Recensione Conan Exiles (2018): sopravvivenza nell'era hyboriana
Conan Exiles di Funcom è un survival MMO ambientato nel mondo di Conan. Costruzione, combattimento e schiavitù nel regno hyboriano. La recensione.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Conan Exiles (2018): sopravvivenza nell'era hyboriana
Conan Exiles è un survival game open world ambientato nell'universo di Conan il Barbaro. Sviluppato da Funcom, è un gioco dove si inizia nudi e disarmati in un deserto e si finisce a capo di un impero di schiavi.
Sopravvivenza e costruzione
La sopravvivenza è brutale. Sete, fame, temperature estreme. Il clima varia da torrido a gelido, e bisogna vestirsi di conseguenza. Si costruisce dai ruderi in paglia alle fortezze in pietra.
Il sistema di schiavitù è unico: si possono catturare NPC e renderli seguaci. Alcuni lavorano nelle stazioni di crafting, altri combattono al fianco del giocatore. I seguaci hanno abilità e livelli.
Mondo aperto
La mappa è vastissima, basata sulla geografia delle storie di Conan. Templi, dungeon, fortezze. I boss mitologici: serpenti giganti, draghi, giganti.
Il combattimento è basato su armi e posizioni. Si sceglie la direzione dell'attacco, si para, si schiva. Il sistema è più profondo dei survival standard.
Pro e Contro
Pro Mondo vasto e fedele all'universo di Conan Sistema di schiavitù originale Costruzione flessibile PvE e PvP server Supporto DLC
Contro Performance non ottimali Grind pesante Bug frequenti DLC cosmetici costosi
Verdetto
Conan Exiles è uno dei survival più completi e affascinanti. L'ambientazione hyboriana è resa con cura e il sistema di schiavitù aggiunge profondità. Non è perfetto tecnicamente, ma per chi ama il genere offre centinaia di ore di contenuti.