videogiochi 2017-04-17

Recensione Fire Emblem Engage (2023): tattica pura e gli Emblemi del passato

Fire Emblem Engage di Intelligent Systems è il diciassettesimo capitolo della serie. 12 Emblem Ring, combattimento tattico profondo e l'hub del Somniel su Nintendo Switch.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Fire Emblem Engage (2023): tattica pura e gli Emblemi del passato

Recensione Fire Emblem Engage (2023): tattica pura e gli Emblemi del passato

Dopo il successo planetario di Three Houses, Intelligent Systems aveva una scelta da fare. Raddoppiare sulla componente sociale che aveva conquistato milioni di giocatori, o tornare alle radici tattiche della serie. Fire Emblem Engage, uscito il 20 gennaio 2023 su Nintendo Switch, sceglie la seconda strada, e non ha dubbi. È il diciassettesimo capitolo della serie, e la sua dichiarazione di intenti è il combattimento. Il risultato è un gioco strategicamente profondo e meccanicamente raffinato, con una storia più leggera di quella del predecessore. Chi amava Three Houses per i personaggi e i legami rimarrà a metà strada. Chi amava la serie per le mappe e le tattiche avrà un capitolo tra i più curati degli ultimi anni.

La storia, tra draghi e anelli

Il protagonista è Alear, un drago in forma umana che si risveglia da un sonno millenario proprio quando le forze del Drago Caduto Sombron tornano in movimento. La terra è Elyos, e il conflitto passa attraverso il Regno di Elusia e le armate di non-morti risorte dal nemico. Alear viaggia per raccogliere alleati e recuperare i dodici anelli magici che contengono le copie spettrali degli eroi dei giochi precedenti della serie.

La struttura è lineare, senza le scelte di fazione che avevano fatto la fortuna di Three Houses. La narrazione punta sull'eroe che cresce nel ruolo, con toni da heroic fantasy dichiarati. I critici hanno trovato la storia e i personaggi meno memorabili di quelli del predecessore, e non a torto. Il cast di nuovi personaggi spazia tra archetipi riconoscibili, con qualche eccezione toccante, e chi cerca la profondità narrativa di Garreg Mach rimarrà deluso.

Il vero ruolo della storia è dare contesto ai dodici Emblemi. Marth, Celica, Sigurd, Leif, Roy, Lyn, Eirika ed Ephraim, Ike, Micaiah, Lucina, Corrin e Byleth tornano come spettri che dialogano con il cast, e per chi ha attraversato la serie negli anni questi ritorni sono omaggi che funzionano, con conversazioni che giocano sulla storia di ogni personaggio.

Gli Emblemi, il sistema che definisce il gioco

Il cuore di Engage sono gli Emblem Ring. Equipaggiando un anello, un personaggio guadagna bonus statistici, nuove competenze con le armi e le skill legate all'Emblema, anche se l'anello viene poi spostato su un altro. La meccanica chiave è l'Engage. Per un numero limitato di turni il personaggio si fonde con il proprio Emblema, sbloccando skill passive, le armi dell'eroe e una mossa singola d'attacco, spesso devastante. Esaurito l'Engage, il misuratore si ricarica combattendo.

La gestione del misuratore è il cuore tattico del gioco. Sapere quando fondersi e quando conservare fa la differenza nelle mappe più dure, e i boss sono progettati per punire gli Engage spesi alla leggera. Oltre ai dodici anelli principali esiste il sistema dei Bond Ring, anelli più deboli per i personaggi rimasti senza Emblema, che tengono in piedi i secondari senza sminuire il sistema.

Ogni Emblema cambia il personaggio che lo porta. Marth rende aggressivo con i colpi multipli, Sigurd trasforma chiunque in una cavalleria veloce con la mobilità extra, Byleth supporta gli alleati con le aste. La sperimentazione dei pairing è parte del gioco, e trovare la coppia giusta tra personaggio ed Emblema è una delle soddisfazioni più nette della build.

Le mappe e il combattimento tattico

Le mappe di Engage sono tra le più curate della serie. Mappa a griglia come una grande scacchiera, con fasi alternate tra giocatore e nemico, terreno che dà bonus difensivi, fiumi passabili solo ai volanti, fortezze che curano chi le occupa. Ogni missione ha obiettivi che vanno oltre il semplice rastrellamento, con difese, sopravvivenze a turni e obiettivi multipli.

Il triangolo delle armi è di ritorno. La spada batte l'ascia, la lancia batte la spada, l'ascia batte la lancia, e chi attaca con vantaggio e colpisce infligge lo status Break, che blocca i contrattacchi per due combattimenti. Le due nuove meccaniche sono le Chain Attack, con cui certe classi si aggiungono all'attacco di un alleato vicino, e le Chain Guard, che nullificano un attacco contro un alleato adiacente. Il sistema premia il posizionamento di squadra più della media della serie.

I tre livelli di difficoltà si affiancano alla scelta tra modalità Classic, con la morte permanente dei caduti, e Casual, dove i caduti tornano a fine mappa. La difficoltà più alta è il bersaglio dei veterani, e le mappe secondarie e le paralogue offrono sfide extra per allenarsi. La rigiocabilità è alta, con cast vasto e pairing da sperimentare.

