videogiochi 2017-08-07

Recensione WWE 2K25: il roster più grande e la lotta che si apre a tutti

WWE 2K25 di Visual Concepts, uscito il 14 marzo 2025, porta il roster oltre i 300 lottatori, introduce l'intergender wrestling, rinnova MyGM con il multiplayer online e sposta il nuovo hub The Island su PS5, Series e PC. Analisi completa.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione WWE 2K25: il roster più grande e la lotta che si apre a tutti

Recensione WWE 2K25: il roster più grande e la lotta che si apre a tutti

La serie WWE 2K ha attraversato negli ultimi cinque anni uno dei ritorni più netti della storia dello sport videoludico: dal disastro tecnico di 2K20 al reset di 2K22, la crescita di 2K23 e la maturazione di 2K24, Visual Concepts ha ricostruito credibilità mattone dopo mattone. WWE 2K25, uscito il 14 marzo 2025 (con l'early access dal 7 marzo per le edizioni speciali), è il capitolo della consolidazione: non rivoluziona la formula, ma la allarga in ogni direzione — il roster più popolato della storia della serie, l'introduzione dell'intergender wrestling, un MyGM finalmente online e un nuovo hub open world chiamato The Island. La domanda, come ogni anno, è quanto sia sufficiente per chi ha già 2K24.

Gameplay: la terza anno del ciclo buono

Il motore di gioco resta quello del ciclo 2K22-2K24, affinato nell'annata. Il sistema a tre livelli — colpi leggeri, forti, e il pagamento della "payback" — regge bene, e le contromosse restano il vero baricentro: leggere il caricamento dell'avversario e reagire al momento giusto distingue ancora un novizio da un veterano. L'annata 2K25 affina l'ambizione dei "big moves" — le mosse top sono più difficili da eseguire contro avversari in piedi — e aggiunge nuove animazioni per le stipulazioni classiche.

La novità di gioco più significativa è l'arrivo dell'intergender wrestling: per la prima volta nella storia moderna della serie, lottatori e lottatrici possono affrontarsi in match uno contro uno. È una richiesta della community vecchia di anni — la WWE reale l'ha razionalmente resa possibile in eventi speciali — e qui diventa pienamente giocabile, con animazioni dedicate e bilanciamento che non riduce le differenze di peso in modo caricaturale. Per il Creation Suite, significa letteralmente raddoppiare le combinazioni possibili.

Le stipulazioni ricevono il consueto lavoro di fonditoria: l'Underground match (ring senza corda, count out inattivo) e il Bloodline Rules match entrano in roster, coerenti con il tema dell'annata. Su PS5 e Series X il gioco gira a 60fps solidi, con la versione PS5 Pro che guadagna una risoluzione intermedia.

Il roster: oltre 300, e un tema Bloodline

Il roster di WWE 2K25 supera i 300 lottatori tra roster principale, NXT, leggende e Hall of Fame: è il più grande mai assemblato nella serie. Ci sono le stelle di oggi — Cody Rhodes, Rhea Ripley, Roman Reigns, CM Punk — e un capitolo di leggende che scava con generosità: da Bret Hart a Brutus Beefcake, con inclusioni che i collezionisti della kayfabe apprezzano.

Il tema dell'annata è la Bloodline: la fazione di Roman Reigns e la sua genealogia — Anoa'i — dominano la presentazione del gioco, con la copertina dedicata a Reigns e la modalità Showcase costruita attorno alla dinastia. La modalità Showcase "The Bloodline Dynasty" ripercorre i momenti chiave della famiglia: le sfide storiche giocabili con obiettivi secondari che sbloccano archivi, con il consueto lavoro documentario — filmati d'epoca, ricostruzioni — che da 2K22 è il formato di riferimento per le modalità "documentario giocabile" nello sport.

