videogiochi 2016-03-21

Recensione Conan Exiles (2018): sopravvivenza nell'era hyboriana

Conan Exiles di Funcom è un survival MMO ambientato nel mondo di Conan. Costruzione, combattimento e schiavitù nel regno hyboriano. La recensione.

Autore Matteo Ricci

Matteo Ricci

Editorial Columnist

Recensione Conan Exiles (2018): sopravvivenza nell'era hyboriana

Conan Exiles è un survival game open world ambientato nell'universo di Conan il Barbaro. Sviluppato da Funcom, è un gioco dove si inizia nudi e disarmati in un deserto e si finisce a capo di un impero di schiavi.

Sopravvivenza e costruzione

La sopravvivenza è brutale. Sete, fame, temperature estreme. Il clima varia da torrido a gelido, e bisogna vestirsi di conseguenza. Si costruisce dai ruderi in paglia alle fortezze in pietra.

Il sistema di schiavitù è unico: si possono catturare NPC e renderli seguaci. Alcuni lavorano nelle stazioni di crafting, altri combattono al fianco del giocatore. I seguaci hanno abilità e livelli.

Mondo aperto

La mappa è vastissima, basata sulla geografia delle storie di Conan. Templi, dungeon, fortezze. I boss mitologici: serpenti giganti, draghi, giganti.

Il combattimento è basato su armi e posizioni. Si sceglie la direzione dell'attacco, si para, si schiva. Il sistema è più profondo dei survival standard.

Pro e Contro

Pro Mondo vasto e fedele all'universo di Conan Sistema di schiavitù originale Costruzione flessibile PvE e PvP server Supporto DLC

Contro Performance non ottimali Grind pesante Bug frequenti DLC cosmetici costosi

Verdetto

Conan Exiles è uno dei survival più completi e affascinanti. L'ambientazione hyboriana è resa con cura e il sistema di schiavitù aggiunge profondità. Non è perfetto tecnicamente, ma per chi ama il genere offre centinaia di ore di contenuti.

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