videogiochi 2017-03-20

Recensione Pikmin 4: la strategia gentile che insegna a perdere bene

Pikmin 4, uscito il 21 luglio 2023 su Switch, è il capitolo più accessibile e rifinito della serie: Oatchi il cane, i Pikmin Ghiaccio e Luminosi, le spedizioni notturne e il Dandori come filosofia di gioco. Analisi completa.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Pikmin 4: la strategia gentile che insegna a perdere bene

Recensione Pikmin 4: la strategia gentile che insegna a perdere bene

Dieci anni. Tanti sono passati tra Pikmin 3 (2013) e Pikmin 4, un lasso di tempo in cui la serie è sopravvissuta grazie a porting, rimaster e alla versione mobile Pikmin Bloom, e in cui i fan avevano smesso di chiedersi se il quarto capitolo sarebbe arrivato, chiedendosi piuttosto quando Shigeru Miyamoto — papà spirituale della serie da quando nel 2001 la inventò insieme a Luigi's Mansion — avrebbe trovato il modo giusto di farlo tornare. Il modo giusto si chiama Pikmin 4, è uscito il 21 luglio 2023 esclusivamente su Nintendo Switch, e la sua mossa più brillante è paradossale: un gioco di strategia che perde apposta, spesso, per insegnarti a ragionare meglio.

La premessa: rescue Corps e un pianeta familiare

La storia parte con un incidente a cascata: la Rescue Corps, un'organizzazione spaziale di soccorso, si schianta su un pianeta terrestre (e no, il gioco non lo nomina mai, ma i "tesori" da recuperare sono chiaramente oggetti umani: dadi, coperchi, tastiere di smartphone) andato a recuperare il capitano precipitato prima di loro. Voi siete l'ultimo membro dell'equipaggio, atterrate tra i rovi del giardino posteriore e scoprite che le lancette del tempo qui sono schiacciate: un minuto di gioco vale parecchi di gioco reale, e la luce del giorno è la risorsa più preziosa che c'è.

Chi conosce la serie sa che questa cornice è il pretesto, non il contenuto. Il contenuto sono i Pikmin: creature vegetali di un centimetro, disponibili in otto varietà durante il gioco, ognuna con un tratto specifico. I Rossi resistono al fuoco, i Gialli all'elettricità e volano quando lanciati, i Blu nuotano, i Rocciosi rompono cristalli e scoperchiano nemici corazzati, i Viola pesano il triplo e schiacciano, i Bianchi sono rapidi e immuni ai veleni. I due nuovi arrivati completano il quadro: i Pikmin Ghiaccio congelano acqua e nemici, permettendo per la prima volta di gestire molti pericoli acquatici senza i Pikmin Blu, e i Pikmin Luminosi — incorporei, solamente notturni — rendono possibile quello che la serie aveva sempre vietato: giocare di notte.

Oatchi: il cane che cambia il gioco

La novità che ridefinisce Pikmin 4 non è un Pikmin, è un mammifero: Oatchi, il cane-spazio della Rescue Corps, un compagno permanente che potete cavalcare e che trasforma l'esplorazione in qualcosa di stratificato. Su Oatchi, i vostri cento Pikmin (il limite storico della serie, qui di nuovo presente) viaggiano come un convoglio; con Oatchi, si attraversano i fiumi, si staccano i cancelli, si carichano i nemici con l'abilità "Pounce" e si trasportano oggetti pesanti che da soli richiederebbero mezza colonia.

Oatchi risolve il problema più antico della serie: la fragilità. Nei Pikmin classici, il capitano è fatto di carta — muore se lo becca un soffio, praticamente — e la morte del capitano costava giorni. Qui il capitano cade, si stordisce, si rialza: la punizione per l'errore è perdere tempo, non riavviare. Ed è una scelta filosofica coerente con l'intero design del quarto capitolo: Nintendo ha deciso che voleva che tutti giocassero Pikmin, non solo i veterani temprati dalle 30 ore di Pikmin 2 e dai countdown ossessivi del primo.

Il Dandori: ordinare il caos in fretta

La parola che Pikmin 4 aggiunge al dizionario del gioco è Dandori, un termine giapponese che indica l'arte di organizzare bene ed efficientemente — il contrario del ritardo. È la parola che il gioco usa nei tutorial, ed è la chiave di tutto: le sfide Dandori sono mini-arena contro il tempo dove dovrete raccogliere tesori o sconfiggere nemici più velocemente di un avversario, e il gioco intero è, di fatto, un esercizio di Dandori continuo: quanto bene riuscite a muovere cento creature e un cane tra incarichi concorrenti nei minuti che vi lascia il sole.