Per chi arriva dai capitoli precedenti, il roster vale da solo gran parte del prezzo d'ingresso: la profondità delle scelte (fino ai secondini e alle figure di mezzo) rende ogni MyGM, ogni Universe e ogni online match sensibile a matchup inesplorati.

MyGM: finalmente a tavolino con gli amici

La grande novità gestionale dell'annata è il MyGM online: per la prima volta la modalità dove due (fino a quattro) general manager costruiscono brand rivali in parallelo — draft, booking, firma dei talenti, gestione del morale — si gioca contro altri giocatori, non solo contro l'IA. È l'aggiunta che la community chiedeva dal ritorno della modalità in 2K22, e trasforma MyGM da divertimento solitario da dieci ore a appuntamento ricorrente con gli amici: lo show della settimana diventa un appuntamento, con le scelte di booking che si leggono come provocazioni.

Il sistema gestionale resta volutamente semplice — non è un Football Manager del wrestling — ma le leve sono giuste: i rivalità tra i roster, i tipi di match che generano rating, il budget. Chi vuole profondità da gestionale puro resterà a metà del guado; chi vuole una campagna da giocare con un amico ha finalmente il suo strumento.

The Island: il nuovo hub, con gli occhiali critici

La scommessa più rischiosa dell'annata è The Island: un hub open world online — disponibile solo su PS5, Xbox Series e PC — dove il proprio personaggio creato esplora un'isola a tema WWE, prende missioni, affronta sfide e sì, spende valuta. È l'erede della "City" di NBA 2K, e porta con sé sia il potenziale (un mondo condiviso dove la creazione di personaggio ha una casa) sia i problemi noti del modello: la valuta premium (VC) è tessuto connettivo dell'esperienza, e la struttura quest-based può sembrare più un negozio con attrazioni che un modo di giocare.

Nelle prime settimane dall'uscita la critica ha giudicato The Island con severità: l'idea è interessante, l'esecuzione — missioni ripetitive, progressione legata al grind, spinta sulle microtransazioni — è la parte più discutibile del pacchetto. La buona notizia è che The Island è un'aggiunta, non un sostituto: tutto il resto del gioco — da ShowCase a Universe a MyRISE — vive indipendentemente, e chi ignora completamente l'hub non perde i contenuti tradizionali. La cattiva notizia è che il modello sembra destinato a espandersi nelle annate future.

MyRISE, MyFACTION, Universe: il resto del pacchetto

MyRISE (la carriera) ha due scenari separati questa annata, con storyline scritte per il proprio alter ego; il salto di qualità rispetto alle annate scorse è il collegamento con The Island, che però non invade il percorso principale. La scrittura resta il punto debole cronico: i rivali sono funzionali, i dialoghi da promo sono genuini nel tono ma prevedibili nel risultato.

MyFACTION è la modalità collezionabile con carte: l'annata aggiorna l'economia e le seasonal, ma resta il segmento più aggressivo sulle microtransazioni. Se non amate il formato, si ignora senza sensi di colpa.

Universe — il sandbox della kayfabe — riceve i miglioramenti di sempre: più opzioni di booking automatico, tag team e stables gestite meglio, e le nuove stipulazioni integrate. Per chi vive di Universe, 2K25 è l'annata più ricca.

E il Creation Suite resta il miglior generatore di contenuti mai visto nello sport: l'integrazione dell'intergender, le scansioni facciali migliorate e il community creations (con il peso che i creatori della community hanno nella longevità del gioco) tengono la promessa.

I limiti reali

Il primo limite è la continuità: chi ha 2K24 vede un upgrade incrementale. Il motore è lo stesso, il gameplay è raffinato più che ripensato, e il valore dell'annata sta nel roster, MyGM online e le novità di gioco minori. Per il giocatore occasionale la differenza è percepibile; per chi gioca online tutto l'anno, è l'upgrade annuale consueto.

