, perché la direzione artistica, quando azzecca il colpo, regala scorci memorabili.
L'audio e la colonna sonora sono di buon livello. Kenichiro Suehiro ha composto tracce che mescolano strumenti tradizionali cinesi a orchestrazioni epiche. I combattimenti sono accompagnati da percussioni incalzanti, e i boss hanno temi distintivi che ne enfatizzano la personalità. Il doppiaggio è disponibile in inglese, giapponese e cinese, con sottotitoli in italiano.
Un ultimo appello va all'accessibilità. Wo Long è più accessibile di Nioh grazie a un sistema di deflecting più generoso e alla possibilità di chiamare aiuto tramite NPC o altri giocatori. La difficoltà, però, rimane elevata per chi non ha familiarità con il genere. Le opzioni di personalizzazione della difficoltà sono minime: c'è solo un parametro globale, senza la flessibilità di titoli più recenti. La longevità, come detto, è buona: la campagna base offre circa 25 ore, più altre 15 dai DLC e innumerevoli dal New Game Plus. Il rapporto qualità-prezzo, considerando gli sconti odierni, è più che onesto.
Comparto tecnico e performance
Su PS5, Wo Long gira a 60 fps granitici in modalità prestazioni, con qualche calo durante le battaglie più concitate. La modalità qualità punta ai 30 fps con risoluzione maggiore, ma il salto visivo non è tale da giustificare la perdita di fluidità. Su Series X il discorso è analogo. Su PC, invece, la situazione al lancio era problematica: stuttering, cali di frame rate e ottimizzazione altalenante. Con le patch successive la situazione è migliorata, ma resta un porting non impeccabile.
Graficamente, Wo Long non è all'altezza di Elden Ring. I modelli sono dettagliati ma le texture ambientali sono spesso piatte. La direzione artistica fa il suo dovere, con scenari che spaziano da villaggi in fiamme a fortezze montane, ma manca quel fattore wow che ci si aspetterebbe da un action RPG tripla A del 2023. Gli effetti particellari delle magie sono belli, e i design dei boss demoniaci sono azzeccati.
Contenuti e longevità
La campagna principale dura circa 25-30 ore, più se vuoi esplorare tutte le missioni secondarie. I tre DLC aggiungono nuove armi, missioni e boss, portando il totale a circa 40 ore. Il problema di Wo Long è la varietà: le missioni sono spesso lineari, con pochi segreti da scoprire. Rispetto all'esplorazione orizzontale di Elden Ring o alla complessità dei livelli di Nioh 2, qui si sente la mancanza di una progettazione più ambiziosa. I boss sono il punto forte: Lu Bu merita una menzione speciale come uno dei migliori combattimenti del genere. La sensazione di soddisfazione dopo averlo sconfitto è paragonabile a quella dei boss più iconici di FromSoftware.
Il sistema di progressione delle armi attraverso le gemme (Embed) offre una personalizzazione discreta, ma la gestione dell'inventario resta confusionaria: dopo poche ore ti ritrovi decine di armi con statistiche simili, e capire quale tenere richiede troppo tempo. Un filtro più intelligente avrebbe fatto comodo. Inoltre, l'interfaccia utente non è delle più intuitive: i menu sono fitti e poco chiari, e la descrizione delle abilità è spesso vaga. Ci si abitua, ma l'impatto iniziale è negativo.
Pro: - Sistema di deflecting soddisfacente e ben bilanciato - Boss design eccellente (Lu Bu su tutti) - Build variety discreta - Disponibile su Game Pass dal day one
Contro: - Level design lineare e poco ispirato - Performance PC al lancio problematiche - Meno profondità di Nioh 2 - Gestione inventario caotica
A chi è consigliato
Wo Long è per chi ha amato Sekiro ma vorrebbe un sistema di combattimento più permissivo. È anche per i fan di Team Ninja che hanno giocato Nioh e cercano un'esperienza simile ma con un setting diverso. Se arrivi da Elden Ring e cerchi un combat system più tecnico e meno esplorativo, Wo Long può fare al caso tuo. Se invece quello che ti piace dei soulslike è l'esplorazione e la scoperta, meglio restare su altri titoli.
Su Game Pass è un gioco da provare assolutamente. Se non hai l'abbonamento, il prezzo retail è sceso considerevolmente dal lancio, e oggi lo trovi spesso in sconto.
Conclusione
Wo Long: Fallen Dynasty è un buon action RPG che paga lo scotto di essere uscito all'ombra di Elden Ring. Team Ninja ha fatto un lavoro solido sul combat system, ma ha sacrificato la profondità e la varietà che avevano reso Nioh 2 un capolavoro del genere. È un gioco che consiglio senza riserve a chi cerca azione frenetica e boss fight memorabili, ma con la consapevolezza che non è il nuovo punto di riferimento del genere. Con le patch e i DLC, il pacchetto completo è più soddisfacente, ma la base resta quella di un buon gioco, non di un capolavoro.
FAQ
Wo Long è più facile di Sekiro? La finestra di parry è più generosa, ma i nemici sono aggressivi e le boss fight rimangono impegnative.
Quanto dura Wo Long? Circa 25-30 ore per la campagna principale, 40+ con DLC e NG+.
Wo Long è in italiano? Sì, il gioco è completamente localizzato in italiano (testi e audio).
Serve aver giocato Nioh per capire Wo Long? No, le storie sono indipendenti. I due giochi condividono lo studio di sviluppo ma non l'universo narrativo.
I DLC valgono la pena? Aggiungono boss, armi e missioni. Se ti è piaciuto il combat system e vuoi più contenuti, sì. Se hai finito la campagna e sei passato oltre, no.