Recensione Judas (2025): il successore spirituale di BioShock
La recensione di Judas, il nuovo gioco di Ken Levine e Ghost Story Games. Un FPS narrativo ambientato su un'astronave morente con un sistema di relazioni unico.
Matteo Ricci
Editorial Columnist
Recensione Judas (2025)
Ken Levine torna dopo quasi un decennio dal suo ultimo lavoro, e l'attesa si sentiva. Judas non è BioShock, ma lo sembra talmente tanto che chiamarlo semplice successore spirituale sarebbe riduttivo. È più come se Levine avesse preso ciò che funzionava di Rapture e Columbia, lo avesse fuso con le meccaniche narrative di un gioco di ruolo, e lo avesse inscatolato in un'astronave in fiamme chiamata Mayflower.
La premessa è semplice: interpretiamo Judas, un'anima dannata a bordo di una nave spaziale che sta morendo. I tre leader dell'equipaggio hanno perso la testa e ognuno vuole distruggere la nave a modo suo. Il problema è che voi non potete sopravvivere se la nave esplode, e loro non possono morire. O almeno, non facilmente.
Gameplay
Judas è uno sparatutto in prima persona con forti elementi da immersive sim. Avete una pistola, una serie di poteri psichici chiamati Echi, e un paio di strumenti che si sbloccano man mano che esplorate i settori della Mayflower. Le armi non sono molte, ma ognuna ha munizioni speciali e modifiche che ne cambiano radicalmente il comportamento.
Il vero piatto forte del gioco è il sistema delle relazioni. I tre leader non sono semplici boss da affrontare in sequenza. Ognuno ha una propria agenda, e voi potete decidere di aiutarli, sabotarli, o tradirli. Ogni scelta ha conseguenze immediate sul gameplay: se tradite uno dei leader, quel settore della nave diventa ostile. Se ne aiutate un altro, sbloccate nuovi poteri o percorsi alternativi.
Il bello è che i leader parlano con voi durante il gioco, vi fanno proposte, vi minacciano, cercano di manipolarvi. E il gioco reagisce alle vostre scelte in tempo reale. Un corridoio che prima era aperto potrebbe chiudersi. Un alleato si trasforma in nemico. Una missione secondaria scompare perché la fonte del contratto è stata uccisa.
I poteri Echi sono la controparte dei plasmidi di BioShock. Ci sono poteri offensivi (scariche elettriche, raffiche di fuoco), utilità (teletrasporto a corto raggio, scudi psichici) e manipolativi (controllo mentale temporaneo, visione migliorata). L'energia per usarli si ricarica lentamente, ma si possono trovare batterie nei livelli.
Il level design merita un discorso a parte. La Mayflower è un labirinto verticale con collegamenti nascosti, ascensori sabotati e condotti di aerazione. Esplorare ogni stanza paga quasi sempre: c'è sempre un messaggio vocale, un diario o un potenziamento nascosto. La sensazione di scoperta è costante, e anche dopo ore si trovano angoli della nave che non si erano mai visti. I percorsi si aprono e chiudono in base alle decisioni, quindi due giocatori con alleanze diverse vedranno sezioni completamente differenti della stessa mappa.
Il combattimento ha un ritmo più lento e ragionato rispetto alla media degli FPS. I nemici incassano diversi colpi prima di cadere, e le vostre risorse sono limitate. Meglio studiare la situazione, scegliere il potere giusto e colpire al momento opportuno che fare irruzione a testa bassa. Chi arriva da Call of Duty potrebbe trovare il ritmo snervante, ma per gli amanti degli immersive sim è manna dal cielo.
Tecnica
Il motore grafico è proprietario, sviluppato internamente da Ghost Story Games. Non sfrutta l'Unreal Engine ma ha una sua identità visiva forte. Le texture non sono sempre al livello dei tripla A più blasonati, ma la direzione artistica compensa ampiamente. I modelli dei personaggi sono espressivi, i volti raccontano storie anche senza dialoghi.
L'illuminazione è il punto forte. La Mayflower è un'astronave malata, e si vede: luci tremolanti, incendi che illuminano le stanze, buio pesto intervallato da bagliori arancioni. L'ottimizzazione su PC è discreta, con qualche calo nei settori più affollati. Su console, il gioco gira a 60 fps stabilizzati con risoluzione dinamica.
Il sonoro è magnifico. La colonna sonora mescola orchestrazioni cupe con elettronica sperimentale, e cambia tessitura in base alle alleanze che stringete. I dialoghi sono scritti con la solita verve di Levine, anche se qualche battuta sembra un po' troppo costruita.
Arte
L'estetica di Judas è un incrocio tra il decò decadente di BioShock e il body horror industriale di Event Horizon. Ogni settore della Mayflower ha un tema visivo: i giardini idroponici sono luminosi ma infestati da parassiti mutanti; i dormitori sono tetri e claustrofobici, pieni di cadaveri lasciati marcire.