Il secondo: The Island e MyFACTION tirano il gioco verso la monetizzazione. Niente è pay-to-win nel ring puro, ma la pressione economica esiste, e in MyFACTION è sostanziale. È il costo dell'era 2K Sports.

Il terzo: su PC il porting resta suddetto migliorabile — prestazioni coerenti ma qualche problema di ottimizzazione nelle arene affollate. Su PS4 e Xbox One il gioco esiste ma le ambizioni di The Island sono escluse, e la generazione precedente sente l'età.

Il quarto, di ogni annata: il commento. Michael Cole e Corey Graves fanno il loro lavoro con competenza, ma dopo alcune ore le frasi si ripetono — il limite strutturale del formato, mai davvero risolto.

Confronto con la serie recente

Caratteristica WWE 2K24 WWE 2K25
Roster ~250 300+
Intergender No Sì
MyGM online No Sì (fino a 4)
Showcase 40 Years of WrestleMania Bloodline Dynasty
Hub open world No The Island (PS5/Series/PC)
Nuove stipulazioni Gauntlet, special referee Underground, Bloodline Rules
Motore 2K22-cycle Stesso, raffinato

La tabella dice tutto: 2K25 è l'annata dell'allargamento, non del ripensamento.

Pro e contro

Pro - Roster oltre 300 lottatori: il più ricco della serie - Intergender wrestling finalmente giocabile - MyGM online: la novità che la community chiedeva da anni - Showcase Bloodline ben documentato e giocabile - Gameplay del ciclo 2K22+, stabile e profondo - Creation Suite e community creations ai livelli storici

Contro - The Island: idea interessante, esecuzione grind e VC-heavy - MyFACTION resta aggressivo sulle microtransazioni - Upgrade incrementale rispetto a 2K24 - Versioni old-gen senza le novità principali - Commento ripetitivo come sempre

FAQ

WWE 2K25 vale l'upgrade da 2K24? Per chi gioca MyGM, usa online o colleziona il roster: sì. Per chi gioca solo la carriera ogni anno: mediamente, meglio aspettare un sconto.

È disponibile su PS4 e Xbox One? Sì, ma senza The Island e con presentazione ridotta. Le novità principali sono su PS5, Xbox Series e PC.

Le microtransazioni sono invasive? In MyFACTION e The Island sì, in modo consistente. Nel resto del gioco — Showcase, Universe, MyRISE, match classici — si può giocare senza spendere un euro oltre il gioco base.

Che cos'è la modalità Showcase di quest'anno? "The Bloodline Dynasty": la storia giocabile della dinastia Anoa'i, dai momenti storici alla Bloodline di Roman Reigns, con obiettivi secondari e materiale d'archivio.

C'è il cross-play? Sì, il multiplayer online supporta cross-play tra PlayStation, Xbox e PC nelle modalità principali.

Quanto dura? Showcase: 6-8 ore. MyRISE: 15-20 ore. MyGM: decine di ore, infinite con il multiplayer. Universe e online: infinite. Il gioco base è un pacchetto da centinaia di ore per il fan.

Il wrestling intergender è completo? Sì, i match one-on-one tra lottatori di sesso diverso sono pienamente supportati con animazioni dedicate, in tutte le modalità che permettono matchup liberi.

Verdetto

WWE 2K25 è l'annata della portata: il roster più grande di sempre, la rottura dell'ultima barriera di gioco (l'intergender), il MyGM che diventa sociale e un hub open world che punta al futuro — anche se con un'idea di progressione che il pubblico critico ha giustamente contestato. Il gameplay del ciclo 2K22+ resta il miglior wrestling simulato mai fatto, e per chi ama costruire — personaggi, show, brand — non esiste concorrente sul mercato. The Island e MyFACTION sono il prezzo dell'era moderna: si possono ignorare, ma respirano. Per i fan, l'acquisto è quasi automatico; per i ricorrenti di 2K24, la scelta dipende da quanto vale per voi il MyGM online e trecento lottatori.

Voto: 8/10

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