Il Somniel, l'hub volante

Tra una battaglia e l'altra il cast si ritrova al Somniel, una base volante che svolge il ruolo che Garreg Mach aveva in Three Houses. È più ridotto del monastero, ma le attività ci sono tutte. Forgiare le armi, preparare i pasti con gli ingredienti raccolti, pescare, allenarsi, lucidare gli anelli, giocare nei minigiochi e fare arena. I pasti condivisi alzano le statistiche temporanee, e l'interazione con gli Emblemi sblocca conversazioni e livelli di legame.

Con un abbonamento Nintendo Switch Online esistono due modalità multiplayer quasi asincrone. Le Relay Trials cooperative e le Outrealm Trials competitive, dove però l'IA controlla sempre i nemici. È multiplayer in senso lato, e nessuno dovrebbe comprarlo per questo.

Contenuti, DLC e vendite

Il gioco ha ricevuto un season pass DLC a onde, con la Wave 4 che include il Fell Xenologue, una side story completa con cast dedicato. Il DLC non è necessario per completare il gioco, e il contenuto base è autosufficiente di suo. Le vendite hanno superato 1,6 milioni di copie nei primi tre mesi, un risultato solido per il genere sulla Switch.

Caratteristica Fire Emblem Engage Three Houses Path of Radiance
Metacritic 84/100 89/100 85/100
Uscita 2023 2019 2005
Emblemi Sì No No
Hub sociale Ridotto Ampio Assente
Scelte di fazione No Sì Parziali
Durata campagna 40 ore 60 ore 35 ore

Il confronto racconta la scelta di Intelligent Systems. Engage vince sul combattimento e perde sulla narrazione, e il Metacritic più basso di Three Houses riflette esattamente questo scambio.

Limiti reali

I limiti sono gli stessi che i critici hanno sottolineato all'uscita. La storia è meno profonda di Three Houses, con un cast principale che resta sugli archetipi e un worldbuilding più sottile. Il Somniel è funzionale ma noioso rispetto al monastero, con le attività che sembrano obbligatorie più che divertenti. Le animazioni dei duelli si ripetono in modo visibile nelle fasi lunghe, e chi passa da Three Houses sentirà la mancanza delle scelte di fazione.

Il prezzo pieno, con un DLC corposo venduto a parte, è un punto che i detrattori hanno giustamente sollevato. Il contenuto base resta comunque completo, e il gioco non penalizza chi non compra il season pass.

Pro e Contro

Pro - Sistema degli Emblemi geniale e stratificato - Mappe tra le più curate della serie - Chain Attack e Chain Guard che premiano il posizionamento - Difficoltà ben calibrata con Classic e Casual - Cast vasto e rigiocabilità alta

Contro - Storia meno profonda di Three Houses - Personaggi principali sugli archetipi - Hub del Somniel funzionale ma noioso - Animazioni dei duelli ripetitive

A chi è consigliato

Engage è per chi amava la serie per le mappe e le tattiche, per chi arriva dai capitoli classici e per chi cerca un RPG tattico da quaranta ore con rigiocabilità vera. È un buon punto di partenza per i nuovi giocatori, grazie a un tutorial curato e alle tre difficoltà. Sconsigliato a chi cerca una storia al livello di Three Houses, e a chi gioca solo per la componente sociale.

Domande frequenti (FAQ)

Fire Emblem Engage è un buon punto di partenza?

Sì, il tutorial è curato e le tre difficoltà regolabili rendono l'ingresso accessibile. Non servono conoscenze dei capitoli precedenti, anche se i fan apprezzeranno di più gli Emblemi.

Quanto dura Fire Emblem Engage?

La campagna principale dura circa 35-40 ore. Il contenuto opzionale, le paralogue e il DLC portano la durata oltre le 60.

Il DLC è necessario?

No. Il season pass aggiunge il Fell Xenologue, una side story completa, ma il gioco base è completo di suo e il finale non dipende dal DLC.

Il gioco è in italiano?

Sì, Fire Emblem Engage è tradotto completamente in italiano nei testi, come la tradizione Nintendo per le uscite principali.

Quali sono le differenze con Three Houses?

Engage punta tutto sul combattimento tattico, con gli Emblemi e le mappe curate, e riduce la componente sociale a un hub funzionale. Three Houses aveva scelte di fazione e un cast più profondo, ma un combattimento meno raffinato.

Conclusione

Fire Emblem Engage è un capitolo che fa una scelta e la porta fino in fondo. Tutto sul combattimento, con gli Emblemi, le Chain Attack e le mappe più curate degli ultimi anni, e poco sulla narrazione, con una storia leggera e un cast sugli archetipi. Le recensioni positive ma più fredde di Three Houses raccontano esattamente questo scambio, e le 1,6 milioni di copie vendute nei primi tre mesi dicono che la scelta ha trovato il suo pubblico.

Per i veterani della serie è un ritorno alle origini tattiche che funzionava, per i nuovi è un ingresso accessibile e profondo al tempo stesso, per chi cercava un sequel sociale di Three Houses è un capitolo che resta a metà strada. Un acquisto consigliato per gli amanti del genere tattico, che sulla Switch non ha molti rivali al suo livello di raffinatezza.

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