Le cutscene sono realizzate in engine e raccontano la storia senza togliere mai il controllo al giocatore. Ogni leader ha un design che riflette la propria follia: uno è un generale pazzo con armature barocche, l'altra è una scienziata bionica con metà del volto sostituito da innesti, il terzo è un'entità digitale intrappolata in un monitor che si muove per la nave. L'attenzione al dettaglio nei loro quartieri privati racconta più di mille parole: la cappella del generale, il laboratorio della scienziata, il server room dell'entità.
Le ambientazioni, pur restando confinate negli spazi di un'astronave, riescono a essere sorprendentemente varie. Un settore è un giardino botanico in decomposizione, un altro è una pista da ballo abbandonata con luci stroboscopiche ancora funzionanti, un altro ancora è un archivio dove i ricordi dei defunti vengono conservati in cassette digitali. Ogni luogo ha una storia da raccontare, e il gioco non ha fretta di portarvi via.
Longevità
La campagna dura circa 18-20 ore, ma il sistema di scelte multiple invita a più playthrough. I poteri che sbloccate e le alleanze che formate cambiano i livelli in modo sostanziale, rendendo la seconda partita significativamente diversa. Peccato che manchi una modalità New Game Plus vera e propria.
Non ci sono modalità multiplayer, e probabilmente è giusto così. Judas è un'esperienza single player pura, pensata per essere vissuta e rivissuta.
Accessibilità
Il gioco offre una modalità narrativa che elimina quasi completamente la difficoltà degli scontri, permettendo di godersi la storia e le scelte senza stress. Ci sono opzioni per ingrandire i testi, controlli alternativi e assist alla mira. I sottotitoli sono presenti anche per i rumori ambientali.
Limiti
L'IA dei nemici umani è nella media, ma quando i servitori e i mutanti entrano in scena il comportamento diventa prevedibile. Qualche missione secondaria è poco più di una fetch quest mascherata. La mappa della nave è confusionaria, con livelli che si sovrappongono su più piani senza una chiara indicazione verticale.
Il combattimento non ha la stessa fisicità di BioShock Infinite. Le armi sembrano meno impattanti, e la sensazione di potenza è inferiore. I boss, per quanto creativi, soffrono di pattern troppo rigidi dopo il primo paio di tentativi.
Il menu di inventario è confusionario: gli oggetti si accumulano senza un ordine logico, e la ricerca manuale è faticosa. Un filtro per categorie avrebbe fatto comodo. Il sistema di viaggio rapido è legato ai punti di ancoraggio della Mayflower, ma non sempre sono posizionati in modo comodo rispetto agli obiettivi delle missioni.
L'assenza di una mappa interattiva si sente, specie nei settori più grandi. Affidarsi solo ai segnalatori ambientali funziona, ma non tutti i giocatori hanno lo stesso senso dell'orientamento.
A chi è consigliato
A chi ha un debole per BioShock e si è sempre chiesto cosa succederebbe se Levine potesse fare un gioco senza publisher che lo limitano. A chi ama le storie che cambiano in base alle scelte e i mondi che reagiscono. Se invece cercate uno sparatutto arcade con ritmo sostenuto, probabilmente vi annoierete.
Pro
- Sistema di relazioni e scelte profondo
- Poteri Echo creativi e divertenti
- Narrazione avvincente e ben scritta
- Rigicabilità elevata
- Direzione artistica originale e coerente
Contro
- Combattimento meno incisivo di BioShock
- Mappa confusionaria
- IA nemica altalenante
- Qualche missione secondaria debole
FAQ
Devo aver giocato a BioShock per capire Judas? No. Judas è un gioco completamente autonomo con una storia originale e personaggi nuovi.
Quanto dura una partita? La prima partita richiede circa 18-20 ore. Le successive possono durare meno perché si conoscono già i percorsi.
C'è il doppiaggio in italiano? Solo testi e sottotitoli. Le voci sono in inglese.
I poteri si possono potenziare? Sì, trovando upgrade sparsi nei livelli e completando missioni per i tre leader.
Quante missioni secondarie ci sono? Più o meno una quindicina, ma alcune diventano inaccessibili se tradisci il leader che le offre. Meglio esplorare prima di fare scelte definitive.
Il gioco ha finali multipli? Sì, almeno quattro finali principali, più varianti minori in base alle relazioni con i singoli leader.
Tabella tecnica
| Specifica | Dettaglio |
|---|---|
| Motore grafico | Proprietario (Ghost Story Games) |
| Piattaforme | PC, PlayStation 5, Xbox Series X/S |
| Frame rate target | 60 fps |
| Risoluzione | 4K dinamico su console |
| Lingua | Inglese (testi italiani) |
| Durata campaign | 18-20 ore |
| Prezzo | 59,99 € |