È qui che Pikmin 4 mostra la sua profondità apparentemente nascosta: se il gioco vi sembrerà facile — e nei primi settanta minuti lo è — è perché state giocando male. Più avanti, quando le zone si apriranno in più livelli, quando i tesori richiederanno divisioni dell'esercito in squadre parallele, quando il dog andrà a est e il capitano a ovest, la barra del tempo tornerà ad essere nemica, e capiterete che la difficoltà bassa percepita era in realtà una lente di ingrandimento sulle vostre debolezze organizzative.

Le spedizioni notturne

La seconda grande novità sono le spedizioni notturne: per la prima volta nella serie, il buio non è la fine della giornata ma una modalità a parte. Quando il sole tramonta e i Pikmin vengono rinchiusi in sicurezza alla base, potete scegliere di restare fuori con i Pikmin Luminosi per difendere il Labo — la fonte di glowsap necessaria a migliorare Oatchi — dalle ondate di creature notturne che altrimenti non incontrereste mai.

Le spedizioni notturne sono tower defense nel senso più dolce del termine: piazzate lumiknights, gestite i glows, coordinate le onde. Sono opzionali, ma le ricompense — i miglioramenti di Oatchi — le rendono praticamente obbligatorie per chi vuole godersi l'intero pacchetto di abilità del cane. E i boss notturni, creature gigantesche illuminate al contrario, sono tra gli incontri più suggestivi visivamente dell'intero catalogo Switch.

Struttura: gli esploratori e la rincorsa al soccorso

Il mondo di Pikmin 4 è diviso in sei aree principali, ognuna con tesori, castori ingegneri della serie (la famiglia dei Leaflings è qui, con uno twist narrativo che i fan apprezzeranno) e un castello sotterraneo di grotte multi-livello da ripulire. La struttura è a missione: atterrate, esplorate, tornate alla nave prima di notte, pianificate il giorno dopo. Il progresso è guidato dal recupero dei membri della Rescue Corps e dalla collezione di tesori che alimentano la macchina del tempo.

Il ritmo è calibrato con una precisione che solo gli studi interni Nintendo sanno dosare: ogni area presenta una nuova meccanica (il gelo, il vento, l'acqua corrente), ogni grotta ha un tema e un boss, e il gioco alterna fasi di esplorazione contemplativa a momenti di tensione cronometrica senza mai sommergervi. Le grotte ripristinano il ritmo del Pikmin 2 — dungeon con conteggi di tesori e nemici — ma senza l'ingordigia tempestiva della modalità di quel capitolo.

Comparto tecnico: piccolo grande mondo

Pikmin 4 è tecnicamente eccellente per Switch: girare in un giardino suburbano in scala 1:10, con l'erba alta come palme e le recinzioni come muri urbani, continua a essere uno dei trucchi visivi più affascinanti del medium. Il motore mantiene una risoluzione stabile in dock e i framerate reggono anche negli scenari affollati di Pikmin — e cento creature animate simultanee, con fisica di scontro, sono un carico serio che il gioco gestisce senza crolli evidenti.

Le creature sono animate con la cura tipica Nintendo: i Pikmin si incantano, cadono, si agitano quando corrono, urlano in una lingua inventata che dopo dieci anni resta strappacuori. I nemici, creature-spot in stile "naturali ma strani", sono disegnati con una logica ecologica che li rende credibili: ogni bestia ha un comportamento, un habitat, un punto debole coerente. E la colonna sonora — atmosfere orchestrali leggere con influssi jazz e marimbe — è una delle più piacevoli da ascoltare in ore di gioco della generazione.

I limiti reali

Il primo limite è il rovescio della medaglia del design accessibile: la campagna non mette mai sotto pressione reale. Il timer giornaliero è generoso, le morti di Pikmin sono recuperabili (il gioco risveglia in fabbrica le vittime come foglie), e chi conosce la serie troverà le prime dieci ore quasi senza attrito. Il vero gioco difficile esiste — le Dandori Challenges, i Dandori Battles contro l'IA, il post-game con Olimar — ma chi vuole la tensione da Pikmin 1 alla faccia deve andare a cercarsela, e Nintendo avrebbe potuto offrire una modalità "veterano" in modo più evidente.

Il secondo: la camera. In aree affollate con oggetti alti, la vista sopra la testa a volte si incaglia dietro tronchi e strutture, e in una partita in cui ogni secondo conta, ridefinire la camera a mano è un costo. Non è il disastro che era in Pikmin 3 Deluxe, ma è il difetto tecnico più percepibile.

Il terzo: l'assenza di multiplayer simultaneo. I Dandori Battles si giocano in split-screen locale contro un amico o contro l'IA, ma non c'è cooperazione vera — un peccato in una serie perfetta per giocare in due, e una scelta che Nintendo ha rimandato per vent'anni.

Il quarto, minore: i dialoghi e la cornice narrativa sono funzionali ma volutamente piatti, e il tono da manuale di scout della Rescue Corps, ripetuto nelle interfacce, può far sorridere dopo venti ore.

Confronto con la serie

Caratteristica Pikmin 1 (2001) Pikmin 2 (2004) Pikmin 3 (2013) Pikmin 4 (2023)
Giorni di gioco 30 limite Illimitati Illimitati (missioni) Illimitati
Difficoltà Alta Media-alta Media Bassa (su campagna)
Compagno speciale No Louie Tre capitani Oatchi
Tipi di Pikmin 5 6 5 8
Modalità notturna No No No Sì
Multiplayer Sfida 2p Battaglie 2p Bingo Battle Dandori Battle 2p

Il verdetto storico è chiaro: Pikmin 4 non è il capitolo più difficile (quel posto resta a Pikmin 1), né il più ingordo (Pikmin 2), ma è il più completo, il più accessibile e il più ricco di contenuti. Per un neo-arrivato è la porta d'ingresso perfetta; per un veterano è un capitolo da giocare sapendo di dover cercare la sfida oltre la campagna.

Pro e contro

Pro - Oatchi rivede la formula mantenendone l'anima - Le spedizioni notturne sono la novità più riuscita della serie dal 2004 - Il Dandori trasforma l'organizzazione in sport - Presentazione tecnica tra le migliori su Switch - Contenuto enorme: campagna, grotte, sfide, post-game con Olimar - Accessibile ai nuovi arrivati senza tradire la profondità

Contro - Campagna principale poco pressante per i veterani - Camera impastata nelle zone dense - Niente co-op simultaneo - Cornice narrativa volutamente minima - Alcune sfide Dandori più frustranti che istruttive

FAQ

Pikmin 4 è adatto ai bambini? Sì, è probabilmente il capitolo più adatto: la difficoltà bassa, l'assenza di morte permanente dei Pikmin e i tutorial gentili lo rendono giocabile da un pubblico di 7-8 anni con un po' di pazienza, ed è un ottimo gioco per insegnare pianificazione.

Quanto dura? La campagna principale richiede 20-25 ore; il completamento dei tesori, delle grotte e delle sfide Dandori porta il totale oltre le 40 ore, più il post-game con Olimar e la missione finale segreta.

Oatchi può morire? No: se esaurisce la salute si stordisce e torna alla base, riattivabile dopo un po' di tempo. Nessuna conseguenza permanente.

Esiste una modalità multiplayer? I Dandori Battles supportano due giocatori in split-screen locale. Non c'è co-op di campagna né online.

Serve aver giocato i Pikmin precedenti? No, Pikmin 4 è un riavvio narrativo autosufficiente. I fan riconosceranno referenze e personaggi, ma i nuovi arrivati non perderanno nulla.

Su quali piattaforme è disponibile? Esclusiva Nintendo Switch, giocabile sia in portatile che in dock. Non è stata annunciata alcuna versione per altre piattaforme.

Il gioco è in italiano? Sì, testi in italiano completi. I Pikmin parlano la loro lingua inventata, quindi non ci sono voci da doppiare in senso stretto.

Verdetto

Pikmin 4 è il capitolo che la serie attendeva da dieci anni, e lo è perché ha capito che il problema del franchise non era la qualità — sempre altissima — ma la portata: troppa nicchia, troppo timore di spaventare chi arrivava dai tower defense mainstream. Con Oatchi, con le notti giocabili, con il Dandori come disciplina trasmessa attraverso il gioco stesso, Nintendo ha costruito il Pikmin più completo e ospitale senza svenderne l'identità. La difficoltà bassa della campagna è una scelta, non una cattiva esecuzione, e la profondità c'è tutta — nelle sfide, nelle grotte, nel post-game — per chi vuole andarsela a prendere. Dopo ventidue anni, la serie di Miyamoto ha finalmente il capitolo che può consigliare a chiunque senza avvertenze.

Voto: 9/10

#pikmin 4 #nintendo #strategia #realtime #oatchi #dandori #switch #recensione

Continua a leggere

ScontiNinja The Art of Smart Buying
Privacy Policy Cookie Policy © 2026 ScontiNinja